Roma come Fukushima: è l'esplosivo dossier di Legambiente sul pericolo nucleare

Fontana di Trevi desolantemente vuota. Saracinesche abbassate. Case abbandonate, alcune delle quali aperte a mostrare ciò che resta di una quotidianità sfuggita di mano. Stracci in preda al vento. Oltre tre milioni di persone evacuate. E cani randagi a tentare la sopravvivenza tra ciò che rimane... A pochi giorni dal referendum, Legambiente Lazio, in una conferenza stampa che si è tenuta questa mattina a Roma, ha presentato un dossier (agghiacciante) in cui analizza il probabile catastrofico scenario che seguirebbe a un disastro nucleare di proporzioni simili a quello avvenuto a Fukushima. Ipotetici siti analizzati sono quelli - possibili in caso di vittoria dell'atomo in Italia - di Montalto di Castro (Vt) e di Borgo Sabotino (Lt).

In caso di incidente nucleare nella immaginata centrale di Borgo Sabotino (Lt) almeno 3 milioni e mezzo di persone sarebbero evacuate nel raggio prudenziale di 80 km in una zona compresa tra Latina, Roma e Frosinone. Centomila le aziende agricole in ginocchio; mattanza di milioni tra bovini, ovini e suini contaminati; turismo impossibile a far da cornice a vere e proprie città fantasma.

Leggeremente meglio, invece, potrebbe forse andare in caso di incidente nell'ipotetica centrale nucleare di Montalto di Castro: "appena" 600.000 persone evacuate fino alle porte di Roma e alla Sabina, studi interrotti nelle 51 istituzioni scolastiche presenti sul territorio e 38.115 aziende agricole distrutte. Questo il commento di Lorenzo Parlati, Presidente di Legambiente Lazio:

Quello presentato oggi è un dossiere crudo ma ben argomentato che evidenzia come per 80 km attorno ad una una centrale nucleare a Latina, si produrrebbe uno scenario agghiacciante. La pericolosità di una centrale diminuisce in base alla distanza, quindi più si è distanti meglio è. Ma per evitare questi rischi al referendum del 12 e 13 giugno bisogna votare sì

Foto | legambiente

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