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Tar Sands: la catena di negozi Lush si mobilita

Pubblicato: 13 giu 2011 da Nestor Carnevali

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La catena di negozi di Lush, l’azienda che produce e commercializza cosmetici naturali ed ecologici, lancia una mobilitazione europea contro lo sfruttamento delle Tar Sands. Fare pressione sui media, far prendere coscienza ai consumatori dell’ennesimo scempio ambientale perpetrato da compagnie petrolifere come la BP che vogliono sfruttare anche le sabbie bituminose della regione di Alberta, in Canada, per estrarre il loro “oro nero”.

Della questione Tar Sands vi avevamo già parlato in passato. Greenpeace ha dimostrato che i processi di estrazione del petrolio da queste particolari sabbie comportano un danno ambientale semplicemente inaccettabile. L’emissione di Co2 connessa alla lavorazione delle Tar Sands è quattro volte superiore a quella dell’estrazione petrolifera tradizionale. Per ogni ogni barile di petrolio estratto sono necessari dai 3 ai 5 barili di acqua che risulta pesantemente inquinata e contaminata alla fine del processo. Un vero e proprio scandalo rispetto al quale Lush ha deciso di avviare una campagna.

Sabato 18 giugno, alle 15, le bottegaie di Lush in tutta Europa verranno simbolicamente ricoperte di “petrolio”. Si spera naturalmente che l’iniziativa accenda i riflettori dei media come successo anni fa quando la stessa azienda si batteva per la riduzione del packaging. In contemporanea verrà messo in vendita un gel doccia speciale: “Oro nero“. L’intero ricavato, esclusa l’IVA, andrà all’organizzazione non profit IEN - Indigenous Environmental Network che si batte in maniera pacifica per proteggere l’ambiente dalle scellerate pratiche delle corporation, compresa quella dello sfruttamento delle Tar Sands.

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3 commenti

Commenti dei lettori

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  • bkjhb

    13 giu 2011 - 14:57 - #1
    0 punti
    Up Down

    Ho un consiglio utile; se non vogliamo che BP ci mandi al creatore tutti prima del tempo smettiamola di acquistare i suoi prodotti. Un marchio BP venduto in tutto il mondo è CASTROL…..basta non acquistarlo!

  • Profilo di david37

    david37

    13 giu 2011 - 17:14 - #2
    0 punti
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    si dovrebbe boicottare qualsiasi cosa prodotta dalla British Petroleum per un bel po’ di tempo: basti solo pensare al casotto creato in quel del Golfo del Messico. quando il mondo intero capirà che il petrolio é un male, saremmo già tutti morti, o quasi.

  • Profilo di tassinarimauro

    tassinarimauro

    13 giu 2011 - 19:47 - #3
    1 punto
    Up Down

    Era stato ampiamente previsto:
    La carenza di combustibili fossili tradizionali ci spingera’ a tecniche e ricerche disperate con peggioramento dell’impatto ambientale.
    (gas sisti, e BP insegnano)
    -
    => Boicottare BP non serve a nulla!
    Dobbiamo ridurre la dipendenza da risorse esauribili!