Tar Sands: la catena di negozi Lush si mobilita


La catena di negozi di Lush, l'azienda che produce e commercializza cosmetici naturali ed ecologici, lancia una mobilitazione europea contro lo sfruttamento delle Tar Sands. Fare pressione sui media, far prendere coscienza ai consumatori dell'ennesimo scempio ambientale perpetrato da compagnie petrolifere come la BP che vogliono sfruttare anche le sabbie bituminose della regione di Alberta, in Canada, per estrarre il loro "oro nero".

Della questione Tar Sands vi avevamo già parlato in passato. Greenpeace ha dimostrato che i processi di estrazione del petrolio da queste particolari sabbie comportano un danno ambientale semplicemente inaccettabile. L'emissione di Co2 connessa alla lavorazione delle Tar Sands è quattro volte superiore a quella dell'estrazione petrolifera tradizionale. Per ogni ogni barile di petrolio estratto sono necessari dai 3 ai 5 barili di acqua che risulta pesantemente inquinata e contaminata alla fine del processo. Un vero e proprio scandalo rispetto al quale Lush ha deciso di avviare una campagna.

Sabato 18 giugno, alle 15, le bottegaie di Lush in tutta Europa verranno simbolicamente ricoperte di "petrolio". Si spera naturalmente che l'iniziativa accenda i riflettori dei media come successo anni fa quando la stessa azienda si batteva per la riduzione del packaging. In contemporanea verrà messo in vendita un gel doccia speciale: "Oro nero". L'intero ricavato, esclusa l'IVA, andrà all'organizzazione non profit IEN - Indigenous Environmental Network che si batte in maniera pacifica per proteggere l'ambiente dalle scellerate pratiche delle corporation, compresa quella dello sfruttamento delle Tar Sands.

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