Bolletta energetica alle stelle. E Pasquale De Vita (Unione Petrolifera) difende ancora il petrolio

Bolletta energetica alle stelle. E Pasquale De Vita (Unione Petrolifera) difende ancora il petrolioL'Unione Petrolifera italiana ha diffuso le previsioni 2011 sulla bolletta energetica italiana. La spesa che il "sistema paese" dovrà affrontare quest'anno per l'approvvigionamento energetico sarà pari a 63 miliardi di euro, ben più dei 53,9 miliardi dello scorso anno (che era un anno di crisi, questo no?).

Il grosso della spesa proviene dal petrolio, per il quale il nostro paese dovrà pagare a fine anno ben 36 miliardi (28,5 l'anno scorso). Non si può certo chiedere all'oste se il vino è buono, quindi non fa notizia che il presidente dell'UP, Pasquale De Vita, difenda a spada tratta il costosissimo petrolio:

Non si tratta di essere pro o conto questa o quella fonte ma di prendere atto che la realtà che ci attende è questa. Ciò vale in particolare per il settore dei trasporti dove al momento, anche ipotizzando lo sviluppo di motorizzazioni quali elettriche ed ibride, non si vedono alternative al petrolio altrettanto valide: al 2035 circa l’80% dei consumi nel settore trasporti sarà ancora soddisfatto dal petrolio



Una previsione, forse, un po' troppo pessimistica visto che i progressi nella mobilità sostenibile ci sono (l'ultima è la batteria semisolida, ne parliamo proprio oggi). Così come è noto a molti, se non a tutti, che cambiare modello energetico è possibile se viene inserito tra le priorità politiche.

De Vita, però, ammette la crescita delle energie rinnovabili ma non la ritiene sufficiente e preferisce fermarsi solo al "breve-medio termine":

Analizzando il potenziale sviluppo delle rinnovabili, alla luce dei brillanti risultatiottenuti dall’eolico e dal solare, ci si accorge infatti che l’idea di sostituire completamente le fonti fossili è altamente improbabile o almeno poco realisticamente fattibile nel breve-medio termine

I biocarburanti, infine, "hanno ancora molta strada da fare". Ecco, allora, che salta fuori l'idea del "petrolio sostenibile". Cioè il petrolio ripulito, grazie a moderne tecnologie che ne riducono gli effetti sul clima e l'impatto ambientale. Un esempio? La cattura e lo stoccaggio della CO2, il famoso CCS che

rappresenta la tecnologia chiave per rendere più sostenibile l’impiego delle fonti fossili

De Vita, però, oltre a dimenticare i dubbi di molti scienziati sull'impatto ambientale di questa tecnologia, si scorda anche di dire che la CCS è oggi poco meno (neanche poco più, poco meno) di un esperimento che si sta per condurre su alcuni impianti a carbone o petrolio, trattando piccolissime percentuali dei fumi prodotti.

Vorremmo sapere se De Vita pensa alla CCS "nel breve-medio termine"

Via | Unione Petrolifera

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