L’emergenza rifiuti in Campania non è mai finita e lo abbiamo puntualmente raccontato sulle pagine di ecoblog. Ma una speranza alla sospensione di questo scandaloso stato è rappresentato dal suo vice sindaco Tommaso Sodano, che più del primo cittadino Luigi De Magistris, sta combattendo una battaglia titanica contro la mala gestione di una città, la Peste appunto così come scritto nel suo libro documento.
A giocare sporco, ed è proprio il caso di dirlo e a sfavore dei napoletani e della sua neo amministrazione è Umberto Bossi che con la Lega fa da ago della bilancia in uno scenario politico da brividi (gli approfondimenti dai colleghi di polisblog). Ok, ecco cosa ci azzecca la munnezza.
L’ultima sentenza del Tar del Lazio blocca il trasferimento dei rifiuti campani tra impianti. E la gente teme ancor più l’arrivo dei rifiuti napoletani che sarebbero solo depositati temporaneamente, tecnicamente posti in siti di trasferenza, sia a Caivano sia a Acerra, come ha spiegato Sodano che conosce bene la situazione dell’inquinamento dei due comuni-paesoni martoriati nella salute ambientale. La lega in questo casino che fa? Ci sguazza e alla grande e ci innesta la classica campagna elettorale: annuncia che i rifiuti campani devono rimanere in Campania appunto e che nessuna Regione sopratutto quelle del Nord sono disposte a accogliere la monnezza.
Il punto è che il ventre malato della Campania è imbottito di rifiuti tossici giunti dalle imprese del Nord, non ultima dall’Acna di Cengio, così come ha avuto modo di constatare la Dia nelle sue complicatissime indagini. Il vicesindaco Sodano, intanto ha annunciato il suo piano per la gestione dei rifiuti: fare seriamente raccolta differenziata, nuovi siti di trasferenza e un mega sito di compostaggio al posto dell’inceneritore previsto a Napoli-est (è forse questo il problema?).
Foto | Napoletani a Roma
uno come tanti
20 giu 2011 - 17:07 - #1C’è anche da dire che se non ricordo male la maggior parte delle aziende interessate cedeva i rifiuti a società di smaltimento che applicavano prezzi stracciati (guarda un po’, non smaltivano) e quindi è, non allo stesso modo, quasi come chiedere a chi ha venduto qualcosa, di venirselo a riprendere, senza rimborso, dopo anni.
Perché le stesse aziende che ottenevano rifiuti tossici, molto probabilmente, se non fosse stata presentata loro la proposta della mafia, spendendo qualcosa come 10 volte di più in smaltimento, i rifiuti li avrebbero smaltiti regolarmente.
In pratica, quello che andava fatto ‘civilmente parlando’ è già stato fatto e si sta facendo: aiutare economicamente chi è stato colpito da questa ingiustizia. Il grosso problema che c’è stato e che per troppi anni quelli stessi soldi sono stati a loro volta fatti sparire e quindi all’oggi non c’è stata una giusta remunerazione per le vittime.
Certo, uno potrebbe dire che sarebbero dovuti venire dubbi a chi pagava prezzi stracciati, ma a questo proposito pongo una domanda, quanti di voi comprano olio da 8/9€? Ecco, è più o meno lo stesso principio su cui gira ahimè l’economia globale.
PS: Io cerco di prendere sempre olio e/o prodotti italiani etc, etc, si fanno un po’ di sacrifici, ma è l’unico modo per combattere un sistema malato.
Tommyponz
20 giu 2011 - 22:43 - #2Ogni amministrazione deve capire che deve risolversi da sè i propri problemi di smaltimenti. Non c’è una soluzione calata dall’altro buona per tutti, e non è giusto che ci sia.
PS
Consiglio: se vogliamo veramente fare decollare lo spirito ecologico nella nostra società, smettiamola con sti articoli da comizio elettorale che piacciono solo a a una piccola parte dei lettori.
tanto_mi_bannano
21 giu 2011 - 00:09 - #3Piccolo inciso leghista: si tengono i loro rifiuti, se li differenziano…. ma gli stipendi agli spazzini per il porta a porta generalizzato se li pagano loro, vero? Non è che la loro differenziata modello ci costa altre migliaia di ’socialmente utili’ buoni solo a far voti, vero?
Tommyponz
22 giu 2011 - 11:44 - #4La raccolta differenziata produce ricchezza, il carico di un camion per la raccolta della carta per esempio può valere svariate migliaia di euro.