Il governatore della Regione Veneto, Luca Zaia, vuole la riconversione a carbone della centrale termoelettrica Enel di Porto Tolle. Ed è disposto a tutto per averla e per difendere i 3.000 posti di lavoro per cinque anni, e i 2,5 miliardi di investimento, che porta con sé. Zaia è molto meno interessato, invece, al Parco Regionale del Delta del Po all’interno del quale la centrale ricade.
Il governatore, infatti, ha firmato la modifica alla legge regionale che istituisce il parco (risalente al 1997), in modo da evitare “conflitti” come quello certificato recentemente dalla sentenza del Consiglio di Stato, che annullava la Via ai lavori di riconversione della centrale.
Come se non bastasse, poi, il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, alcuni giorni fa ha annunciato un ulteriore escamotage: una legge “ad centralem” per Porto Tolle che inserisca l’impianto in una lista di centrali “strategiche” le cui autorizzazioni non siano concesse dal Ministero dell’Ambiente retto da Stefania Prestigiacomo, bensì da quello per lo Sviluppo economico.
Via | Regione Veneto
go-seo
22 giu 2011 - 17:03 - #1davvero non ci sono alternative? Mi piacerebbe che per questi progetti fossero presentati business plan comprensibili a tutti.
claudio_2
22 giu 2011 - 17:32 - #2quell’affare produce 2640 MW con MIGLIAIA di tonnellate di cabone al giorno.
Solo di trasporto del carbone cosa inquinera’?
Quanti moriranno?
Vuol dire che emette ogni 10 anni un incidente di chernobyl in scorie nucleari che ovviamente non verranno gestite. Il carbone e’ radioattivo….
.
Avendo rifiutato il nucleare ma volendo lo stesso carrettate di energia (oggi sono entrato in un posto dove mi sono messo il giubbotto! Il giubbotto per entrare al chiuso!!) non e’ che i TWh vengano giu’ dalla pianta!
Al momento non esistono alternative, salvo di radere al suolo una regione.
theou
22 giu 2011 - 19:23 - #3“vota si per dire no”
Tsk…
Pensavate sul serio che dicendo no al nucleare avremo ricavato energia dal sole e tante belle cose?
A sto punto meglio nucleare
bettogreen
22 giu 2011 - 20:03 - #4La volontà di costruire la centrale a carbone non è legata in alcun modo con la scelta del referendum…del resto sono anni che se ne parla di quetsa centrale e che spingono per l’avvio. Non cominciamo a confondere le cose e rispettiamo la scelta popolare.
claudio_2
22 giu 2011 - 20:19 - #5non e’ legata una cippa!
Se prima si nicchiava ora si parte e se ne faranno altre.
Altrimenti ci spieghi dove trovare almeno una 50tina di TWh.
bettogreen
23 giu 2011 - 08:33 - #6Claudio rivediti la storia della centrale e ne riparliamo…
Per il resto l’Italia ha un potenziale di 200 TWh tra misure di efficienza e rinnovabili. Ci vuole la volontà politica per sfruttarlo, ma quella si sa, è spesso condizionata dagli interessi di pochi…
Poi si puo continuare a dire che è le rinnovabili sono un bluff…intanto decine di istituti e centinaia di scienziati dicono il contrario nel mondo. Non ultimo:
http://srren.ipcc-wg3.de/
Saluti!
Antonellaaaa
23 giu 2011 - 08:46 - #7In effetti, claudio_2 hai toppato: la scelta della riconversione va avanti da anni… ovvero da quando il costo del carbone è sceso.
La centrale era prima alimentata ad olio combustibile, poi è stata chiesta la conversione a carbone.
Sarebbe stato più logico chiedere la conversione a gas, visto che li’ vicino c’è il rigassificatore (uno dei due in Italia).
Questa storia della centrale va avanti da anni…
PGIR
23 giu 2011 - 10:20 - #8PRODUZIONE DA RINNOVABILE
Premesso, le particelle emesse dalla combustione di una qualsiasi centrale a carbone hanno dimensioni simili ad un “VIRUS”, se inalate sono attaccate dall’organismo, che reagendo alla loro presenza porta a fasi tumorali. Le unità sanitarie locali non hanno strumenti adeguati per rilevarle, perché le dimensioni sotto il PM 10 o PM 1, richiedono specifiche strumentazioni. A nulla serve alzare i camini, poiché il problema si sposta di decine, centinaia, e in qualche caso migliaia di chilometri, tipo le centrali che dalle sponde atlantiche degli USA riescono a far arrivare le loro micro particelle oltre l’Europa, e di più, potremmo chiamarlo inquinamento globalizzato.
Ciò premesso resto disponibile, per il Governatore della Regione Veneto, Luca Zaia, se vorrà, per verificare un sistema da rinnovabile, capace di medie produttive pari, ed oltre, il 60%, (cioè la medesima media produttiva massima delle centrali nucleari europee), a titolo gratuito, e con la verifica eventuale di dette capacità produttive da parte di un’Università Italiana che già collabora sul progetto.
Quindi il costo del sistema da verificare è zero, a noi tutti gli oneri di spesa per la dimostrazione, ripeto se interessa, almeno cerchiamo di essere “propositivi”.
luoar@libero.it
claudio_2
23 giu 2011 - 11:25 - #9X antonella
Hai ragione, la scelta della riconversione va avanti da anni e sembra che ogni anno vogliano usare un carburante sempre piu’ sporco su quella centrale.
Cio’ non toglie che DEBBONO farla andare non essendoci scelta.
.
Sui 200TWh del giullare sarebbe interessante capire come ci e’ arrivato: magari non tenendo conto dei tempi di manutenzione, dei picchi produttivi stagionali (es idro) o anche delk fatto che le turbine a gas convengono per il gap di alcune ore ma con quello che costa tenerle accese….
.
Non dico che siano un bluff, dico semplicemente che abbiamo un orografia complessa, una densita’ abitativa tale da non permetterci sogni all’americana di centrali grandi come piccoli stati.
Bello sognare. Se uno poi vuole vivere e’ una storia piu’ complicata.
antonellaaaaa
23 giu 2011 - 11:37 - #10claudio_2: in effetti, quella centrale c’è, andava ad olio combustibile, come hai verificato, però secondo me la scelta migliore sarebbe stata farla andare a GAS, anche in virtù degli incentivi statali promessi per la zona del polesine a causa della presenza del rigassificatore.
naturalmente, si tratta di una battuta: quegli incentivi sono stati promessi ma mai sono arrivati…
Il GAS inquina meno dell’olio combustibile e MOLTO meno del carbone.
Purtroppo la scelta ricade sul carbone per motivi economici.
Zaia parla di 3000 posti di lavoro, ma p una bufala poiché quei 3000 posti sono ad orologeria, poiché sarebbero gli operai necessari alla conversione della centrale, inoltre credo che 3000 sia abbastanza esagerato.
Che dire? che la centrale produrrà energia a carbone e non a GAS, e che il turismo balneare della zona ne risentirà pesantemente.
potorina
23 giu 2011 - 13:05 - #11io sono della zona e qui dopo l’ultino no alla riconversione a carbone non puntano più su una questione di energia da produrre per l’italia ma sui posti di lavoro che si creano, cioè 3000 per i cinque anni di cantiere (non specificando che le ditte della zona verranno invitate alla gara di appalto ma non è detto che vincano e se vincano che non subappaltaino a altre ditte fuori zona per diminuire i costi). poi a centrale conclusa i posti di lavoro si riducono a 800, e chi specializza gli operai se si mantengono gli stessi che c’erano quando la centrale andava a olio combustibile? se ne selezionano di nuovi ci sarà una regola che dirà che i futuri dipendenti dovranno essere solo della zona??
sempre nuove chiacchiere politiche per poter fare questa centrale senza pensare seriamente alla salute pubblica (i tumori che ci sono stati in questa zona negli ultimi anni sono aumentati).
Se verreste a vedere dopo tutti gli anni a olio combustibile le strade della zona che portano alla centrale sono rosse (come i campi da tennis) secondo voi perchè? cos’è va di moda colorare le strade? non è il deposito di anni del pulviscolo..ora se andrà a carbone le strade diventeranno di un altro colore..peggiore!!
e poi avremmo un bellissimo delta del po da “sfruttare” come parco (avete presente la Camargue in Francia? ecco è la stessa cosa) perchè dover riaprire una centrale proprio lì?
ah non so se lo sapete ma tale centrale costruita negli anni 70 doveva partire come centrale nucleare…
Nella zona dovevano riconventire anche una centrale a biogas dal vecchio zuccherificio chiuso ma non ne hanno più fatto niente, perchè??? le energie alternative ci sarebbero ma ci continuiamo ad affidare alle vecchie non pensando al futuro del mondo dove vivranno i ns figli!!
acosimo
23 giu 2011 - 13:09 - #12Tutti a parlare del Gas.. come è che sole e vento non s citano più? Vi siete finalmente accorti che quando producono a intermittenza al massimo coprono i consumi dei picchi di energia (es. giornata soleggiata, produco energia con il fotovoltaico che m serve per il consumo inpiù dei condizionatori ecc.) che è na cosa buona ma … non basta per far andare avant un paese manufatturiero come il nostro. Il Gas ha un difetto: ce lo vende la Russia e l’Algeria in gran parte. con i rigassificatori può arrivare pure da più lontano ma produttori non sono numerosi come il carbone. Diversificare i paesi di approvigionamento è una cosa ottima. Quando invece ci decideremo a investire pesantemente sulla geotermia e sull’energia del moto ondoso a cui accennava louar@libero.it sarà sempre troppo tardi.
tassinarimauro
23 giu 2011 - 13:51 - #13Quante cavolate…
Il carbone costa meno e questo è tutto.
(Ovviamente se non si considerano i danni ambientali e sanitari)
tassinarimauro
23 giu 2011 - 13:55 - #14@Claudio
http://mondoelettrico.blogspot.com/2011/06/sorsi-dacqua-al-trizio.html
tassinarimauro
23 giu 2011 - 14:06 - #15@Nuclearisti (e Claudio)
“Il black out informativo sulla situazione della centrale USA è tale, che al confronto Fukushima è stato un modello di trasparenza.”
http://petrolio.blogosfere.it/2011/06/usa-centrale-nucleare-gia-a-mollo.html
-
Quando accetteremo che per avere un prodotto migliore (energie alternative) occorre spendere qualcosa in più?
grafite660
23 giu 2011 - 15:22 - #16@Tassinarimauro. In realtà credo che stiamo imitando la Germania, come tutti gli ambientalisti volevano/vogliono: 10 GW di carbone (e gas)
entro il 2013 ed altri 20 gW entro il 2020!
http://www.morningstar.co.uk/uk/markets/newsfeeditem.aspx?id=145955873651346
Per vedere che anche le rinnovabili più pulite come l’eolico non sono tutto quel verde che sembra:
http://bravenewclimate.com/2011/05/21/co2-avoidance-cost-wind/
cesant
23 giu 2011 - 16:07 - #17se tutti noi comuni mortali iniziassimo a ridurre i nostri consumi, il problema energetico troverebbe una (seppur parziale) soluzione.. solo per esempio vi rendete conto che i supermercati hanno scaffali intere di bottiglie di vetro di vino, birra, bibite,… spesso costa più il contenitore del contenuto… e tutto è a perdere, nei cassoni del vetro, ma sempre a perdere.. e per produrre (o riprodurre) una bottiglia di vetro sapete quanto ci vuole? abbiamo votato (io personalmente no) SI al referedum sull’acqua e poi tutti a bere acqua in bottiglia… vi rendete conto che spreco! questo è un discorso che vale per tutto l’occidente opulento, l’Italia non è meglio o peggio di altri, sia chiaro
bettogreen
23 giu 2011 - 17:44 - #18@
Giullaìre lo vai a dire ai tuoi amichetti di 15 anni…Non ho intenzione di rispondere a un poveretto senza argomenti…saluti!
Bello informarsi solo da una fonte (anche secapisco che vi paghi profumatamente).
claudio_2
23 giu 2011 - 18:34 - #19Nuclearisti (e Claudio)
:-)
scherSi a parte non sono un nuclearista: solo che fra il carbone e il nucleare preferisco il meno peggio.
Certo che se ci fosse un modo che andasse bene per sostituire questi articoli sarei felice.
Ovviamente tutto questo nasce dalle esigenze di cui sopra (il popolo vuole 18C in estate a tutti i costi) e quest’energia bisogna pure produrla, no?
Fra una sberla e una pedata da scarpone tu cosa preferisci?
Piccinini G. Raoul
24 giu 2011 - 00:11 - #20TECNOLOGIE DA RINNOVABILI.
Non vorrei che questa risposta sia scambiata per un inutile esercizio matematico, ma la stessa cosa si fa per il fotovoltaico e per l’eolico, nonché per il calcolo delle eventuali potenze del nucleare non istallate.
Tecnologia da MOTO ONDOSO:
A) I dati delle boe meteo marine ci consentono di valutare l’istallazione di sistemi TRITON, vicino alla Sardegna, canale di Sicilia, col moto ondoso presente nel Mediterraneo, (media 1,50 ml), della potenza complessiva di 30 kW, cioè ogni sistema monta due generatori con magneti al neodimio da 15 kW l’uno.
B) Anche se il calcolo è leggermente inferiore a quanto realmente posizionabile, ogni 4 chilometri quadrati è possibile istallare 40.000 boe.
C) Abbiamo quindi la possibilità di creare 25 aree produttive, in grado di erogare una media di 157,68 TWh, contro gli attuali 340 TWh, totali, utilizzati ogni anno in Italia, cioè poco meno della metà.
Abbiamo occupato un’area di 100 chilometri quadrati, (non molti se confrontati con quanti ne restano ancora a disposizione), ma abbiamo dato lavoro per realizzare, “QUESTO IPOTETICO IMPIANTO PRODUTTIVO”, tra produzione, indotto, manutenzione, trasporto, monitoraggio, ecc., a circa 120.000 persone.
Vi evito, anche se il calcolo è abbastanza semplice, di calcolare il numero di Sistemi TRITON, sono 1.000.000, e man mano avviene l’istallazione, ogni gruppo definito, inizia immediatamente a produrre, con resa minima del 60%.
Diverso è quanto accade in Oceano dove ogni Sistema TRITON, con onde minime da 2 ml d’altezza, ha capacità nominale da 200/250/300 kW, sistemi allo studio, qui, presso l’Università di Pusan, Corea del Sud.
Va precisato che da uno studio mirato dei siti, con speciali boe per il rilevamento dati, (che abbiamo già iniziato a progettare), è però possibile definire meglio ogni centrale in relazione al sito, con aggiustamenti migliorativi del 7/8%, in relazione alla produzione annua d’energia.
Chi vuole, invece, vedere boe per l’allevamento di alghe in Cina, potrà trovare immagini molto interessanti, preciso che queste boe, per scopi alimentari, sono milioni, ma qui parliamo dell’Italia, di energia, di zero emissioni di CO2.
Saluti.
Dr. Piccinini G. Raoul.
r.piccinini@kienergy.co.kr
claudio_2
24 giu 2011 - 00:26 - #21Ecco ci mancava quello che copia da un sito
http://www.tidalstream.co.uk/index.html
con molto render e poca ricerca:
Impianti operativi 0
ottimo, next gli asini d’alta quota e i magneti che girano per preghiera
Prima si fanno impianti test che funzionano per anni (mica che si bucano per migrazione di cariche) POI si parla di Wh.
Piccinini G. Raoul
24 giu 2011 - 01:29 - #22Lei è sicuramente uno specialista degli insulti, e penso che mettere in fila i Termini da Lei utilizzati non sia difficile, oltre a nascondere accuratamente la sua identità.
Sicuramente preferisco chi chiede maggiori informazioni, e non utilizza i Blog con risposte banali e sicuramente poco costruttive.
Ciò premesso il TRITON non ha ancora un sito, è allo studio presso due Università Coreane, (e una Italiana), per le certificazioni, ed è un progetto/brevetto tutto Italiano, non Inglese, o Americano, ma se Lei avesse letto con attenzione, avrebbe notato che si parla di MOTO ONDOSO, e non di correnti marine, come è evidente sul link da Lei indicato; al COEX di Seoul, Ottobre 2009, allo stand della K.I. Energy, era presente il sistema TRITON, non ho date della presentazione della tecnologia da Lei proposta.
Sicuramente nessuno vuole convincere nessuno, ognuno ha facoltà di pensare come si vuole, ma non insultare, scambiare tecnologie come ha male interpretato Lei, o dare indicazione sul da farsi.
Lei che tecnologia sta testando?
Se comunque vuole maggiori informazioni, mi scriva, non si limiti a lanciare sassi e a nascondere la mano.
Dr. Piccinini Raoul.
r.piccinini@kienergy.co.kr
claudio_2
24 giu 2011 - 10:35 - #23Caro sciur piccinini
Per quanto apprezzi lo studio e le sperimentazioni, e per quanto sicuramente Lei ne sappia piu’ del sottoscritto sulla questione del moto ondoso rispetto ad un navigatore o a chi non ha mai fatto ricerca in un ateneo e si sia limitato a poche cose hobbistiche come razzi DIY e una piccola parte di un satellite mi rincresce farle notare le seguenti.
1) non mi nascondo: e’ presente un link al mio blog e la MIA FACCIA
2) per quando non ami poter essere soggetto di furto d’identita (ci provarono gia nel 94 circa su fido) SanG trova molta roba su di me
3) “è allo studio” come dice correttamente lei non vuol dire che e’ impossibile ma che in questo istante non e’ praticabile.
Quando lo diventera’?
Lei sa meglio di me che si costruisce una centrale di test per verificare la cosa, e questo (oltre che molti dindi) ci mette TEMPO. Per mettere in produzione i pannelli solari FV ci hanno messo un pochino (dal 1839) e negli anni 80 hanno scoperto che i pannelli amorfi, gran promessa che su ecoblog vengono ancora considerati ottimi, soffrono dell’effetto Staebler-Wronski rendendoli di fatto inutili.
Spero che questa ricerca duri meno e inciampi meno di quella sul FV e spero che possa offrire grandezze in linea con quanto dichiarato persino nel poco agitato mediterraneo.
Nel frattempo che vengano confermate le visioni attraverso qualcosa di funzionante mi permetta di considerare la sua tecnologia per quello che e’:
Una futura tecnologia che non si sa quando e se sara’ disponibile.
acosimo
24 giu 2011 - 10:36 - #24lasci perdere sig. Piccinni, le risposte le dia a chi propone cose concrete, a chi chiacchiera… “non ti curar di loro” diceva un poeta.
Ha tutta la mia stima ed incoraggiamento anche se sono consapevole che serve solo moralmente.
tassinarimauro
24 giu 2011 - 22:10 - #25Le argomentazioni di Claudio contro il moto ondoso sembrerebbero anche serie, ma il punto è che Claudi, essendo un ostinato nuclearista è non sa perdere.
Ne consegue che non potendo difendere il nucleare si passa il tempo a criticare qualsiasi altra cosa.
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In altre parole se Claudio criticasse l’energia dalle onde sostenedo che l’eolico d’alta quota è + promettente avrebbe tutt’altra credibilità.
3350
25 giu 2011 - 11:14 - #26Egregio Sig. Piccinini,
non ho capito se la Regione Veneto è al corrente di questa iniziativa.
claudio_2
25 giu 2011 - 12:28 - #27@tassi
le argomentazioni SONO serie.
non esiste chi vince o chi perde cosi’ come non esistono “gli altri”, “noi”, “loro” o i “cattivi”.
Se non si esce dall’ottica delle barricate e portatori del verbo perderemo TUTTI.
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siamo sulla stessa barca.
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Quelli che pensano che gli aerei stiano in aria non per la fisica e una massiccia dose di kerosene ma per volonta’ poLLitica dovrebbero andare piu’ in biblioteca.
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Aver criticato chi propugna una forma di produzione energetica consistente nello spianamento delle onde (quali effetti collaterali?) mai realizzata mi rende pessimo agli occhi di qualcuno SALVO se esalto un’altra produzione altrettanto impantanata.
Ti voglio vedere dove metti un impiantino con una vela pesante come un autobus che svolazza nell’ambito di molti Km^2.
Oltretutto l’impianto dimostrativo kitegen e’ molto lontano dalla scala produttiva e non ha mai funzionato per piu’ di un’ora di seguito.
Certo un domani ci saranno nuovi materiali e idee per evitare che sia utilizzato lo stesso materiale delle vele del mirabella V (il piu’ grande sloop mai costruito, di conseguenza le piu’ grandi vele), un giocattolino al confronto.
Pero’ oggi e’ cosi’.
E non ci si puo’ fare nulla.
Investire il doppio su di un progetto certamente fa diminuire i tempi MA se i tempi sono decenni rimangono comunque decennali. Sempre che tutti i problemi siano risolvibili.
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Tutti penso che vorremmo energia senza bruciare cadavere di dinosauro o prendere a martellate nuclei di metalli pesanti.
Non penso che esistano persone sane di mente che affermino il contrario. (sbaglio?)
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Detto questo e guardato OGGETTIVAMENTE lo stato ATTUALE della cosa e il fatto che non ci basta piu’ il pacchetto energetico di un asino penso che idolatrare tutto cio’ che e’ una PROMESSA senza certezza FA di noi pessimi pianificatori e ci relega fra gli ingenui.
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Vogliamo pensare che tutte le ricerche arriveranno a un qualcosa di concreto?
non abbiamo chiaro il nostro passato.
Vogliamo togliere il nucleare?
Semplice: consumiamo meno
Vogliamo togliere il carbone che fa le scorie nucleari non regolamentate?
Semplice: consumiamo meno
Ma non meno mettendo una lampadina FL da 20W anziche’ una da 100W parliamo di KW a testa.
Mica merendine.
Vogliamo abbassare il tempo di ricerca?
Semplice anche qui: si stacca un assegno SERIO, anziche’ comprare telefonini,suv&c, e si comprano le azioni delle industrie che stanno ricercando. E’ una scommessa se si vince (e vincita e’ in questo caso) si diventa pure ricchi altrimenti si e’ contribuito a creare comunque conoscenza.
Oppure sono “gli altri” che ci devono pensare?
tassinarimauro
25 giu 2011 - 22:50 - #28E’ essattamente quello che vogliamo:
Un serio taglio dei consumi (da parte di tutti)
E destinare alla ricerca ed alle fonti alternative i soldi che qualche pazzo avrebbe voluto destinare al nucleare.
Piccinini G. Raoul
26 giu 2011 - 04:09 - #29PER 3350
Mi scuso per il ritardo della risposta.
No, non penso che la Regione Veneto sia al corrente di questa iniziativa. Ciò non sposta, comunque, la proposta fatta di una virgola.
Se vogliono verificare sistemi con produzioni del 60% noi avremo in Adriatico, in relazione ad accordi presi con aziende interessate, un sistema di rilevazione e produzione per basso moto ondoso, predisposto sui dati degli ultimi sette anni, della Boa Meteo Marina di Ancona.
Diversamente gli studi relativi alle Boe Oceaniche Triton sono in relazione alla riduzione dell’energia prodotta; infatti, rispetto alla potenza nominale, avevamo una produzione troppo elevata, in pratica fuori scala del 35% in più.
Abbiamo dovuto quindi ricalcolare alcuni dati, e limitare con “frizioni elettroniche”, il rendimento, per una maggiore durata dei sistemi e dei generatori, previsti per venti anni.
Lo studio dei dati, ed il tipo di boe per l’Adriatico, sono tutt’altra cosa.
Con i più cordiali saluti, Piccinini G. Raoul.