
Qualche tempo fa su Ecoblog parlammo della compagnia aerea Lufthansa, la prima al mondo ad utilizzare i biocarburanti per i voli civili. Ora a distanza di poco meno di un anno segnaliamo addirittura il primo volo intercontinentale con questa tipologia di carburante. Il Gulfstream G450 della Honeywell infatti è stato il primo aereo a compiere la traversata dal Nord America fino all’Europa con una miscela composta al 50% da un biocarburante e per l’altra metà da un carburante convenzionale.
Il velivolo, decollato da Morristown nel New Jersey, è atterrato a Parigi dopo un volo durato sette ore. Soddisfatti i responsabili della compagnia che, oltre ad intravedere una nuova possibilità di riduzione dei costi di carburante (possibilità, non certezza), ne sottolineano la bontà dell’iniziativa anche da un punto di vista ambientale.
Il carburante è infatti un derivato della camelina, una pianta nota soprattutto per i suoi semi utilizzati come mangime per gli uccelli e che per il fatto di poter essere coltivata su terreni marginali, non danneggerebbe la catena alimentare. L’impiego di questo biocarburante, concludono gli esperti di Honeywell, avrebbe fatto risparmiare circa 5,5 tonnellate nette di CO2; la stessa quantità che si sarebbe emessa in un volo tradizionale.
Via | Honeywell.com
Foto | Flickr
glepri
23 giu 2011 - 13:11 - #1“L’impiego di questo biocarburante, concludono gli esperti di Honeywell, avrebbe fatto risparmiare circa 5,5 tonnellate nette di CO2; la stessa quantità che si sarebbe emessa in un volo tradizionale.”
…e perchè?
…forse il carburante derivato della camelina combinato con l’ossigeno dell’aria non genera anch’esso CO2? Non capisco.
glepri
23 giu 2011 - 13:15 - #2…e la CO2 addizionale prodotta per la coltivazione della camelina, per la trasformazione in carburante ed i relativi trasporti sono stati computati ?
;-)
a_parte
23 giu 2011 - 13:24 - #3@glepri
la co2 che emetti con i biocoarburanti è pari a quella che la pianta ha assorbito in vita, se volevi trollare mi sarei attaccato ai NOx piuttosto.
tassinarimauro
23 giu 2011 - 13:41 - #4@a_parte
Leggi il commento #2 di Glepri: per produrre biocombustibile si inquina quindi il biocarburante ha un impatto ambientale non nullo.
E’ lo stesso discorso che si fa con le automobili elettriche: cambia il sistema, forse migliora l’efficenza, ma finché viene analizzato in questo modo la verità non la si scopre.
Noel77
23 giu 2011 - 14:05 - #5i biocarburanti sono dannosi per l’ambiente e questa è una pessima notizia.
I terreni (pochi) vanno preservati per l’alimentazione invece di disboscare intere foreste per i biocarburanti che hanno una resa penosa
meiyo77
23 giu 2011 - 16:24 - #6microalghe:
40.000 litri ettaro in val padana, 2,5 kg di Co2 assorbita per produrre 1 kg di ossigeno….. 10 volte tanto la produzione di ossigeno per ettaro rispetto la foresta amazzonica. bevono Co2 e acque inquinate di nitrati, rendono alimenti alto valore biologico E PER SCARTO OLIO COMBUSTIBILE. si tratta solo di legiferare in merito