Terna promette: a breve il collegamento energetico Sicilia-Calabria

Terna ha presentato oggi a Messina, alla presenza del ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, l'elettrodotto "Sorgente-Rizziconi" che collegherà, attraverso la Calabria, la Sicilia al continente. Progetto faraonico (700 milioni di euro e un fiume di autorizzazioni richieste e ottenute, non senza qualche polemica sulla sponda siciliana) il ponte elettrico sarà realizzato con sei cavi sottomarini poggiati sul fondo dello Stretto di Messina.

Alla fine dei lavori il nuovo elettrodotto potrà trasportare, dice Terna, "fino a 2.000 MW" di energia elettrica in entrata o in uscita, da e per la Sicilia. Decisamente di più rispetto agli attuali seicento circa, che costituiscono un vero e proprio collo di bottiglia che fa alzare a livelli record la bolletta elettrica siciliana e, soprattutto, blocca centinaia di MW di produzione di energia rinnovabile. Soprattutto da fonte eolica.

Il problema, infatti, è che quando le pale eoliche girano e producono molto (e in Sicilia, vi piaccia o no, non succede raramente) se la rete elettrica è satura bisogna fermarle. Avere duemila MW di "sfogo" dovrebbe permettere ad eolico e fotovoltaico di produrre quando sole e vento vogliono.

Lo stesso cavo, poi, in teoria permetterebbe di dire addio alla vecchissima centrale ad olio combustibile di San Filippo del Mela (Me), importando i 1.600 MW totali che produce dai suoi sei gruppi dalla Calabria.

Non solo: il nuovo Sorgente-Rizziconi servirà anche in ottica futura, guardando al faraonico progetto Desertec: centinaia di MW prodotti da gas naturale e solare termodinamico in nord Africa e poi trasportati in Europa attraverso Spagna e Sicilia. Da registrare, invece, le aspre critiche ricevute dal progetto da parte degli abitanti di alcuni comuni del messinese, che temevano per l'impatto ambientale dei tralicci di alta tensione, paesaggistico sugli splendidi crinali dei Peloritani e sanitario a causa delle emissioni elettromagnetiche. Diversi tratti dell'elettrodotto sono stati interrati per superare il problema.

Infine va ricordata la lunghissima polemica tra Terna e la Regione Sicilia: un ping pong di responsabilità tra l'ente e l'azienda semipubblica con il primo che lamentava i ritardi nella cantierizzazione dell'opera e la seconda che criticava le lungaggini burocratiche della Regione che, a lungo, avrebbero bloccato l'avvio dei lavori.

Aggiornamento: in tarda serata è arrivato anche il commento dell'assessore regionale siciliano all'Energia, Giosuè Marino, che approfitta dell'occasione per seppellire l'ascia di guerra con Terna:

Un forte impegno questo sviluppato nel solco di una collaborazione solida e costante con Terna che da ultimo, a febbraio di quest'anno, ha portato alla sottoscrizione di un protocollo d'intesa con la costituzione di un tavolo permanente di lavoro comune, funzionale alle strategie di sviluppo e potenziamento della rete energetica siciliana

Via | Terna
Video | Repubblica Tv

  • shares
  • Mail
3 commenti Aggiorna
Ordina: