
Google ama la green economy. Le ama al punto da aver investito qualcosa come 780 milioni di dollari in aziende della Cleantech e 1.2 milioni di dollari nel primo trimestre di quest’anno per finanziare i lobbisti delle energie alternative. Sensibilità ambientale? Non soltanto. Dalle parti di Mountain View sono convinti che “spingendo” la green economy si potranno ottenere entusiasmanti risultati di crescita per l’intero prodotto interno lordo statunitense.
In un report, pubblicato qui, Google ipotizza che ritardando delle politiche pubbliche di stimolo alle tecnologie verdi anche soltanto di 4 anni la perdita in termini di posti di lavoro e di crescita economica sarebbe mostruosa: 1.4 milioni di “green jobs” e 3200 miliardi di dollari in meno.
Puntare sull’energia pulita permetterebbe di ridurre i costi medi energetici delle famiglie di un migliaio di dollari l’anno, tagliare del 13% le emissioni e ridurre il consumo di petrolio americano di 1,1 miliardi di barili l’anno. Secondo Google puntare forte sulle energie rinnovabili porterà, entro il 2050, un guadagno di 3.9 milioni di posti di lavoro e una riduzione delle emissioni del 55%. Gli interessi economici di Big G sono innegabili, ma è comunque un segnale positivo per contare su un colosso come Google per lo stimolo delle rinnovabili e dell’energia pulita.
cesant
30 giu 2011 - 10:02 - #1ben venga, tutto ciò che è “studio” serve, però è innegabile che poi l’applicazione pratica su larga scala è ancora lunga a venire.. ma se mai si inizia, mai si arriva.. quindi bene!
però oltre a cercare nuove “fonti pulite” si dovrebbe anche lavorare per ridurre gli “sprechi”.. ricette forse semplici ma se si riescono a cambaire le abitudini dei consumatori allora il beneficio sarà duraturo: acqua dal rubinetto, sostituzione di bottiglie di pet a quelle di vetro, confezioni prodotti ridotte al minimo, superamento del concetto di giornalino free-press usa e getta (ma che spreco è???), e molto altro…