Ciclabilità in Italia: una pista non risolve i problemi

Dalla ricerca A-bici della ciclabilità condotta da Legambiente, Rete Mobilità Nuova e Bikeitalia.it emerge come le sole ciclabili non siano sufficienti a far aumentare gli spostamenti in bicicletta

Sono stati resi noti alcuni giorni fa i dati della ricerca A-bici della ciclabilità condotta da Legambiente, Rete Mobilità Nuova e Bikeitalia.it. Si tratta di un lavoro molto approfondito, condotto su 104 città italiane e che ha prodotto risultati per certi versi sorprendenti, come, per esempio, la scoperta che non sono le piste ciclabili in sede protetta a far crescere il numero dei ciclisti urbani, ma altre modifiche nella logica del traffico come l’introduzione delle zone a 30 km/h e dei pedaggi urbani e la riduzione della sosta su strada.

Bolzano continua a essere la regina italiana della ciclabilità con il 28% degli spostamenti, una percentuale che viene superata solamente dagli spostamenti a piedi (33%). In testa, appaiata a Bolzano, c’è quest’anno anche Pesaro con il 28%, mentre il terzo gradino di un ideale podio è occupato da Ferrara dove il 27% degli spostamenti avviene in bici.

Bene Venezia (20%), Pordenone (19%), Pavia (18%), Padova (17%), Treviso (16%) e Reggio Emilia (15%), una top ten quasi per intero costituita dalle città del nord Italia, più attente alle politiche della ciclabilità. Altro dato significativo è il fatto che sono i centri urbani di media grandezza a far registrare le percentuali più alte. Laddove le distanze da coprire diventano più ampie lievitano le quote di abitanti che si spostano con auto, moto, scooter e mezzi pubblici. Fra le metropoli oggetto della statistica la migliore è Milano con il 4%, mentre Torino si ferma al 2% e Roma ad appena l’1%. Nella tabella del modal share è interessante constatare come Bolzano detenga anche il primato di città più pedonale del Paese con il 33% degli spostamenti a piedi. Seconda è Pisa con il 31%, seguono Trento e Torino con il 28%, Venezia con il 23%.

Piste ciclabili: Modena ha più km di tutti


Nel rapporto A-bici della ciclabilità viene anche stilata la classifica dei metri di piste ciclabili ogni 100 abitanti. Il “podio” è di tre città della Pianura Padana: Reggio Emilia è prima con 38,02, Mantova seconda con 26,74, Lodi terza con 26,48. Nelle prime posizioni ci sono capoluoghi del Nord Italia di media grandezza.

L’analisi approfondita dei dati va a suffragare la tesi di non consequenzialità fra chilometri di piste ciclabili e percentuale di spostamenti in bicicletta. Prendiamo Bolzano, per esempio, che svetta nella classifica degli spostamenti su due ruote: nel ranking dei chilometri di piste ogni 100 abitanti è solamente undicesima con 15,90 metri, meno della metà rispetto a Reggio Emilia. Modena, tanto per fare un esempio, è ottava in classifica con 17,53 metri eppure nella cittadina emiliana vi è la più alta percentuale di spostamenti in automobile d’Italia, ben il 75%, mentre la mobilità in bicicletta è appena al 10%.

Fra le grandi metropoli italiane quella con il maggior numero di chilometri ciclabili per abitante resta Torino (4,13 metri) che occupa la cinquantesima posizione sulle 102 città esaminate, mentre Milano è sessantaseiesima con 2,09 metri, Napoli ottantottesima con 0,29 metri e Genova fanalino di coda fra le città con piste ciclabili con appena 7 centimetri ogni 100 abitanti. Va detto che ben nove capoluoghi (Reggio Calabria, Siracusa, Avellino, Caltanisetta, Enna, Isernia, Nuoro, Potenza e Vibo Valentia) non dispongono di piste ciclabili, mentre per Agrigento, L’Aquila, Matera, Brindisi e Taranto i dati non sono disponibili.

Bike Pride 2013

Via | Legambiente

Foto | Davide Mazzocco

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