Caso Quirra: Tribunale conferma sgombero pastori

Radioactive zone

Il caso Quirra si arricchisce di un nuovo capitolo che, c'è da giuraci, non porrà fine alla annosa questione del poligono militare ed anzi animerà ulteriormente le coscienze della popolazione locale che sembra ora essere spaccata in due gruppi: ovvero coloro che credono che l'inquinamento dell'area sia soltanto un'abile montatura della Procura e chi invece sostiene che la presenza dell'uranio impoverito sia effettivamente la causa di malattie fra le persone e gli animali.

Infatti, proprio nella giornata di oggi, è arrivata anche la sentenza del Tribunale che conferma come i terreni del Poligono di Quirra siano inquinati. Ci sono, emerge dalla nuova ordinanza, sostanze nocive e velenose capaci di alterare la catena agroalimentare con effetti negativi per la salute delle persone e degli animali. Tali motivi, si legge, sono da ritenersi sufficienti per confermare il sequestro preventivo di tutta l'area che ricade nel perimetro della base militare. La nuova sentenza quindi respinge di fatto il ricorso della Coldiretti contro lo sgombero dei pastori.

Nel provvedimento dei giudici viene sottolineato come il sequestro sia fondato in quanto supportato da numerosi elementi tecnico-scientifici che indicano la presenza di veleni potenzialmente pericolosi per l'uomo, gli animali e l'ambiente. Di fatto viene quindi confermato in toto l'impianto accusatorio della Procura che sta continuando ad indagare con l'ipotesi di reato di disastro ambientale.

Ancora non siamo alla chiusura del caso, anche se questa nuova sentenza sembra dare ulteriore credito ai sostenitori della chiusura imminente del poligono militare. Intanto però, mentre a Quirra si continua ad inseguire la parola fine, c'è un territorio che lentamente sprofonda in una crisi economica senza precedenti sia per quanto riguarda il settore agroalimentare che per quello turistico.

Via | Lanuovasardegna.it
Foto | Flickr

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