Rifiuti: a Napoli torna l'ipotesi israeliana di Arrow Bio

un impianto arrow bio

Del metodo Arrow-bio ne scrivevo 3 anni fa a proposito della emergenza rifiuti in Campania, atto primo. Era la soluzione suggerita durante una trasmissione radiofonica all'ex capo della Protezione Civile Guido Bertolaso. Lui si mostrò incredulo e quel primo atto si risolse con il nascondere l'immondizia sotto il tappeto. Il resto è storia, fino alle nuove emergenze (in proposito il racconto della trattativa Stato-camorra per la gestione dei rifiuti), alla chiusura delle discariche (qui la mappa di quelle fino a oggi emerse e gestite dal clan dei Casalesi) non perché i napoletani amano complicarsi la vita ma perché è l'Europa a vietarlo e alle elezioni di de Magistris che ha scelto Tommaso Sodano come vice sindaco e assessore all'ambiente. Ossia, l'unico capace di controbattere la camorra dei rifiuti. Ebbene, in questo giro pazzesco, riecco spuntare via WWF Abruzzo la proposta dell'Arrow-Bio. Che torna a interessare anche i napoletani.

In Abruzzo sembra andare tutto liscio perché trasferiscono in Emilia Romagna l'umido a 220 euro a tonnellata. E per quanto funzionerà uno smaltimento pagato dagli abruzzesi al doppio del suo prezzo? Eh si, perché non è che sia poi così facile aprire nuove discariche e non solo in Campania: ma in Europa (direttiva comunitaria numero 98 del 2008). E dunque a mano a mano che andiamo avanti, quelle regioni che non hanno predisposto un circolo virtuoso della gestione dei rifiuti finiranno come la Campania.

Vi segnalo la discussione fatta in seno alla Commissione Europea il 18 gennaio scorso, presente anche Luigi de Magistris a pochi mesi dalla sua elezione a primo cittadino di Napoli. Leggete gli interventi dei deputati europei e quelli degli italiani e poi ne riparliamo...

Foto | Flickr

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