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A Vicenza la prima isola energetica per lo stoccaggio di energia

Pubblicato: 11 lug 2011 da Simone Muscas

Commenti dei lettori

Fotovoltaico

Più volte, parlando di energie rinnovabili, abbiamo posto l’accento su un aspetto che viene spesso sottovalutato dai più: mi riferisco all’aleatorietà di alcune di queste fonti energetiche (fotovoltaico, solare ed eolico) e quindi all’impossibilità di poter programmare l’immissione in rete dell’elettricità prodotta. In riferimento a ciò mi sembra interessante segnalarvi un nuovo progetto di ricerca e sviluppo tecnologico che la società vicentina Fiamm ha presentato qualche giorno fa e che rientra nell’ambito delle tecnologie green ed, in particolare, nello stoccaggio dell’energia prodotta da fonte rinnovabile.

Si tratta di una sperimentazione di “isola energetica”, ovvero di un impianto fotovoltaico associato a degli accumulatori al cloruro di nickel, studiati e perfezionati da FZ Sonick SA, società svizzera nata da un accordo siglato tra la Fiamm e l’azienda elvetica Mes-dea. La novità sta non tanto nell’impianto fotovoltaico quanto in queste batterie che offrirebbero interessanti opportunità di applicazione per l’accumulo di energia, avendo (stando ai primi test) già garantito delle ottime performance.

L’impianto è stato installato nel vicentino (ad Almisano di Lonigo) ed è, data la sua sperimentalità, non di grosse dimensioni: sarebbe infatti in grado di generare appena 200 mila kWh/anno, pari al consumo energetico annuo di circa 50 famiglie. L’obiettivo, dicono quelli della Fiamm, è testare il sistema in modo da dare nuove soluzioni alla discontinuità di produzione da fonti rinnovabili. Sarà importante quindi provare per un lungo periodo questi sistemi, concludono gli stessi, per valutare un’eventuale replicabilità su grande scala.

L’obiettivo è di quelli ambiziosi e come tale andrà seguito con attenzione; infatti la crescita delle fonti rinnovabili dovrà passare per forza di cose anche da quest’aspetto e non soltanto, come qualcuno sostiene, dall’aumento dell’efficienza delle tecnologie fotovoltaiche ed eoliche. Mettere finalmente a punto dei sistemi di stoccaggio capaci di rendere programmabili delle fonti aleatorie sarà la sfida del prossimo futuro, quella che forse più di altre permetterà l’allungo decisivo dell’energia solare ed eolica rispetto alle altre fonti tradizionali.

Via | Fiamm ; Edilone.it
Foto | Flickr

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6 commenti

Commenti dei lettori

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  • claudio_2

    11 lug 2011 - 19:18 - #1
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    1)sarebbe infatti in grado di generare appena 200 mila kWh/anno
    e’ estremamente FUORI LUOGO e sviante oltre che ERRATO.
    le batterie secondarie non generano ma al limite CONSUMANO
    .
    2) pari al consumo energetico annuo di circa 50 famiglie
    Ancora una volta anziche’ il SI o mKs il vis(verdosky idiosicasit system)
    esistono le famiglie, case, cucce per cani e tane di conigli, cani e i lemuri sdraiati a prendere pennica non sono sistemi di misurazione non piu’ dei calci con scarpone quando si ordina il caffe’: quanto zucchero? 2 calci e uno sberleffo, grazie!

    .
    Va sottolineato che batterie quali quelle al sodio e cloruro di nichel necessitano di temperature di lavoro sui 350C: qunto consuma l’ambaradan; che rendimento ha?
    50%?
    60%?

  • claudio_2

    11 lug 2011 - 19:20 - #2
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    ops correggo la prima: si parlava dell’impianto comprensivo di pannelli

  • Profilo di gbettanini

    gbettanini

    11 lug 2011 - 20:18 - #3
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    La cosa interessante è l’accumulo, qualche informazione in più:

    “L’impianto, collegato alla rete dello stabilimento produttivo e quindi alla rete elettrica - spiega l’ingegner Carlo Parmeggiani, direttore business unit Fiamm Energy Solutions - ha una potenza di picco di 181 kW, produce 200mila kWh/anno e ha una capacità di immagazzinamento di 230kWh, pari ad una media di 85mila kWh/anno equivalente al 40% medio della produzione (considerando un ciclo giornaliero di carica e scarica)”

    http://www.swas.polito.it/services/Rassegna_Stampa/dett.asp?id=4028-138059491

    Non sembra abbastanza per ’spianare la produzione’ sulle 24 h ma è già qualcosa…. ancora più interessante sarebbe avere info sul costo.

  • @Precedenti

    12 lug 2011 - 16:14 - #4
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    Ma voi parlate solo per dare aria alla bocca?
    Quale contributo -intelligente- avete aggiunto?
    -
    Ora si tratta “solo” di vedere quanto costano e quanti anni durano queste batterie.
    @Claudio
    Mantenere calda una batteria di grosse dimensioni non è un problema.
    …E comunque scommetto che hanno un rendimento superiore alle stazioni di pompaggio.
    @GBettanini
    Se favorisci il consumo diurno forse le batterie saranno più che sufficienti.

  • claudio_2

    13 lug 2011 - 09:35 - #5
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    Mantenere calda,ma non troppo, una batteria di grosse dimensioni non è un problema energetico e di materiali che invecchiano?
    mah!
    .
    parlate solo per dare aria alla bocca?
    beh con un articolo che parla di teNNica senza teNNica non e’ che puoi fare un commento particolarmente sveglio.
    Se una persona per vivere, lavorare, giocare e svagarsi ogni persona consuma 6.5MWh e una famiglia e’ composta da minimo 3 persone ovvero 19MWh un impianto da 200MWh NON alimenta 10 famiglie.
    Le altre 40?
    un errore del 400%?
    Oppure calcoliamo la persona solo quando si guada la defilippi nella residenza propria ma non quando al campeggio usa il phon?
    Suvvia, basta belinate.
    Se poi pensi che un impianto sperimentale di cui il redattore non ci da neppure informazioni corrette e imparziali bisogna fare la OLA, beh dell’intelligenza hai parlato tu.

  • Pino Scotto

    13 lug 2011 - 10:29 - #6
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    We Claudio_2, ma quanto siamo permalosi! L’impianto riesce a produrre 200 kWh all’anno…paragonalo a persone, case, uova, miele…fai quello che vuoi, ma l’unità di riferimento sempre quella resta.

    Si tratta di sperimentazione e perciò per avere notizie più teNNiche come dici tu bisognerà aspettare…..uff mi manca mauriziosat…