
Sono stati pubblicati da pochi giorni i risultati dello studio Canupis sui possibili rapporti tra l’aumento dei tumori infantili e la vicinanza alle centrali nucleari. E’ uno studio svizzero, commissionato dalla Lega svizzera contro il cancro e dall’Ufficio federale della sanità pubblica, che ha preso in considerazione la totalità dei bambini svizzeri sotto i 15 anni.
E’ uno studio nato, dichiaratamente, per rispondere alle risultanze del famoso “Kikk”, lo studio tedesco che dimostra forti aumenti dei tumori infantili nelle vicinanze delle centrali nucleari. Canupis, a detta di chi lo ha commissionato, serviva proprio a confermare o smentire il Kikk superando, però, alcuni limiti scientifici della ricerca tedesca. Come la scelta del campione, non suddiviso tra bambini che erano cresciuti vicino la centrale nucleare e bambini che vi si erano trasferiti.
Bene, secondo il Canupis non vi è alcuna differenza statisticamente significativa nel numero di tumori contratti tra i bambini che vivono entro i 5 Km da una centrale, quelli che stanno tra i 5 e i dieci Km, quelli tra i 10 e i 15 Km e quelli che vivono ad oltre 15 Km dagli impianti nucleari svizzeri. Le differenza, in realtà, ci sono, ma non sembrano statisticamente significative: entro i 5 Km le malattie aumentano rispetto alla media nazionale mentre tra i 5 e i dieci diminuiscono. Per poi aumentare di nuovo allontanandosi ancora.
Si dirà: benissimo, tutto rose e fiori, il nucleare non provoca il cancro. No, non esattamente, perché ci sono due particolari che fanno riflettere (senza voler entrare nel merito dello studio scientifico, ovviamente). Il primo è il solito neo di questi studi: un quarto del costo totale (200 mila franchi svizzeri su 820 mila totali, cioè più o meno 715.000 euro) è messo da due società che vorrebbero costruire due nuove centrali nucleari. Cioè Axpo e BKW FMB Energie.
Il secondo dubbio viene dalle stesse dichiarazioni della Lega svizzera contro il cancro che, nel presentare i risultati del “suo” studio, precisa:
Anche se questi risultati sembrano a prima vista confortanti, in verità non costituiscono la prova che le centrali nucleari non abbiano effetti nocivi. La radioattività è indiscutibilmente cancerogena. Inoltre, i risultati dello studio CANUPIS si riferiscono al normale esercizio delle centrali nucleari svizzere e non a una catastrofe nucleare come quella verificatasi a Fukushima in Giappone la scorsa primavera
In qualunque modo si vogliano interpretare i dati, i finanziamenti allo studio o la presa di posizione della Lega anticancro svizzera, resta un dato di fatto di assoluto rilievo: gli elvetici hanno aperto la strada allo studio complessivo di tutta la popolazione, con sforzi economici notevolissimi e rigore scientifico. Spetta ora al peer review di altri scienziati prendere questo studio, analizzarlo, smontarlo e rimontarlo per dirci se è realmente più corretto e più attendibile del famoso Kikk. O se non lo è.
Via | Canupis
ernesto n
16 lug 2011 - 09:51 - #1VERAMENTE il famoso KIKK non è mai stato pubblicato su riviste scientifiche ne è stato revisionato da nessuno …..
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in ultima analisi il famoso KIKK …….non vale una cippalippa .
inscape
16 lug 2011 - 12:55 - #2Anche qui mi viene un po da ridere. Il KiKK vuole dimostrare che una piccolissima variazione di radioattività del fondo naturale (parliamo di 0,00030 mSv) causa danni alla salute, ovviamente ha utilizzato questo danno senza considerare nessuna correlazione tra radiazioni ionizzanti ed effetti sulla salute, ma ha solo utilizzato una correlazione statistica.
Può a questo punto sugerire il kikk come risolvere il problema sulla variazione di radiazione di fondo nel pianeta? Ricordo che nel mondo esistono zone molto più radioattive di altre, come Piazza San pietro a Roma, Napoli, zone piene di tufo, zone vicino i laghi. Queste oscillazioni sono di gran lunga superiori a quelle registrate dal kiKK vicino i reattori nucleari (0,00030 mSv), a Roma registriamo quasi 1,60 mSv mentre a napoli si registrano quasi 2 mSv. Che facciamo sgomberiamo tutta roma e tutta napoli?
Se mi metto a fare una correlazione statistica, potrei tranquillamente dimostrare che ai bambini che abitano vicino un luna park crescono più in fretta le unghie dei piedi…
Ci vuole sempre una correlazione tra un evento e la causa!!!!
ziomaul
16 lug 2011 - 18:48 - #3Esistevano fabbriche chimiche scoperte inquinatrici con questo metodo. Dai dati risultava che non emettevano agenti chimici pericolosi però la gente attorno crepava tantissimo.
Questo perchè ogni tanto “sputavano” agenti chimici per guasti vari e altro.
stessa cosa le centrali nucleari, non emettono radiazioni ma chissà perchè la gente attorno crepa di radioattività!
Allora si commissionano questi “confezionamenti” d’indagine per non fare uno studio serio che metterebbe in galera tanta “importante” gente per omicidio premeditato.
Ciao
inob
16 lug 2011 - 20:20 - #4Ci aveva già pensato lo studio inglese del UK’s Committee on Medical Aspects of Radiation in the Environment (COMARE), che fra l’altro copre parecchie nazioni, e non solo la Germania o la Svizzera, a smentire il kikk sull’incidenza di leucemie infantili
http://www.nature.com/news/2011/110506/full/news.2011.275.html
http://www.comare.org.uk/press_releases/documents/COMARE14report.pdf
inscape
16 lug 2011 - 23:29 - #5c’è solo un piccolo dettaglio, ovvero che la la gente non crepa vicino i reattori nucleari e soprattutto non vengono regisrati picchi di radioattività. Se vicino una centrale registrassi picchi di 800-1000 mSv allora si che potrei trovare una correlazione tra incidenze tumorali e radiazioni ionizzanti. Il problema è che il KiKK asserisce che la variazione statistica è causata da piccolissime variazioni di dose. A questo punto richiedo, ma i romani ed i napoletani sono tutti malati di tumore?
gbettanini
17 lug 2011 - 09:44 - #6Il KiKK sia stato sconfessato oramai da anni per tanti buoni motivi. La sua validità nel dimostrare la correlazione centrali nucleari-malattie è pari a zero.
Nonostante questo è stato usato da molti “pifferai magici” (che ben sapevano di questa non validità del KiKK) per portare avanti la campagna antinuclearista. Questa, come tante altre ‘balle’ la gente purtroppo se le è bevute.
Chi ha raccontato balle continua a raccontarle sul carbone, sulle rinnovabili ecc…. quindi ricordiamoci in futuro di non accettare passivamente cosa dicono queste persone e di cercare di verificare le cose in maniera autonoma.
A proposito di balle
17 lug 2011 - 10:09 - #7A proposito di balle…
GBettanini e Inscape non erano quelli che assicuravano che le centrali non potevano esplodere??
Mi piacerebbe non vedere + i vostri inutili inaffidabili (e non disinteressati) commenti.
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P.S. In svizzera (tra le montagne) eventuali perdite radioattive non mi aspetto che si propaghino in modo omogeneo.
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P.P.S. Giusto per smentire quei *** che parlano di fondo naturale…
L’acqua radioattiva (frequentemente) persa dalle centrali entra nel ciclo alimentare (tramite pesca, irrigazione, …)
Il tufo, invece, non se lo mangia nessuno.
inscape
17 lug 2011 - 11:08 - #8“L’acqua radioattiva (frequentemente) persa dalle centrali entra nel ciclo alimentare (tramite pesca, irrigazione, …)”
ehhhh a proposito di balle, questa è bella grossina… I loop di raffreddamento di qualsiasi centrale nucleare siano PWR, che BWR che LMFBR che Candu che AGR sono tutti loop chiusi, che prelevano il calore dal core e lo trasferiscono al circuito secondario che anche esso è un circuito chiuso… Ti basterebbe vedere un qualsiasi schema di impianto, ove le perdite del circuito primario che avengono in maniera continua attraverso le tenute meccaniche delle pompe viene prelevata fatta passare nel circuito ausiliario di purificazione e reimmessa nuovamente nel loop primario… Probabilmente non hai mai aperto un libro in vita tua…
“Mi piacerebbe non vedere + i vostri inutili inaffidabili (e non disinteressati)
commenti.”
Probabilmente ti sfugge sia il concetto di liberta che di buon senso, soprattutto perche non ti rendi ben conto che probabilmente gli unici commenti privi di senso inutili e basati sull’ignoranza sono i tuoi, ma ciò non toglie che hai tutto il diritto di postare ciò che vuoi almeno un paio di risate me le strappi…
A proposito di balle
17 lug 2011 - 22:38 - #9@Inscape
Perché fai finta di non capire?
Fatti una ricerca e vedi quanti “piccoli” incidenti provocano “piccole” perdite di acqua contaminata.
E’ più che chiaro che tu e Gbettanini siete in malafede.
gbettanini
17 lug 2011 - 22:50 - #10@ a proposito di balle
Dare valori delle fuoriuscite complessive e specifiche (Bq/l), dose assorbita per la popolazione (mSv) e stima dei danni sanitari. Sennò tacere.
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Io cerco di dire le cose come stanno in scienza e coscienza…. anche se mi sono accorto che le storielle con ‘buoni e cattivi’ raccontate da chi è davvero in malafede purtroppo hanno molto più appeal di una onesta spiegazione tecnica.
unoconlemaniintasca
18 lug 2011 - 23:51 - #11bha’, io non saprei se e’ un caso, ma ho conosciuto personalmente tanti banbini e ragazzi che son morti di leucemia, e molti abitavano nel borgo vicino (circa 4Km) la centrale nucleare…
non conosco le statistiche, ma quando vedi ragazzi e bambini che hanno lo stesso problema e tutti della stessa zona una domanda te la fai: genetica o altro?
sara’ l’acqua all’arsenico, sara’ la centrale, ma qui, qualche anno fa’ se ne sentivano realmente tanti… e non siamo a 1,6mSv come a roma.
ben vengano queste ricerche, ma che siano serie e non marchette.
Maurizio,9
19 lug 2011 - 00:35 - #12oppure sarà semplicemente che certe malattie OGGI vengono DIAGNOSTICATE E CURATE
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mentre prima I BAMBINI CREPAVANO e nessuno ne conosceva la causa precisa .
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IDEM COME SOPRA PER GLI ADULTI.
unoconlemaniintasca
19 lug 2011 - 02:19 - #13maurizio, per intenderci:
mettiamo che tu abiti a roma, e che a roma ci siano 1000 bambini sotto i 10 anni malati di leucemia, su un totale di 3 milioni di abitanti;
mettiamo che quei 1000 bambini siano tutti dislocati a san lorenzo, un quartiere di roma; mettiamo che abitano tutti nella stessa strada…
rientra nella statistica che a roma ci sono poco piu’ dello 0.03% d’incidenza di leucemia nei bambini sotto i 10 anni, o rientra in un’eccezione alquanto strana che questi siano tutti nella stessa strada?
comunque credo che ti sfugga il concetto di calcolo statistico.
che prima non venisse riconosciuta la malattia significa molto poco sul fatto che statisticamente dovrebbe colpire tot abitanti e che questi dovrebbero essere distribuiti uniformemente sul territorio.
se c’e’ una concentrazione allora c’e’ anche un’alta probabilita’ che ci sia una causa comune… genetica, indotta dagli alimenti o da qualsiasi altra cosa, ma comunque c’e’ una causa scatenante che li accomuna (che poi questa si manifesti pochi anni dopo l’insediamento di una centrale fa’ pensare male, comunque sia)…
percio’ questo tipo di studi e’ piu’ che ben’accetto, ma che si facciano realmente con serieta’, andando a guardare non quant’e’ l’incidenza della leucemia vicino alle centrali, ma l’incidenza della leucemia per fattori, riconoscendo le cause comuni nei luoghi di concentrazione, e accumunando questi luoghi con fonti scatenanti (industrie chimiche, inceneritori, inquinamento delle acque, del cibo e dell’aria), e poi vedere se nei dintorni dei focolai ci sia o meno la presenza di una centrale nucleare, intrecciando i dati storici dell’incidenza con ile date degli incidenti noti accaduti negli impianti, anche se di minima entita’.
se c’e', a questo punto, una minima correlazione, si puo’ incominciare a discutere.
filippo-riccio
19 lug 2011 - 10:35 - #14Il problema è che se c’è una correlazione con la distanza dalla centrale ma non con la presenza di radioattività, allora significa che non è l’inquinamento da materiale radioattivo la causa. Magari invece è lo stress da propaganda antinuclearista che colpisce maggiormente chi abita vicino a una centrale nucleare!