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Fukushima: pasticcio sulla carne contaminata al cesio

Pubblicato: 16 lug 2011 da Marina

Commenti dei lettori

carne contaminata da cesio in giappone

La Prefettura di Fukushima informa che 42 bovini la cui carne è risultata radioattiva sono stati venduti a Tokyo, Yokohama e Chiba. I capi provenivano da un allevamento di Asakawa, a circa 60 chilometri dalla centrale nucleare di Fukushima Daiichi dove è ancora in corso l’incidente. Sono stati alimentati con paglia di riso contaminata fornita da un agricoltore di Shirakawa a circa 75 chilometri dalla centrale nucleare. Nel mentre le autorità hanno chiesto agli allevatori di astenersi dalla spedizione dei manzi a meno che non siano stati alimentati con mangime sicuro.

Infatti a Tokyo hanno annunciato di aver rilevato un tasso di cesio radioattivo pari a 650 becquerel per chilo, contro un limite di 500 becquerel, nel campione di carne analizzato di uno dei 13 capi venduti nella capitale. Hanno precisato perciò che quella carne non andava consumata. Non si conosce ancora la sorte degli altri 20 capi .L’altro ieri ancora una notizia a proposito di 17 bovini che risultavano contaminati ma provenienti da Minamisoma a circa 20 Km dalla centrale nucleare di Fukushima. Sono stati venduti e in parte consumati in diverse regioni, tra cui a Tokyo. Il tasso di cesio radioattivo rilevato è di 3200 becquerel per chilo.

Cosa sta succedendo perciò a Fukushima e nel Giappone? La fretta di seppellire le conseguenze del terribile incidente nucleare, peraltro ancora in atto, fa fare passi troppo lunghi evidentemente e le autorità tendono a dire sempre troppo presto e velocemente che va tutto bene e che tutto è sotto controllo. Appena una settimana altre rassicurazioni circa i livelli di radiazioni presenti nella città di Fukushima, ribadendo che nonostante le associazioni antinucleariste lanciassero l’allarme sui livelli elevati di radiazioni, tutto è sotto controllo e nei limiti di legge. Ma, almeno nel caso dei bovini, non sembra essere così.

Un esperto rassicura in merito ai rischi per la salute, precisando che aver mangiato quella carne non rappresenta un pericolo immediato. Anche se la rassicurazione è molto discutibile, perché non tiene affatto in conto l’effetto accumulo è da rilevare che in Giappone, dopo 4 mesi e con un incidente nucleare ancora in corso non è stato ancora organizzato un sistema centralizzato di controllo della radioattività nei cibi e ci si affida ai test delle singole prefetture e municipalità effettuali senza coordinamento.

Via | Mainichi Shinbun, Le Monde
Foto | Flickr

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13 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di tassinarimauro

    tassinarimauro

    17 lug 2011 - 09:59 - #1
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    “35 dei 54 reattori giapponesi sono attualmente spenti, alcuni per il disastro a seguito del terremoto dell’11 Marzo scorso altri per ispezioni e manutenzioni correnti.”
    …Ma naturalemente sono le fonti rinnovabili ad essere discontinue ed inaffidabili.

  • Profilo di inscape

    inscape

    17 lug 2011 - 13:30 - #2
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    Dai tassinari un minimo di onesta intellettuale, paragoni mele con tacchini, l’energia nucleare è una fonte di energia continua con alcuni stop preventevitati, gli EPR hanno load factor che si aggira intorno al 92%, cio non toglie che qualsiasi tipo di infrastruttura è sogetta a spegnimenti per motivi di refueling e manutenzione. Ovviamente ciò non toglie che in casi di emergenza tutto possa fermarsi. E a questo dovrebbero sopperire le fonti di emergenza, non è un caso che ogni paese ha un potenziale di MW installati ben superiori ai suoi normali consumi, fa tutto parte della politica energetica di un paese.

    Discorso totalmente diverso è quando in condizioni di stazionarietà, una fonte di energia è per sua natura stessa scostante, dando i soliti problemi triti e ritriti sul controllo della potenza generata e consumata…

  • Profilo di ricbiker

    ricbiker

    17 lug 2011 - 18:34 - #3
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    Certo che commenti simili, tra l’esecrabile e l’inutile, fan cadere le braccia.
    Che caspita c’entra il surplus di MWatt con le carni contaminate?

  • ernesto n

    17 lug 2011 - 19:53 - #4
    1 punto
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    CENTRA CHE …contaminate non sono
    qualcosa è andata perduta nella traduzione dato che il valore di 650 ….diventa oltre 3200 dopo poche righe …..
    .
    insomma ….650 … 3200 ?
    .
    e poi …..cosa centra l’ultimo paragrafo di ridicoli commenti dell’autore del pezzo ?
    perchè mai l’indagine dovrebbe essere centralizzata ? le prefetture fanno benissimo il loro lavoro
    .

  • Profilo di ricbiker

    ricbiker

    17 lug 2011 - 21:45 - #5
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    C entra forse che un centro di controllo sia più efficace, in questi casi?
    Che forse raccogliere i dati dalle varie prefetture e confrontarli è meglio che lasciarlo interpretare dai singoli, manca appunto un coordinamento……

  • Profilo di ricbiker

    ricbiker

    18 lug 2011 - 08:10 - #6
    1 punto
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    Complimenti per la tua risposta………..davvero notevole come argomentazione

  • nevez

    18 lug 2011 - 12:21 - #7
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    Ultim’ora: le mucche contaminate individuate ad oggi sono già 411.

    http://english.kyodonews.jp/news/2011/07/103544.html

  • Profilo di caballoloco

    caballoloco

    10 ago 2011 - 17:36 - #8
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    scrivete:
    “Un esperto rassicura in merito ai rischi per la salute, precisando che aver mangiato quella carne non rappresenta un pericolo immediato. Anche se la rassicurazione è molto discutibile, perché non tiene affatto in conto l’effetto accumulo”
    Quindi per voi le rassicurazioni degli esperti sono molto discutibili; forse vi fidate di più dei non esperti: potreste sentire qualche cartomante o gli oroscopisti, il cui credito è evidentemente maggiore, dato che guadagnano fior di quattrini e sono ospitati da giornali e televisioni.
    Nè vi sfiora il dubbio che l’esperto abbia, nel dare il suo parere tenuto conto dell’effetto accumulo.

    Anche se il limite di commerciabilità stabilito dallea utorità giapponesi è di 500 Bq/kg di Cs137 nella carne, vorrei farvi notare che mangiare 1 kg di carne bovina con una concentrazione di 3200 Bq/kg comporta una dose approx di mezzo micro Bq.
    Effetto accumulo: se mangio 250 g al giorno per un anno di quella carne, senza saltare un giorno e trascurando il tempo di dimezzamento biologico (non quello fisico che effettivamente in un anno non è trascurabile) avrei 100 kg x 0,5 micro Bq = 50 micro Bq di dose equivalente in un anno, che se confrontate con la dose media all’intera popolazione mondiale di circa 2000 micro Bq/anno (cioè 2 mBq/a) vi dovrebbe far capire quanto sia pericolosa quella carne.
    Un’altra riflessione potrebbe venire da queste mie osservazioni: quanto stona tutta la grande precauzione che c’è nella Radioprotezione rispetto per es al permissivismo che abbiamo nel campo dell’inquinamento chimico dell’atmosfera.

  • Profilo di inob

    inob

    11 ago 2011 - 17:49 - #9
    0 punti
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    caballoloco, posso chiederti come si calcola la relazione tra livello di contaminazione del cibo e dose assorbita? Perchè non sono riuscito a reperire informazioni in merito in rete. grazie

  • Profilo di caballoloco

    caballoloco

    12 ago 2011 - 15:29 - #10
    0 punti
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    @inob
    se vuoi essere preciso è una cosa alquanto complicata, se vuoi approssimazioni perfettamente validi per capire per es se ti devi preoccupare o meno quando leggi il livello di attività di una sostanza il discorso è piuttosto semplice.
    Spero di farmi capire, eventualmente rispondi, ripasserò fra qualche giorno e si continua.
    La dose assorbita dalla materia vivente è definita come l’energia in Joule rilasciata in 1 kg di quella materia vivente dalla radiazione. L’unità di misura si chiama Gray (Gy) e vale quindi 1 J/Kg. Gli effetti della radiazione ionizz sulla materia vivente (a parità di en rilasciata) dipendono dalla radiazione stessa e dall’organo colpito. Si tiene conto di ciò parlando di equivalente di dose efficace e introducendo il Sievert (Sv) 1Sv= 1 J/kg come il Gy, perchè i coefficienti per passare da Gy a Sv sono adimensionali. (tutto chiaro finora?)

    Quanti Sv assorbo se mangio 1 kg di carne contaminata da Cs 137 con un’attività data, per es. 3000 Bq/kg?
    Il calcolo è facile
    Innanzi tutto spero tu sappia cosa significhino 3000 Bq/kg: significa che in ogni kg di quella carne, ogni secondo ci sono 3000 disintegrazioni di nuclei di Cs137.
    ora non devi far altro che sapere quant’energia è connessa a ogni disintegrazione e fare le moltiplicazioni.
    Se vuoi la dose annua devi moltiplicare il risultato per 31.536.000, che sono i secondi contenuti in un anno.

    Detto così è semplice e semplicistico. Perchè abbiamo ottenuto l’energia liberata da
    dalla disintegrazione del Cs contenuto in quel kg di carne. Ma abbiamo fatto delle approssimaz che ci portano a sovrastimare la dose (io normalmente uso i calcoli semplificati anche se sono sovrastimati, perchè mi diletto per interesse culturale non pratico per mestiere la radioprotezione)
    Non abbiamo tenuto conto del fatto che parte della radiazione può sfuggire dal corpo (ciò è importante sopratt con raggi gamma che sono molto penetranti, mentre i beta e gli alfa si fermano completamente nella materia vivente, ma altra complicaz i beta frenati danno luogo a raggi X che in parte lasciano l’energia nel ns corpo, in parte vanno fuori.
    Altro fatto da noi tarscurato è il tempo di dimezzam fisico e ancora il tempo di dimezzamento biologico.
    Nel caso in questione della carne bovina contaminata da Cs 137 possiamo tranquillam tarscurare il tempo di dimezzam fisico, che è 30 anni: quella carne la mangio ora non fra 15 anni (quando l’attività sarà su per giù i 3/4 di oggi o fra 30 anni quando l’attività sarà la metà di oggi) ma non dovrei trascurare il tempo di dimezzzam biologico che gli esperti ci dicono esssere circa 70 gg.
    Cioè a causa del metabolismo biologico del Cs da me assorbito, con la carne mangiata, nel mio corpo ne rimane la metà dopo 70 gg. Dopo altri 70 gg ne rimane 1/4. é chiaro quindi che del kg di carne da me mangiato che conteneva una certa quantità di Cs radioattivo non tutto quel Cs decade nel mio corpo. ma una parte se ne va scaricata nell’ambiente e decade altrove.
    Infine se io mangio un tot al giorno di quella carne dovrei sommare i contribuiti di tutti i giorni.

    Sto scivendo a getto quindi non ho preparato degli appunti per una lezione, poi non sono neanche un professore, sono un laureato in Fisica che tempo fa ha studiato queste cose. Quindi la trattazione potrebbe essere un po’confusa

    Prova a fare qualche calcolo: accontentati di fare delle approssimazioni; quello che ti serve è lo schema di decadimento del Cs 137 o del radionuclide che ti interessa e lo trovi su una tavola dei nuclidi o sui libri o su Wikipedia alla voce cesio (vedi forse la versione inglese è più completa): i valori sono normalmente in eV non in joule, oppure in MeV.

    Per finire il numero che ho dato nella mia risposta di sopra ce l’avevo nei miei appunti, non so dove potresti trovare delle tabelle che ti diano la conversione fra attività e dose assorbita.

    Infine il discorso diventa ancora più complicato quando si deve passare dall’attività rilasciata nell’ambiente di un certo radionuclide alla dose assorbita dall’abitante medio: intervengono fatti complicati e per noi normali alieni, difficili da calcolare come se fosse un esercizio da fare a scuola: intendo che devi conoscere le abitudini alimentari della popolazione, assumere che della quantità di radionuclide rilasciata un tot sia assorbto dal terreno, un tot dalle piante che vivono sul terreno, gli animali mangiano le piante ecc. vedi che è complicato e generalmente quello che fa la Radioprotezione operativa è che si basa sull’esperienza, su campagne di prelievi, ecco perchè attorno alle centrali nucleari vanno a prendere i campioni di latte, verdure ecc. Non puoi fare tutto con calcoli matematici astratti.
    Chiudo perchè la faccio troppo lunga scusa anche gli errori di battitura, che saranno tanti e non ho corretto

  • Profilo di inob

    inob

    12 ago 2011 - 17:02 - #11
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    Cavolo, grazie mille.. Anche troppo gentile: spiegazione estremamente esaustiva.
    Quindi se non ho capito male, all’atto puramente pratico, per passare dall’attività misurata (in Bq) negli alimenti alla stima della dose assorbita (in Sv) da chi questi alimenti li ha ingeriti, esistono delle tabelle (immagino a questo punto ottenute per via sperimentale) che tengono conto di tutti i fattori da te elencati, soprattutto del dimezzamento biologico, che farà diminuire progressivamente la quantità di radioisotopo nell’organismo. E quindi, nel caso sopra della carne, si moltiplicano i 3200 Bq/Kg per un coefficiente e si ottengono i Sv assorbiti in tot anni per ogni kilogrammo di carne mangiata.
    Adesso andrò a cercarmi in rete queste tabelle..
    Grazie ancora..

  • Profilo di inob

    inob

    13 ago 2011 - 22:50 - #12
    0 punti
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    P.S. Proprio oggi su unico-lab è stato pubblicato un articolo sul passaggio dai becquerel ai sievert

    http://unico-lab.blogspot.com/2011/08/tutti-i-dati-sulla-contaminazione.html

  • Profilo di caballoloco

    caballoloco

    21 ago 2011 - 10:33 - #13
    0 punti
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    @inob
    grazie del link: leggerò l’articolo, spero che non mi smentisca