E’ appena nato un nuovo comitato di senatori della Repubblica: il “Comitato per il risparmio e l’efficienza energetica, nonche’ la promozione dell’uso di energia da fonti rinnovabili nel Senato della Repubblica”. Si occuperà di trovare le soluzioni migliori per rendere ecocompatibili i palazzi che ospitano gli uffici del Senato.
In realtà non è che proprio si sentiva la mancanza di un comitato del genere: ogni suggerimento su come risparmiare energia o installare impianti da fonti rinnovabili sui palazzi del Senato lo può tranquillamente fornire un qualunque tecnico di buon livello. Fatto sta che va segnalata la svolta (?) green di chi questo comitato lo guida: la senatrice Pdl di Palermo Simona Vicari.
Sì, la stessa Simona Vicari che meno di un mese fa, in Commissione Industria del Senato, scriveva e approvava la delega al governo per la gestione delle estrazioni petrolifere e di gas naturale sul territorio italiano. Una delega, disse allora la Vicari, utile per snellire le procedure e creare posti di lavoro:
Anche nel difficile momento attuale sono presenti nel nostro Paese progetti privati cantierabili che prevedono investimenti per oltre 5 miliardi di euro e il cui avvio è bloccato per vari motivi procedurali autorizzativi. A tali investimenti corrisponderebbe un livello occupazionale di oltre 30.000 occupati anno nelle attività dirette e nell’indotto, principalmente nelle regioni Emilia-Romagna, Lombardia, Basilicata e Sicilia, che potrebbe superare 58.000 occupati anno, considerando i servizi indiretti (quali trasporti, alberghi, pulizie, e così via), senza ricorrere ad alcun incentivo pubblico
Ma anche per massimizzare le royalties, come la stessa Vicari ammise il mese scorso.
Via | simonavicari.it
Foto | Simona Vicari
Ciarly76
18 lug 2011 - 20:30 - #1Un solo commento, e cito un famoso suo collega, capra!!!!!!!
giap
19 lug 2011 - 11:03 - #2quanto prende la senatrice Vicari per questa nuova carica di presidente del comitato?
zakkardik
19 lug 2011 - 13:23 - #3Posto creato ad hoc per sistemare qualcuno proprio come mister prezzi di cui nessuno ha più sentito parlare ma che continua a ricevere un fior fiore di stipendio senza fare una cippa alla facciaccia nostra.