Turismo responsabile nelle isole Andamane per salvare i Jarawa

A fine luglio sono moltissime le persone in procinto di mettersi in viaggio per le tanto agognate e meritate vacanze estive. Le mete esotiche sono da sempre considerate tra le più suggestive. Tuttavia, benché il viaggio rappresenti una delle modalità più efficaci per aprire le proprie menti è forse il caso di ricordare che vi sono alcune mete che esigono una serietà e un approccio del tutto particolare.. Come già specificato a proposito del Botswana dove il turismo di massa e di lusso stanno decimando le risorse idriche delle popolazioni locali (in particolare dei boscimani), altrove i tour operator stanno uccidendo una delle popolazioni più antiche e solitarie della storia: i Jarawa, abitanti delle isole Andamane rimasti appena in 365. Attualmente, infatti, operatori di vario tipo e molti autisti indipendenti promuovono dei "safari" nelle terre di questo fiero popolo, sfruttando la curiosità e la golosità dei bambini con esche fatte di dolci, caramelle, monili e giocattoli. Ad oggi, sono moltissimi i ragazzi morti o feriti per un incidente stradale causato proprio da questi "incontri"

Per quest'ordine di motivi Survival International e SEARCH chiedono:

a tutti i turisti di boicottare la strada che percorre le Andamane, tenuta aperta dall’amministrazione locale in palese sprezzo dell’ordine della Corte Suprema dell’India, che nove anni fa ne ha intimato la chiusura. Nonostante le direttive, i turisti continuano ad invadere il territorio degli Jarawa mettendo a rischio le loro vite e trattandoli come animali in uno zoo. Se la situazione non migliorerà, lanceremo un boicottaggio del turismo in tutte le Isole Andamane.

Foto | Flickr

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