
Assosolare scrive a Paolo Romani, ministro dello Sviluppo economico. Oggetto: il nuovo registro grandi impianti del Gse, introdotto con il quarto conto energia. E non è una lettera di complimenti. Al contrario, secondo l’associazione di categoria del solare, il nuovo registro creerebbe enormi problemi alle aziende perché la legge che lo prevede, in buona sintesi, sarebbe fatta male. Così, invece di far nascere l’anagrafe dei grandi impianti cattivi che devastano il territorio, il nuovo registro voluto da Romani farebbe solo nascere grandi problemi:
Egregio Ministro,
a nome di Assosolare vorrei portare alla Sua attenzione alcune gravi criticità inerenti il IV Conto Energia che rendono estremamente difficoltoso per gli operatori compiere le proprie scelte imprenditoriali, sulla base di regole e tempistiche ancora poco chiare e certi
Così inizia la lettera di Gianni Chianetta, presidente di Assosolare, a Romani. Quali sono i problemi del nuovo registro? Eccoli:
Alla data del 22 luglio non è ancora pubblicata la graduatoria corretta degli impianti ammessi al registro, e non è altresì pubblicata la graduatoria che contiene la lista dei progetti che probabilmente verranno “ripescati” in sostituzione dei grandi impianti che saranno entrati in esercizio entro il 31 agosto
Sentire di impianti fotovoltaici “ripescati” rende abbastanza bene lo stato in cui il quarto conto energia di Romani ha ridotto il settore dell’energia fotovoltaica. Ma c’è di peggio: il software per l’inserimento dei dati nel portale del Gse non funziona. Spiega Chianetta:
Nella stessa iscrizione al registro, ossia nell’inserimento di dati e documenti nel portale GSE si sono verificati molteplici problemi tecnici. Diversi errori evidenti nella prima versione della graduatoria, rivelano l’estrema difficoltà di gestione di un meccanismo dimostratosi macchinoso e inefficiente con conseguenti danni per l’intero comparto. Il GSE si è ritrovato a dover applicare in poco tempo un sistema errato all’origine e a dover fronteggiare le conseguenti problematiche con un inevitabile sovraccarico di lavoro
E ancora, altri problemi derivanti dal bonus del 10% sull’incentivo per i pannelli fotovoltaici costruiti con componenti prevalentemente europee: per ottenerlo ci vogliono i certificati di ispezione di fabbrica anche su impianti in costruzione o già entrati in esercizio dal 1 giugno. Le aziende stanno correndo per ottenere le certificazioni ma, in pieno stile italiano, rischiano di essere tagliate fuori dall’incentivo per la lentezza di tutto il sistema di certificazione che, ad oggi, non ammette la possibilità che l’imprenditore faccia una semplice autocertificazione che poi verrà verificata nei mesi successivi.
E, ultimo ma di sicuro non meno importante, il famoso tetto agli incentivi. Spiega Chianetta:
l’incentivo totale per l’elenco A del registro equivale a 299.512.789 euro – totale che comprende 21 impianti, il cui costo incentivo è però palesemente errato (si parla ad esempio di un costo pari a 281 euro per un impianto da 1Mw). E anche se il costo venisse corretto, lo sforamento del CAP sarebbe di circa 5,5 milioni di Euro, che porterebbe obbligatoriamente a dover depennare dal registro gli ultimi 20 impianti
Benvenuta burocrazia, addio fotovoltaico italiano.
Via | Assosolare
Foto | Flickr
gbettanini
25 lug 2011 - 08:58 - #1Beh, il IV conto energia impone un notevole ridimensionamento al fatturato delle aziende del settore (rispetto ad i circa 15 miliardi di euro del 2010) e quindi è molto ‘odiato’ dalle aziende stesse che cercheranno in ogni modo di farlo saltare.
E’ anche vero che le associazioni di categoria hanno perso molta della loro credibilità quando si sono scagliate ad inzio anno sulle previsioni del GSE (quella dei famosi 7000 MW) che poi si sono rivelate sostanzialmente corrette.
Vediamo chi sarà più ‘forte’.
I cittadini comunque dovrebbero tifare GSE, visto che lo ’scherzetto’ delle installazioni 2010 è costato circa 700 euro (!!!) a testa per ogni italiano, se si continua di questo passo nel 2011 e 2012 la cosa diventerà realmente insostenibile e rischieranno di saltare anche gli incentivi pregressi.
P.S. Però almeno sul loro sito i signori di Assosolare ‘MW’ avrebbero potuto scriverlo in maniera corretta.
Andrea0000
25 lug 2011 - 09:40 - #2bisgonerebbe chiedere il rimborso a chi ha creato la “Salva alcoa”…
go-seo
25 lug 2011 - 11:40 - #3chissà quand’è che inizieremo anche a parlare di smaltimento e riciclo di tutti questi pannelli solari…
glepri
25 lug 2011 - 12:32 - #4@#3 e a chi intende mettersi avanti come lui:
intanto leggi questo, poi abbiamo tempo per riparlarne.
(Per ora non temere, dal momento che non si tratta certo di rifiuti r a d i o a t t i v i (vedi Gianni Mattioli/Massimo Scalia: “Nucleare a chi conviene?”, pagg. 89 e seguenti!))
http://www.aspoitalia.it/blog/nte/?s=Coiante+durata+pannelli+fotovoltaici
skyvisual
25 lug 2011 - 14:51 - #5Nukeblog all’attacco…
Ancora con la storia dello smaltimento dei pannelli, del costo della bolletta insostenibile…
Acc, ragazzi, come siamo aggiornati!
Mi sembra di sentire mia nonna che mi dice di non prendere caramelle dagli sconosciuti…
StufoDell'Italia
25 lug 2011 - 16:19 - #6Proporrei di cominciare ad utilizzare le maniere forti se il caro Ministro e il resto del Governo non ascolta i nostri appelli!
Siamo in forte difficoltà e se ne lavano le mani!
E’ inamissibile concepire il registro dei grandi impianti! E’ puramente ostativo per lo sviluppo del settore e incostituzionale nelle modalità con cui privilegia alcuni impianti a discapito degli altri! Un impianto prima si realizza e poi accede agli incentivi! non è concepibile dare priorità a quegli impianti autorizzati 2-3 o (peggio) 4 anni fa che tutt’ora non sono stati realizzati e che forse non verranno mai realizzati (ma intanto occupano la graduatoria per 7-9 mesi e tolgono risorse a chi potrebbe davvero realizzare l’impianto fotovoltaico).
D’altro canto, che fine hanno fatto tutte quelle risorse economiche che erano destinate al nucleare? Perchè non usarle per il fotovoltaico e le altre rinnovabili?
Oppure i nostri cari politici stanno pensando ad un modo alternativo (dato che con il nucleare non ci sono riusciti) su come rubarseli?
Andrea0000
25 lug 2011 - 16:46 - #7in ogni caso : 700 euro a testa per italiano x 60milioni = 42.000.000.000 €
ma da dove è stato preso questo dato?
inob
25 lug 2011 - 17:17 - #8@StufoDell’Italia
“che fine hanno fatto tutte quelle risorse economiche che erano destinate al nucleare? Perchè non usarle per il fotovoltaico e le altre rinnovabili?”
Sarebbero stati capitali privati, e i privati non investono sulle rinnovabili in assenza di incentivi pubblici, perché verrebbe a mancare le convenienza economica. E si sa come è messa la finanza italiana..
StufoDell'Italia
25 lug 2011 - 17:36 - #9@ inob
Molti era finanziamenti di privati, ma leggi questo…
http://www.bioecogeo.com/2011/06/16/greenpeace-chiede-di-investire-i-60mld-destinati-al-nucleare-nelle-rinnovabili.html
Lo stato voleva investire ben 60 MILIARDI di EURO (soldi del popolo italiano, che finivano sulle bollette nostre!!!) per il nucleare.
E il Governo fa tante stare per soli 580 MILIONI di EURO (budget per finanziare il fotovoltaico fino alla fine del 2012).
E’ una vergogna! Facendo due conti solo il 9,6% circa (di quello previsto da investire nel nucleare) è stato utilizzato per finanziare il fotovoltaico.
Eppure questo è un settore che, in contro tendenza, ha creato molti posti di lavoro negli ultimi anni in Italia (si parla di circa 200.000 persone impiegate).
Perchè si vuole distruggere uno di quei pochi settori che ha creato lavoro e distribuito ricchezza?
Le solite genialate all’italiana!
gbettanini
25 lug 2011 - 18:01 - #10@ Stufo dell’Italia
Prima di indignarsi sarebbe prima il caso di informarsi sui fatti.
Checchè ne dicesse Greenpeace, come dice gistamente inob, le prime 4 centrali in Italia sarebbero statre costruite con i soldi di Enel e delle banche che la finanziano. A bilancio dello Stato i fondi per il nucleare erano pari a ZERO, i costi in bolletta sarebbero stati ugualmente nulli.
Fotovoltaico, attualmente sono installati quasi 8500 MW di fotovoltaico che richiederanno ai cittadini attraverso le loro bollette elettriche (e non allo Stato) circa 3,5 miliardi di euro all’anno per 20 anni.
.
@ Andrea0000
Il calcolo nel mio primo commento era relativo agli incentivi per il SOLO fotovoltaico installato nell’anno 2010 (5400 MWp) e più precisamente:
5400 MW x 1200 h/anno x 370 €/MWh x 20 anni x K (fattore che tiene conto della svalutazione) = circa 40 miliardi di €
inob
25 lug 2011 - 18:46 - #1160 miliardi sarebbero stati il totale degli investimenti previsti per la costruzione dei reattori, non una parte. E Fulvio Conti ha dichiarato sarebbero stati di origine privata
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/07/15/enel-per-lanciare-il-nucleare-prezzo-minimo.html
E non penso si voglia distruggere il settore delle rinnovabili, però una rimodulazione è necessaria, in quanto incentivi a pioggia drogano il mercato facendo poi ricadere, questa volta sì, i costi sui contribuenti (oltre a favorire lo sviluppo di soluzioni poco convenienti o inefficienti). Se poi questa rimodulazione la stanno facendo alla cavolo non penso ci sia da stupirsi, non sarebbe la prima volta. Ma con o senza nucleare non sarebbero cambiati i fondi pubblici a disposizione.
StufoDell'Italia
25 lug 2011 - 19:56 - #12Premesso: la salute prima di tutto (e ho detto tutto).
@gbettanini : Ti faccio presente che allo stato attuale, in bolletta, paghiamo i costi di dismissione di quelle poche centrali nucleari che hanno funzionati in Italia negli anni 80. Sono passati più di 30 anni e ancora quelle centrali non sono state dismesse!! Ne pagheremo i costi di dismissione, scorie ecc ecc ancora per molto tempo. Vedi questo articolo:
http://no-nuke-no-ogm.blogspot.com/2008/08/dismettere-una-centrale-nucleare-solo.html (in quei 130 anni, come le ammortizzi le spese di dismissione se non stai più producendo energia????)
@inob: Enel parla di 20 miliardi finanziati da lei stessa e privati. E gli altri 40? Comunque Enel, tra le varie società, possiede anche Enel Green Power. Ci siamo chiesti perchè Enel dovrebbe fare nucleare se questo andrebbe contro i propri interessi? Evidentemente non va contro i suoi interessi, ma lo Stato finazia per lei… Sul quarto conto energia sono d’accordo con te che deve esserci su un ribasso degli incentivi, ma le modalità e le misure previste nel 4 CE sono completamente sbagliate.
“Ma con o senza nucleare non sarebbero cambiati i fondi pubblici a disposizione.”: purtroppo hai ragione.
inob
25 lug 2011 - 20:57 - #13“Enel parla di 20 miliardi finanziati da lei stessa e privati”
Probabilmente in questo caso si riferisce al primo step di 4 reattori.
“Ci siamo chiesti perchè Enel dovrebbe fare nucleare se questo andrebbe contro i propri interessi?”
Perché dovrebbe andare contro i suoi interessi? Si tratta di un investimento, e come tale sul lungo periodo deve rendere. Se no non è un investimento. Penso che nei progetti di Enel ci siano sia nucleare (ormai solo all’estero) che rinnovabili che fossili. Alla fine come ogni azienda deve cercare di fare fatturato, e quindi si butta ovunque ne veda la possibilità. La differenza è che se fonti come nucleare, fossile, idroelettrico si ripagano da sole, altre quali solare ed eolico hanno bisogno di un aiutino pubblico. Ma in tutti i casi se Enel investe denaro significa che vede una prospettiva di guadagno.
StufoDell'Italia
25 lug 2011 - 23:47 - #14@ inob
Si ma Enel vede la prospettiva di guadagno grazie ai 40 MLD finanziati dallo Stato..
Supponiamo che è come dici tu e lasciamo perdere il discorso del nucleare (ormai leggittimamente non voluto dal popolo italiano).
Il fatto sai quale è? Se ogni abitazione motasse il proprio impiantino da 3kW di fotovoltaico (magari fra qualche anno, quando i rendimenti di conversione saranno più alti e costi dei pannelli più bassi), oppure minieolico (o altra fonte rinnovabile) ognuno produrrebbe l’energia per se stesso e il contributo energetivo della rete nazionale (ergo Enel, essendo monopolista) sarebbe solo minimale!
Ecco che Enel non avrebbe più motivo di esistere!
Apriamo gli occhi!!
gbettanini
26 lug 2011 - 07:35 - #15@ Stufo
I 40 miliardi ‘finanziati dallo Stato’ non esistono, non sono mai esistiti. I 60 miliardi necessari per costruire 8/10 centrali sarebbero stati pagati dalle aziende energetiche (Enel, GDF Suez…) e non dallo Stato, ne’ tanto meno dai cittadini.
Il mini eolico in ambito urbano e comunque in 3/4 delle regioni italiane non produce neppure per 1000 ore equivalenti e quindi non ripaga i suoi costi, inoltre la turbina, se piccola, spesso non arriva a compiere i 15 anni.
Il sistema elettrico è complesso, pur tralasciando il fabbisogno di industria e terziario i 3 kW di fotovoltaico non bastano a produrre energia per se stessi in ambito domestico. In realtà si usa la rete elettrica come accumulatore virtuale con lo Scambio sul Posto. Per essere davvero indipendenti ad ogni famiglia servirebbe mediamente un impianto da 4,5-6 kW ed un sistema di accumulo a batterie. Costo totale ben diverso rispetto a quello del solo impianto FV
StufoDell'Italia
26 lug 2011 - 10:17 - #16I costi dell’impianto e l’accumulo dell’energia sono ancora alti, è vero. Ma in dieci anni di ricerca e sviluppo si potrebbe migliorare e rendere tutto molto più efficiente e conveniente.
Se si può avere la possibilità di sfruttare le risorse naturali (fonte primaria gratuita, rinnovabile, pulita e soprattutto “presente in Italia” ) perchè non fare in modo di sfruttarla al massimo?
Perchè ancora vogliono farci credere che non è possibile? Per esempio semplicemente portando il rendimento di un pannello fotovoltaico dal 15% (rendimento medio attuale) al 75%, sfruttando la stessa superficie si avrebbe una potenza 5 volte superiore!
Ti esponfgo il seguente quadro: negli anni 60-70 c’è stato un forte boom economico, basato principalmente sul basso costo del petrolio, la sua non elevata (intendo non elevata come oggi) domanda, la sua grande offerta e il suo utilizzo massivo. Prezzo del petrolio basso –> prezzo di tutto il resto basso e presenza di lavoro ed economia. Dopo 25-35 anni ecco che il sistema ha iniziato a tentennare: forte domanda di petrolio, danni alla natura e alla salute, pochi Paesi produttori.
Conseguenza: aumento del prezzo del petrolio (in molti casi anche appositamente pilotato) e conseguente aumento di tutto il resto (lo stiamo quotidianamente vivendo)e la presenza della CRISI di cui tanto si parla. La morale: negli anni 60-70 la scelta di una economia basata sul petrolio è stata una scelta non lungimirante e a breve termine.
Non credi che tra qualche anno/decennio accadrà lo stesso con l’uranio?
L’Italia non possiede la materia prima e quindi sarà costretta ad importarlo.
Quando la domanda di uranio sarà forte (dato che il nucleare sta prendendo piede in molte nazioni) e la sua offerta comincerà a diminuire, ecco che accadrà lo stesso che succede oggi con il petrolio!
(e questo è solo uno dei tanti svantaggi del nucleare)
Perchè la gente non lo capisce??
Perchè non vogliamo renderci indipendenti dagli altri Paesi sfruttandi le nostre risorse?
GioTrike
26 lug 2011 - 10:29 - #17GBettanini prima ha scritto:
“I cittadini comunque dovrebbero tifare GSE, visto che lo ’scherzetto’ delle installazioni 2010 è costato circa 700 euro (!!!) a testa per ogni italiano, se si continua di questo passo nel 2011 e 2012 la cosa diventerà realmente insostenibile e rischieranno di saltare anche gli incentivi pregressi.”
poi in risposta ad Andrea0000 scrive:
“@ Andrea0000
Il calcolo nel mio primo commento era relativo agli incentivi per il SOLO fotovoltaico installato nell’anno 2010 (5400 MWp) e più precisamente:
5400 MW x 1200 h/anno x 370 €/MWh x 20 anni x K (fattore che tiene conto della svalutazione) = circa 40 miliardi di €”
quindi vediamo un pò:
prima dice che gli incentivi per gli impianti del solo 2010 SONO COSTATI 700 Euro per ogni italiano vivente, poi però scopriamo che il calcolo lo ha fatto contando la spesa per tutti i 20 anni di incentivazione, inserendoci pure una fantomatica costante K, sai per la svalutazione….., che in realtà non esiste in quanto l’incentivo è in moneta costante (cioè vale 0,37 Euro sia per ogni kWh prodotto nel 2011 che per ogni kWh prodotto ad esempio nel 2022).
La frase eventualmente avrebbe quindi dovuto essere: gli impianti FV 2010 nell’arco dei prossimi 20 anni costeranno 700 euro a testa ad ogni italiano……..
e io ci aggiungo che per ora non sono costati quasi nulla, perchè la maggior parte di quegli impianti Enel li ha allacciati nel 2011 e le pratiche di incentivazione non sono per la maggior parte ancora finite, ergo soldi erogati quasi ZERO.
Riprova un’altra volta, senza barare possibilmente.
gbettanini
26 lug 2011 - 10:35 - #18“Se si può avere la possibilità di sfruttare le risorse naturali perchè non fare in modo di sfruttarla al massimo?”
Perchè farlo OGGI è una follia dal punto di vista economico, tra 10-15 anni forse le cose saranno un po’diverse.
A limitare il rendimento delle celle fotovoltaiche (ben sotto al 75%) sono le leggi della fisica.
Quel che è certo è che OGGI ha poco senso installare una montagna di pannelli fatti in Cina che si basano su una tecnologia obsoleta vecchia di 40 anni.
gbettanini
26 lug 2011 - 10:53 - #19@ Gio trike
Ripeto:
Nel 2010 sono stati installati 5400 MWp di fotovoltaico, gli ultimi di questi sono stati allacciati alla rete elettrica nel giugno 2011 e quindi godranno delle generose tariffe del secondo conto energia. Ciò comporta un DEBITO per gli italiani pari a 700 euro a testa da pagare a rate in 20 anni. Quindi l’installato 2010 è costato 700 euro a testa ad ogni italiano.
Tanto per capirci… se compro un’auto a rate dico che è costata zero? O che è costata solo come la prima rata?
Il fattore K, che lei non comprende, tiene conto della svalutazione del denaro nei 20 anni. La tariffa incentivante è a valori costanti e quindi, ipotizzando che il pannello produca sempre la stessa energia, ricevo per ipotesi 1000 euro di incentivi nel 2011 e 1000 euro di incentivi anche nel 2031. Ma nel 2031 il denaro varrà meno, i 1000 euro avranno un potere d’acquisto pari a 700-800 euro di oggi. Quindi il costo REALE degli incentivi, proprio perchè questi sono a moneta costante, CALA nel tempo.
.
Chi bara è casomai chi va a raccontare in giro che il fotovoltaico costa ad ogni famiglia come uno/due caffè al mese per sminuire il bunga-bunga perpetrato a danno dei cittadini.
StufoDell'Italia
26 lug 2011 - 10:57 - #20Il rendimento è basso perchè non viene effettuata e finanziata un’adeguata ricerca.
Fino a 4-5 anni fa il rendimento dei panelli era del 9-11% e si diceva che sembrava essere un limite fisicamente ed economicamente invalicabile.
Ad oggi Sanyo e SunPower (http://www.sunpowercorp.it/homes/products-services/solar-panels/e20/) realizzano pannelli (commerciali, non prototipi) con rendimenti che arrivano anche oltre il 18-20%. I costi sono ancora un pò elevati, ma continuando così non potranno altro che diminuire.
Poi per risorse naturali non intendo solo fotovoltaico. Aggiungerei eolico, biomasse, geotermico (e ce ne sono tante altre).
Hai detto che “Oggi è una follia dal punto di vista economico”. Io invece lo chiamerei IL vero INVESTIMENTO. Ne avremo grandi risultati e benefici tra qualche decennio!!
Abbiamo le risorse economiche e umane; cominciamo fin da subito a crearci il NOSTRO futuro.
Perchè continuare ad affidarci ad altri? Perchè essere impotenti di fronte al pilotato e incotrollato aumento del prezzo del petrolio ( uranio un domani) che realizza guadagni solo a pochi e straricchi magnati?
Le rinnovabili sono scomode perchè distribuiscono la ricchezza!
E ovviamente chi ha già il potere e la ricchiezza in mano controlla l’informazione e devia quelle che sarebbero le vere strade da intraprendere per il benestare comune.
Preferisco pagare quei famosi 700 euro (che come dice GioTrike sono da distribuire su 20 anni, quindi solo 35 euro all’anno, ovvero poco più di 5 euro a bolletta bimestrale) ed essere indipendente, piuttosto che essere la pecora di questo sistema perverso e marcio!
Ditemi voi se sono quei 5 euro a rendervi poveri!!! Siamo nel ridicolo!!
gbettanini
26 lug 2011 - 11:11 - #21@ Stufo
Il silicio monocristallino sono 20 anni che ha efficienza sopra il 16%… vedi grafico.
http://www.digikey.com/us/en/techzone/energy-harvesting/resources/articles/Solar-Cell-and-Photovoltaic-Primer.html
.
Per quanto riguarda i costi non imbrogliamo sui conti, si parla più o meno di 35€ (da attualizzare in aumento nei 20 anni) A TESTA e non a famiglia… e gli incentivi li pagheremo solo in parte nelle bollette. Gran parte dell’energia elettrica la consumano industrie e terziario che ricaricheranno i maggiori costi degli incentivi sui prodotti e servizi che vendono.
StufoDell'Italia
26 lug 2011 - 11:49 - #22@ gbettanini
Ho precisato che mi riferivo a prodotti commerciali (lo so che il 16% esiste da diversi anni, ma in passato non era vendibile a causa degli elevati costi di realizzazione).
Dovresti paragonare quel 16% a cui ti riferivi (allora prototipi), all’attuale 43% raggiunto (negli attuali prototipi) dai modoli a eterogiunzione. Di questo passo forse quel 43% sarà commercializzabile tra 10-12 anni. Non sarebbe niente male…a quel punto il fotovoltaico potrebbe iniziare ad esistere anche senza necessità di incentivazione!
E’ evidente che la tua è una presa di posizione inamovibile (come la mia d’altronde). Però ancora non sei riuscito a dirmi un reale vantaggio del nucleare. Parlo dai punti di vista: occupazionale, economico, salute, ambiente, proiezioni future…
Ti rammento questo articolo (scritto nel 2008, quindi in tempi non sospetti).
http://no-nuke-no-ogm.blogspot.com/2008/08/dismettere-una-centrale-nucleare-solo.html
10 miliardi di sterline in più del previsto (parla solo per la dismissione).
Il costo totale è di 83 miliardi di sterline sono circa gli attuali 104 miliardi di euro.
104 miliardi da rateizzare in 130 anni (e non sti attualizzando!): equivale a pagare per 130 anni circa 2,30 euro a persona per ogni bolletta bimestrale.
Facciamo il rapporto in 20 anni? Sono circa 15 euro a persona! Praticamente, parlando SOLO dei costi di dismissione abbiamo TRIPLICATO quella soglia di 5 euro (e non ho nemmeno attualizzato, e sto parlando solo di costi di dismissione)!!
“Gran parte dell’energia elettrica la consumano industrie e terziario che ricaricheranno i maggiori costi degli incentivi sui prodotti e servizi che vendono.”
Sarebbe così per ogni tipologia di fonte energetica!
gbettanini
26 lug 2011 - 11:58 - #23@ Stufo
Per la verità avevi parlato del 9-11% come limite fisicamente invalicabile.
.
Per il resto non devi credere a tutte le mezze verità messe in giro ad arte sul nucleare, il caso inglese è peculiare, il 75% della spesa totale è per il decommissioning del complesso nucleare di Sellafield. Per le singole centrali (circa 20 se ricordo bene e o più difficili da smantellare di una moderna EPR) la spesa si aggira sul miliardo a centrale.
inob
26 lug 2011 - 13:47 - #24@ StufoDell’Italia 23:47
“Se ogni abitazione motasse il proprio impiantino da 3kW di fotovoltaico..”
Potrebbe sicuramente dare un contributo, ma non fondamentale, per due principali motivi: intanto fornisce energia con discontinuità, e quando il sole (o il vento nel caso dell’eolico) non c’è si deve sopperire con qualche altra fonte; e poi i consumi domestici sono poco più del 20% del totale, quindi una parte minoritaria rispetto ai settori industriale e terziario. Quindi aziende tipo Enel e fonti continue e ad alta densità energetica saranno sempre essenziali nel mercato elettrico.
Mi permetto anche di inserirmi nella discussione con gbettanini
“non sei riuscito a dirmi un reale vantaggio del nucleare”
Il vantaggi, semplificando molto, consistono sostanzialmente nella continuità, nell’alta densità energetica e nell’economicità nei confronti di fonti quali solare ed eolico, e nel minor impatto ambientale e sanitario nei confronti di fonti che comportino una combustione, siano essi fossili o biocombustibili.
StufoDell'Italia
26 lug 2011 - 14:35 - #25@inob
- Continuità: OK, vero. Però ci sono le centrali ibride: centrali miste di eolico, fotovoltaico e/o altra fonte rinnovabile che producono una prefissata quantità di energia (per esempio 10 MW) anche se il loro valore di picco può essere per esempio 20MW). Quando la produzione (grazie al Sole, vento, o altra fonte rinnovabile) eccede i 10 MW, la potenza in surplus si può utilizzare:
1) per produrre idrogeno
2) per pompare acqua da una vasca inferiore ad un livello superiore
3) …. altre tecniche similari
In entrambi i casi si immagana energia (sottoforma di idrogeno nel primo caso, energia potenziale nel secondo).
Questa energia la si utilizza, quando l’impianto non riesce (per mancanza della fonte rinnovabile principale) a raggiungere i 10 MW, per colmare il gap mancante.
Ecco come, in modo per nulla complicato, si garantisce la continuità.
- alta desità energetica: non lo vedo come un vantaggio, forse è uno svantaggio dato che comporta delle strutture elettriche (cavidotti, ecc.) che localmente devono distribuire quantità di energia molto elevate!
- economicità:l’esempio precedente dimostra che di economicità c’è ben poco!! Se pur ci fosse, non comporterebbe un grande vantaggio economico e soprattutto questo guadagno sarebbe centralizzato solo in poche tasche!
- impatto ambientale: ancora fai il confronto con le fonti tradizionali??? (quelle sono da escludere a priori).
Tutto puoi dirmi tranne che il nucleare non comporta impatti ambientali. Faresti costruire una centrale nucleare (con annessa struttura di stoccaggio e smaltimento delle scorie) a 100 metri da casa tua??
Comunque il nostro discorso è andato oltre il topic dell’articolo.
Ad oggi, 26 luglio 2011 (ore 14.30), ancora non è stata pubblicata la graduatoria dei “grandi impianti” sul sito del GSE. E pensare che PER LEGGE doveva essere pubblicata, in versione definitiva e corretta, entro il 15 luglio 2011.
A chi devo chiedere il risarcimento danni??? (tengo a precisare che la colpa non è del GSE, ma della fantasia e scarsa competenza in materia del nostro Ministro Romani & combriccola).
gbettanini
26 lug 2011 - 18:02 - #26@Stufo
Puoi indicare quante centrali ibride come quelle che hai descritto sono presenti in Italia? Se la risposta è NESSUNA un motivo ci sarà….. e il motivo non è la congiura plutogiudaicomassonica contro l’energia democratica e distribuita, i motivi sono semplicemente economici.
Infatti un impianto a fonti rinnovabili (sole, vento) con sistema d’accumulo in grado di spianare la potenza prodotta a 10 MW non ripagherebbe i propri costi…. oltre ad essere orrendamente sovradimensionato, non bastano infatti certo 20 MW installati per produrre 10 MW di potenza con continuità, di eolico servirebbero almeno 50 MW mentre di fotovoltaico a spanne almeno 150 MW (a causa della ridotta produzione invernale del FV).
.
“A chi devo chiedere il risarcimento danni???”
I danni vanno richiesti con raccomandata A.R. a chi ha installato 5400 MW di fotovoltaico nel 2010 sapendo benissimo che il tetto previsto per il secondo conto energia era di 1200 MW, mentre il tetto previsto per il terzo conto energia (2011-2013) era pari a 3000 MW.
inob
26 lug 2011 - 19:12 - #27StufoDell’Italia
-Continuità: lo so che ci sono modi per accumulare energia, ma hanno un bassissimo rapporto energia/volume. Hai idea di che razza di serbatoi di idrogeno sarebbero necessari per accumulare le decine di GWh necessarie anche solo per poche ore di notte (niente fotovoltaico) in cui ci sia pure poco vento? E anche il gioco del pompaggio di acqua per accumulare energia potenziale (ad oggi il miglior modo di accumulare grosse quantità di energia), già non riesce a sopperire ai picchi di richiesta, figurarsi alla fortissima discontinuità di eolico e fotovoltaico. Possono andare bene per piccole richieste energetiche, ma non per una nazione che anche in piena notte, indipendentemente dal vento, pioggia, neve, uragani necessita di una potenza superiore ai 20 GW.
-Alta densità energetica: quello che voglio dire è che le fonti rinnovabili hanno bisogno di superfici enormi. Per capirci per produrre l’energia equivalente di un solo Epr con pannelli fotovoltaici si dovrebbe ricoprire una superficie di almeno 100 chilometri quadrati. Oppure impiantare qualcosa come 3-4000 pale eoliche. E questo senza contare gli eventuali sistemi di accumulo.
-Economicità: come ho già scritto il nucleare si autofinanzia, quindi è sicuramente più economico di fonti che hanno bisogno di incentivi. E questo si riflette nelle tasche di tutti i consumatori. Non solo in modo diretto sulla bolletta, ma soprattutto in modo indiretto grazie al minor costo dell’energia per le aziende, che possono essere più competitive a livello internazionale.
-impatto ambientale: dalle fonti fossili saremo dipendenti ancore per molti decenni. L’unica cosa a cui si può puntare è cercare di diminuirne l’utilizzo, azzerarlo è inverosimile. E sul fatto che siano le più inquinanti in assoluto non penso possano sorgere dubbi. E, si, non avrei nessun problema a farmi costruire una centrale vicino a casa. Anzi, mi preoccupano di gran lunga di più le emissioni di automobili, di centrali termoelettriche, di riscaldamenti, di fabbriche,…..
StufoDell'Italia
26 lug 2011 - 20:53 - #28@ gbettanini
Conosco diverse centrali di questo genere progettate (e credo anche costruite) in Germania. Loro sono sempre un passo avanti e l’essere la prima potenza europea lo dimostra. Eppure la Germania non ha lo stesso irraggiamento nostro (forse nemmeno la stessa ventilazione della Sardergna e del sud Italia)!
Se ogni tanto seguissimo il loro esempio forse avremmo qualche beneficio.
Non conosco il tedesco, quindi ho difficoltà a trovarti qualche link preciso, ma qui puoi trovare qualche informazione:
http://www.iwo.de/presse/pressedienst/aktuell/hybrid-heizung-nr-177/
http://www.suedwestfalen.com/aktuelles/produktion-technik/aktuelle-nachrichten/nachricht-anzeigen/article/sonne-wind-wasserstoff-die-energieversorgung-von-morgen.html
Per il ricorso invece la colpa è solo del Governo! Ti pongo questo esempio pratico, ma non guardare le date e numeri, perchè sono aleatorie (le uso solo per fare un discorso logico e cronologico).
01/2009 - il governo approva le detrazioni fiscali del 55% per la riqualificazione energetica di una casa. gbettanini si fa due conti e dice: “Per riqualificare la mia casa devo spendere 100.000 euro, ma grazie alle detrazioni recupero 55.000 euro. Mi conviene, perchè dispongo dei rimanenti 45.000 euro”.
03/2009 - gbettanini inizia a fare i lavori, investe i 100.000 euro.
05/2010 - gbettanini sta per terminare i lavori, ma gli manca ancora qualche mese. Poco prima di ultimare i lavori il Governo emette un nuovo D.M.: “Miei cari italiani, da oggi e con validità retroattiva per tutti coloro che stanno ristrutturando, la detrazione non è più del 55%, ma del 20%. Inoltre, a causa della forte richiesta, sarà redatto un apposito registro che sarà pubblicato in data 07/2010, e solo chi rientra nei costi finanziati avrà la detrazione. Tutti gli altri si fo..ono!”
09/2010 - Dopo 2 mesi di ritardo e trepidazione viene pubblicato il registro. gbettanini non rientra nei costi.
10/2010 - gbettanini farebbe bene a fare una bella rivoluzione perchè non sa dove prendere quei 55.000 euro…che ha già investito basandosi su una legge previgente!!
Ora dimmi, come deve fare gbettanini a recuperare quei 55.000 euro che non gli sono più stati finanziati!
Spero che con questo semplice esempio hai capito quale è l’ingiustizia di cui parlo!
Ho un impianto fotovoltaico che potrebbe non essere finanziato per un motivo analogo. Ma gli investimenti per autorizzarlo già li ho fatti!! Quando ho iniziato a progettare l’impianto era il 2010, vigeva il 3 conto energia (che era stato pianificato e doveva valere per tutto il 2011 e 2012). Quindi basandomi su quello ho iniziato a lavorare.
A maggio è uscito quello squallido 4 conto energia. Dove li recupero i soldi che ho investito? Non è colpa degli altri, perchè anche loro leggittimamente hanno progettato e sviluppato in base al 3 conto energia.
StufoDell'Italia
26 lug 2011 - 21:12 - #29@ inob
Quello che dici è in parte non corretto.
Perchè non si può fare l’eolico offshore nell’Adriatico??? Da Venezia a Brindisi, tutta la costa, una zona molto ventilata. A 10km dalla costa (praticamente grazie al raggio di curvatura della Terra, quelle pale eoliche potrebbero essere quasi non visibili dalla costa –> impatto sul turismo prossimo a zero!). Tutta la costa potrebbe produrre una potenza molto elevata.
Faccio un conto approssimativo.
Una costa lunga circa 1000 km, mettendo una pala ogni 200 metri, ce ne sarebbero 5000. Facendo 3-4 file di arriverebbe anche a 15000-20000 pale. Ognuna da 3 MW. Totale 45-60 GW.
I costi sono elevati, vero. Ma la tecnologia andrà affinandosi (e i costi si abbasseranno) e un buon impianto del genere può tranquillamente durare 50 anni con una buona manutenzione ordinaria.
Per la continuità. Giusto per garantire il 20-25% del fabbisogno, potrebbero utilizzarsi altri fonti, anche convenzionali (però solo per questa soglia minima, che quindi produrrebbe un basso inquinamento e un un impatto ambientale contenuto).
gbettanini
27 lug 2011 - 09:31 - #30@ Stufo
Io conosco il tedesco, i link che hai postato c’entrano poco o nulla con gli impianti di cui parlavamo.
.
Se hai autorizzato l’impianto dopo il luglio 2010 e prima del gennaio 2011 effettivamente il fenomeno di bolla del FV, sebbene ben conosciuto dagli operatori del settore, non era si ancora reso evidente al pubblico.
Se ho ben capito il tuo problema è il ‘defilarsi’ delle banche che, se hanno via d’uscita dal progetto, la prendono preferendo gli oramai più allettanti buoni del tesoro.
Un terreno con autorizzazione alla costruzione di un impianto fotovoltaico dovrebbe però avere quintuplicato il suo valore, forse nel tuo caso in caso di mancanza di liquidità per terminare i lavori si può valutare la cessione del progetto… ma effettivamente tutto dipende da quanti impianti prima del tuo risultano non classificati nella prima tranche.
glepri
28 lug 2011 - 02:14 - #31“chissà quand’è che inizieremo anche a parlare di smaltimento e riciclo di tutti questi pannelli solari…” (go-seo, messaggio #3).
Simone, fai bene a pensare anche allo smaltimento dei materiali ma faresti meglio a preoccuparti di quelli veramente pericolosi, mentre per il silicio e l’alluminio dei pannelli fv, per star tranquillo puoi leggere anche questo:
http://www.aspoitalia.it/blog/nte/?s=picco+dei+minerali
glepri
28 lug 2011 - 02:27 - #32sempre per go-seo, messaggio #3:
inoltre, esiste già una associazione di riciclatori dei pannelli fv:
http://www.pvcycle.org/