Api in pieno centro a Roma, tutto normale?


Su 06Blog, il blog della nostra piattaforma tutto dedicato alle notizie della capitale, è giunta una segnalazione molto curiosa. Una lettrice ha raccontato di essere stata costretta a rivolgersi (dopo il diniego dell'assistenza da parte di Vigili del Fuoco e del Comune) ad apicultori privati per far rimuovere un favo che ospitava oltre seimila esemplari nel pieno centro di Roma, a pochi passi da Piazza dal Popolo.


Sotto il cornicione del nostro terrazzo si era formato un enorme favo di api enorme; persino l’apicultore poi intervenuto ha detto di non averne mai visto uno così grande in città. Avrete capito che le api, essendo una specie in via d’estinzione, non si possono e non si devono (!) eliminare. Assolutamente!

Purtroppo quando ho chiamato i Vigili del Fuoco, il Comune di Roma ed un altra ventina di numeri che mi davano, ricevevo sempre la stessa risposta: “non è di nostra competenza”. Alla fine abbiamo capito che gli unici capaci ad intervenire sono gli apicultori privati e quindi a pagamento. Ma almeno ci si può fidare.

Sono venuti di notte dopo aver affittato una scala di quelle che si usano per potare gli alberi. In due sono arrivati fin lassù vestiti tipo astronauti e mentre uno aspirava le api, rigorosamente dormienti (sono venuti a posta dopo la mezzanotte) con una vera e propria piccola aspirapolvere che le risucchiava in una cassa di legno, l’altro rimuoveva il favo tagliando col coltello la cera e il miele.



Hanno riempito un secchio intero! E’ stata un esperienza molto particolare perché il tutto si è svolto proprio fuori dalla finestra del nostro salone. Ci hanno detto che le api erano almeno seimila! Incredibile. E siamo in pieno centro, nei pressi di piazza del Popolo.

Aldilà della tendenza delle api, sempre più minacciate dai pesticidi, di preferire gli habitat più urbanizzati il caso appare curioso. Avete avuto esperienze simili anche nel vostro palazzo?

Noi ci ripromettiamo di interpellare nei prossimi giorni gli esperti del settore per capire se il nostro destino sarà quello di dover girare in città non soltanto con le mascherine anti-smog, ma anche con le protezioni normalmente necessarie agli apicultori.

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