
Ridurre le emissioni di CO2, risparmiare il 70% di gasolio e ridurre il consumo di acqua. E’ quanto si ottiene con la semina su sodo, tecnica agricola messa a punto negli Stati uniti 50 anni fa. La semina su sodo è praticata anche in Italia su 5000 ettari e oggi si è tenuta la conferenza stampa di A.I.P.A.S - Associazione italiana amici del suolo, che ha presentato i 10 anni di incoraggianti sperimentazioni.
In cosa consiste la semina su sodo? Le informazioni si trovano proprio sul sito dell’A.I.P.A.S segnalato qualche rigo sopra, ma possiamo dire in maniera molto sintetica:
E’ un sistema agronomico che si basa sulla non lavorazione del terreno. Speciali seminatrici mettono a dimora il seme nel terreno senza operare precedentemente l’aratura del suolo e tutte le altre forme di lavorazione meccanica del terreno.
Spiega Danilo Marandola presidente di A.I.P.A.S:
Il terreno seminato su sodo riduce l’evaporazione del 60%, tagliando la domanda di acqua da irrigazione. Non è da trascurare che tale tecnica riduce le emissioni dirette e indirette di CO2. Solo i consumi di gasolio si riducono del 70%. Gli agricoltori della rete Aipas, ad esempio, risparmiano annualmente 500 tonnellate di gasolio, con un notevole abbattimento delle emissioni di anidride carbonica in atmosfera e dei costi di coltivazione.Si alleggerisce il carico di lavoro aziendale di due terzi, perché consente di gestire i seminativi con sole 4 ore di lavoro ad ettaro, rispetto ad un seminativo convenzionale che ne richiede complessivamente 12.
Altro vantaggio della semina su sodo è la possibilità di ottenere due raccolti in un anno nel rispetto della fertilità dei suoli e di contribuire al controllo dell’erosione senza che la pioggia disperda fertilizzanti. E a dimostrazione di come sia fattibile sabato 30 luglio a S.Giogio la Molara si terrà una mattinata in cui mentre si raccoglierà frumento si seminerà in contemporanea il sorgo da foraggio.
Via | Comunicato stampa
Foto | Aipas
skyvisual
26 lug 2011 - 16:11 - #1Su sodo intendete senza aratura e fresatura?
FANTASCIENZA.
Per come sono ridotti i terreni dopo decenni di sovrasfruttamento già ora si fa fatica a stare su 40 qli di grano per ettaro.
Con i concimi “a secchiate”.
Se vogliono ridurre la popolazione mondiale alla fame, basta dirlo.
Produrrebbero sì e nò 1/10. E’ il caso?
axe
26 lug 2011 - 17:09 - #2dovete aggiungere il vantaggio di ingrassare migliaia di passeri, colombi, gabbiani e altro che non vedono l’ora che venga seminato in superfice.
giap
26 lug 2011 - 18:41 - #3siete contadini voi due?
skyvisual
26 lug 2011 - 19:13 - #4Personalmente sono in “stretto contatto” con i contadini. Suocero, cognato, cognata, cugino, almeno 3 vicini di casa, amici vari.
Ma non occorre essere contadini. Basta fare del semplice giardinaggio per avere già un’idea. Diciamo 1200 mq…
La terra è dura, gente; provate a usare la zappa per due ore…
ho capito, però
26 lug 2011 - 21:40 - #5L’articolo non dice in cosa consiste. Non è completo, purtroppo. Potete fare di meglio :) Ma i vostri capi dormono?
Mpx
26 lug 2011 - 22:18 - #6@ho capito, però
Ho integrato il post con una sintetica spiegazione. Ma per ogni dettaglio :
1) consultare il sito dell’Aipas: www.aipas.eu
2) attendo di partecipare alla visita del terreno il prossimo 30 luglio
Grazie
Marina
danbart
27 lug 2011 - 09:29 - #7@axe, chi t’ha detto che seminano in superfice ? Non so loro, ma io pratico dove posso metodi biodinamici e ti assicuro che non consistono nello sparpagliare semi qua e là, all’aria. L’uniformita dell’aratura si cerca di preservarla solo in estremi casi …per il resto il seme si trova tra zone “non mosse” dove il regime vadoso superficiale non s’inabbissa come dove si sgretola ogni strato e quindi continua a restare in sospensione addizionandosi o formandosi con la condensa sviluppata dalla fertilità delle emanazioni sviluppate da questo. E’ fisiologia minerale.
tassinarimauro
27 lug 2011 - 17:28 - #8Dunque si può ottentere la stessa resa senza arare e senza irrigare?
Ma perfavore…
E’ ovvio che la resa per ettaro calerebbe moltissimo…. Poi con quel che si risparmia nel gasolio può anche essere economicamente vantaggioso ma la produzione calerebbe e qualcuno non mangierebbe.
Purtroppo skyvisual ha ragione.
sandro-kensan
28 lug 2011 - 00:45 - #9Qui c’è un problema, siamo in troppi. Questi che propongono la coltivazione su sodo risolvono il problema di questi anni ovvero il fatto che il petrolio costa molto e che è presumibile salirà ancora o diminuiranno i nostri redditi che è lo stesso.
Però è dai tempi della rivoluzione verde:
http://it.wikipedia.org/wiki/Rivoluzione_verde
«Il termine rivoluzione verde è stato coniato per un approccio innovativo ai temi della produzione agricola che, attraverso l’accoppiamento di varietà vegetali geneticamente selezionate a sufficienti dosi di fertilizzanti, acqua ed altri prodotti agrochimici, ha consentito un incremento significativo delle produzioni agricole in gran parte del mondo.»
che si è andati nella direzione di incrementare la produzione agricola spostandosi dalla fertilità del suolo verso l’uso di petrolio (o gas metano che è lo stesso). In realtà la rivoluzione verde è più corretto chiamarla rivoluzione nera dal colore del greggio.
Ora la produzione mondiale di cibo sta con difficoltà al passo con l’incremento di popolazione mondiale, lo dice la FAO non io. Se l’energia diventa più scarsa come sta indicando il prezzo del Brent a 120$ al barile e quello del WTI a 100 $ al barile, bisognerà per forza risparmiare energia anche per la coltivazione del cibo ma questo significa ritornare al valore della fertilità dei suoli come si evince da questo articolo.
Tra l’altro la fertilità dei suoli non si riacquista in qualche anno, ci vuole molto tempo, comunque è certo che se mancherà una parte di energia da impiegare nell’agricoltura avremmo produzioni molto più scarse come affermato in molti qui dentro per via della sterilità dei suoli, quando sarà recuperato questo aspetto si avranno produzioni più consistenti della semina su sodo su terreni sterili.
Resta il fatto che ritornare alle origini implica che siamo in troppi, per esempio i terreni italiani erano in grado (prima della rivoluzione verde o nera) di sfamare 20 milioni di italiani, adesso siamo in 60 milioni.
dapo
30 lug 2011 - 20:48 - #10mi chiedo se qualcuno ha mai assistito ad una dimostrazione in campo della semina diretta o semplicemente si è mai documentato sul tema.
Noto una certa diffidenza e approssimazione nell’affrontare l’argomento
Si evince soprattutto leggendo citazioni come”dovete aggiungere il vantaggio di ingrassare migliaia di passeri, colombi, gabbiani e altro che non vedono l’ora che venga seminato in superfice”
oppure
“Per come sono ridotti i terreni dopo decenni di sovrasfruttamento già ora si fa fatica a stare su 40 qli di grano per ettaro.
Con i concimi “a secchiate”.
Ma secondo voi come sono stati sfruttati i terreni fino ad oggi?
Sapete che mezzo mondo coltiva su sodo il grano, il mais o la soia che mangiamo?
viaggiare
02 ago 2011 - 22:38 - #11@Tassinarimauro @Skyvisual
Ho letto “La rivoluzione del filo di paglia” di Masanobu Fukuoka un agricoltore Giapponese che ha coltivato per oltre 50anni senza arare, senza diserbare, senza concimare. La resa che lui ha ottenuto è pari a quella dell’agricoltura meccanizzata e chimica ma la qualità dei suoi prodotti è superiore e soprattutto c’e un grande risparmio di lavoro e denaro. Ripeto LO HA FATTO PER 50 ANNI. Ha tenuto Conferenze ma Il Ministero dell’Agricoltura Giapponese non ne ha mai voluto sapere di applicare i suoi metodi per il fatto che non utilizzano fertilizzanti chimici. Inoltre la spiegazione che dà Wikipedia non è veritiera affermando in punti diversi: che mescola i semi con fertilizzante..che riduce la necessità di concimazione..che è un metodo su piccola scala, si vede che ha scritto su Wikipedia non ha letto La Rivoluzione del Libro di Paglia. Il libro è bellissimo fà sciogliere il cuore lo consiglio a tutti.
viaggiare
02 ago 2011 - 22:45 - #12A parte qualche errore grammaticale, dimenticavo:
la RESA dei terreni aumenta ogni anno invece di diminuire (come con i metodi tradizionali chimici) perchè il terreno viene mosso e arricchito in maniera naturale dall’attività degli animaletti e delle piante presenti nel terreno.
damianoDG
20 ago 2011 - 16:58 - #13Concordo con “viaggiare”, ho tutti i libri di Fukuoka, tutti molto illuminanti. Consigliatissimi. Proprio in questi giorni sto preparando le palline d’argilla (axe, #2, i semi vengono protetti da questi involucri di argilla, nessun uccello verrà ingrassato. E sarà la natura a decidere quale seme far germinare e dove)