Elezioni europee 2014: le politiche ambientali dei Verdi

Lo European Green Party dice no a fonti fossili, nucleare e fracking e scommette sulle rinnovabili per creare occupazione e abbattere le emissioni di CO2

Lo European Green Party, il partito che riunisce i Verdi del Vecchio Continente è, naturalmente, quello che presenta il più articolato programma sui temi ambientali in vista delle elezioni europee 2014.

Secondo il Partito dei Verdi Europei il presupposto del cambiamento di atteggiamento nei confronti dell’ambiente deve essere un cambiamento di clima politico. Il paradigma di base è l’indipendenza dalle fonti fossili e dai rischi connessi al nucleare. Si tratta di una grande differenza rispetto ai programmi delle altre grandi coalizioni che parlano di indipendenza energetica, ma lasciano la porta aperta a soluzioni di compromesso dannose per l’ambiente.

I Verdi vogliono mettersi alle spalle l’esperienza del nucleare e promettono di battersi contro la diffusione della pratica del fracking che “distrugge le risorse idriche locali e aumenta le possibilità di terremoti”.

Gli obiettivi sul clima sono legati ai target sulle emissioni di CO2 e su di un’Europa alimentata totalmente da rinnovabili nel 2050. L’obiettivo dei Verdi europei è di penalizzare chi produce emissioni e rendere non attrattive dal punto di vista finanziario le emissioni di CO2.

In una visione di medio-lungo termine la soluzione per l’indipendenza energetica è una rete elettrica europea, frutto di una maggiore cooperazione fra gli Stati Membri. E in questo discorso non può non essere presente il lavoro che per i Verdi deve orientarsi verso la green economy: le fonti fossili concentrano profitti e occupazione, le fonti rinnovabili lo diffondono e democratizzano, ma soprattutto creano opportunità di lungo termine.

Fracking futures

Via | European Green Party

Foto © Getty Images

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