USA contro l'Europa per la tassa sulle emissioni delle compagnie aeree


Dal 1 gennaio 2012 l'Unione Europea ha intenzione di imporre anche alle compagnie aeree americane che operano nel vecchio continente la stessa regolamentazione sulla riduzione delle emissioni di CO2 che viene "subita" dalle compagnie europee. American Airlines, Delta, US Airways e le altre che operano con voli da e per l'Europa dovranno scegliere fra le solita (discutibile) alternativa: far scendere in un anno le emissioni del 3% rispetto ai valori medi 2004-2006 oppure pagare e comprare i soliti "certificati verdi".

Le compagnie americane sono imbufalite e sostengono che questa imposizione rischia di far costare in media 57 dollari in più un volo da New York a Londra, ma il ricorso alla Corte Europea non ha avuto esito positivo e la scadenza del 1 gennaio si avvicina inesorabile. Il maggior costo è stimato a regime in 3 miliardi di dollari nel 2020, un obolo che gli americani speravano di potersi risparmiare, nonostante le tratte da e per l'Europa siano un'importante voce nei loro ricavi.

La presa di posizione europea sta creando tensioni anche a livello diplomatico, lo dimostrano le parole di Wendell Albright, direttore del Dipartimento che si occupa dei rapporti fra stato federale e compagnie:

L'Unione Europa sta imponendo questa regolamentazione alle compagnie americane senza il nostro consenso. Nel rispetto dei limiti delle emissioni dovremmo decidere noi le azioni appropriate per le nostre compagnie.

L'UE non ha alcuna intenzione di cedere, al contrario. Chiarissima in questo senso Connie Hedegaard, commissario dell'Unione:

In Europa stiamo provando a fare qualcosa con i cambiamenti climatici, ora abbiamo obiettivi di riduzioni delle emissioni settore per settore. Includono l'industria, includono i produttore di energia, perché non dovrebbero includere le compagnie aeree?

[Via | NYT]

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