Ecoblog visita un campo di semina su sodo

Semina su sodo- S.Giorgio la Molara 30 luglio 2011

Come promesso il 30 luglio sono stata a S.Giorgio la Molara a visitare un campo seminato su sodo o semina diretta di A.I.P.A.S - Associazione italiana amici del suolo. Il campo in questione è stato trattato per 4 anni con colture in rotazione: grano, veccia, sorgo ecc. senza mai essere dissodato. Sul suolo si trova ancora la paglia. Grazie a questa tecnica molto apprezzata in Argentina si hanno resa elevata e alta qualità del suolo. In sostanza l'agricoltura diventa sostenibile, in quanto rispetta del tutto il ciclo di vita del terreno e anzi lo incoraggia riconoscendone i suoi processi e i suoi tempi. Il risultato è che grazie a questa forma di agricoltura sostenibile si riducono notevolmente le emissioni di CO2, si risparmia in fertilizzanti e carburanti, si hanno rese più abbondanti e sopratutto a guadagnarci economicamente è l'agricoltore.

Semina su sodo- S.Giorgio la Molara 30 luglio 2011

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Noto con qualcuno dei presenti che forse questa forma di sostenibilità è la risposta più concreta agli OGM che pure promettono rese e guadagni interessanti. Il mio interlocutore mi risponde che le colture OGM non sono altro che una forma di mezzadria moderna e che cercare alternative sostenibili alle colture vuol dire rendere l'agricoltore autodeterminato.

Dalle foto che posto in gallery si evidenzia lo stato del terreno che si compone di fori e microfori formati dalle radici in decomposizione che vi sostano. Danilo Mirandola presidente regionale A.I.P.A.S con Antonio Vella Presidente nazionale mi spiega che evitando di dissodare il terreno restano nel suolo le radici che provvedono alla rigenerazione fornendo nella lenta decomposizione preziosi nutrienti. Sopratutto creano una microrete compatta che evita la dispersione dell'acqua prevenendo il dissesto idrogeologico. Il suolo, dunque, viene considerato come un essere vivente a tutti gli effetti che necessità di adeguato nutrimento, riposo e cura.

L'appunto più frequente che viene rivolto a questa tecnica consiste nel ricordare che gli agricoltori usano dissodare la terra da almeno 10mila anni. Possibile che nessuno abbia mai pensato a seminare direttamente su sodo? Possibile, perché, se in passato l'aratura arrivava a 10 cm nel suolo, con relativi danni, da almeno 50 anni, gli aratri meccanici penetrano per oltre 30 cm nel suolo e stiamo sfruttando i terreni oltre il dovuto. Il che porta in superficie molto più terreno, rompendo in profondità quella spessa rete di cunicoli, fori naturali, organismo e microrganismi che lo digeriscono e che servono a renderlo poroso e grasso come una spugna e capace di assorbire grosse quantità di acqua e nutrienti.

Infatti il dilavamento del terreno, problema comune in molte colture, causa una perdita dei fertilizzanti che finiscono nei mille rivoli di acqua di pioggia non trattenuta perciò nel sottosuolo. Mi spiegano che per andare avanti in agricoltura è necessario fare un passo indietro: semina su sodo vuol dire sostituire l'aratro con una macchina seminatrice. Per dimostrare quanto il terreno dissodato sia permeabile viene fatto un esperimento. Viene spruzzata dell'acqua su appezzamenti: uno dissodato e uno no. Come si nota nelle foto la quantità di acqua che perde il terreno dissodato è decisamente superiore e si nota che è sporca perché trascina con se particelle varie, tra cui quelle nutritive, fertilizzanti ecc.

A questa prospettiva, colgo il dissenso di molto agricoltori che tra i campi che ho visitato a mezza bocca sostenevano che affrontare di questi tempi una nuova spesa non è proprio possibile (la macchina costa mediamente 20mila euro). Ma esistono diverse soluzioni molto risparmiose, ad esempio consorziarsi. Infatti la seminatrice, una volta terminato il suo compito va in garage e dunque resta inutilizzata fino alla prossima semina. Conviene perciò piuttosto acquistarla in gruppo, oppure affittarla quando serve.

In pratica una seminatrice cosa fa? Buchi nel terreno, viene poi posto il seme e coperto con terra. Fine. Il processo si può eseguire in contemporanea alla raccolta. Infatti al campo di San Giorgio la Molara mentre si raccoglieva grano si seminava sorgo per foraggio. Questo genere di tecnica può essere applicata con i seminativi e le leguminose.

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