Spazzatura "comprata" in Norvegia: non bisogna sorprendersi

Il video che potete vedere in testa a questo post sta suscitando un certo clamore sul web. Il filmato amatoriale è stato girato da due italiani in Norvegia e mostra un macchinario che raccoglie le bottiglie usate e carica sul chip di una tessera del credito da spendere per la spesa di tutti i giorni in un supermercato. Sia gli autori sia molti commentatori sono sorpresi dal fatto che "in Norvegia qualcuno compri la spazzatura".

In realtà questo video non è allarmante soltanto perché rende evidente la distanza siderale fra la mentalità con la quale i norvegesi gestiscono il ciclo dei rifiuti e quella di noi italiani. L'elemento che più sconcerta è proprio la "sorpresa", il fatto che un semplicissimo sistema automatico di raccolta dei resi di vetro e plastica sembri una sorta di miracolo agli occhi degli italiani in visita nel paese nordico e a quelli di buona parte degli oltre 15 mila che hanno visualizzato il video su Youtube.

Il sistema che prevede un pagamento maggiorato con successivo rimborso per i vuoti a rendere non solo è diffuso in tutta Europa da anni (provate ad andare ad un concerto rock in Germania e a contare i bicchieri gettati a terra, semplicemente non ci sono), ma apparteneva anche alla nostra cultura fino a qualche decennio fa prima che si affermasse l'idea la spazzatura non ci riguarda, noi la dobbiamo soltanto buttare via, poi qualcuno "ci penserà". Quando inizieremo a smettere di sorprenderci per queste "testimonianze" forse potremo iniziare a "pretendere" un sistema di recupero dei vuoti delle bottiglie (e non solo) finalmente obbligatorio.

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