Bello il podcast di Umberto Galimberti, vi consiglio di sottoscriverlo. La puntata intitolata “Democrazia e retorica”, pone un problema di cruciale importanza: è praticabile la democrazia oggi, stante il livello di complessità della società ? Come esempio di questo problema, Galiberti si domanda se sia il caso o meno di riaprire le centrali nucleari o di accettare gli Ogm. Per decidere sulla base di argomenti reali e non retorici – spiega Galiberti – dovremmo essere fisici in un caso, e biologi molecolari nell’altro, entrambe condizioni necessarie per avere le competenze sufficienti per conoscere gli effetti di queste scelte. La tesi di Galimberti è che più aumenta la complessità della tecnica, più la democrazia entra in crisi, lasciando il passo a retori e sofisti che imboniscono le masse con effetti discorsivi. E la telecrazia è l’esempio compiuto di questo processo.
Personalmente credo che la tesi di Galimberti sia ineccepibile per quanto pessimista, anche se una soluzione forse c’è ed è responsabilità dei media e dei divulgatori attuarla. La soluzione è quella di spiegare con termini semplici, realtà complesse mettendo anche in non esperti in grado di prendere decisioni autonome e razionali su argomenti di vasta complessità .
Shangri-la
04 apr 2006 - 12:11 - #1Della complessità “La tesi di Galimberti è che più aumenta la complessità della tecnica, più la democrazia entra in crisi, lasciando il passo a retori e sofisti che imboniscono le masse con effetti discorsivi. E la telecrazia è l’esempio compiuto di questo…
Nicola
21 giu 2006 - 14:10 - #2La complessità è come l’ideogramma cinese di “Crisi”, composto da due simboli, ossia: pericolo e opportunità .
La complessità è un fenomeno strutturale ai fenomnei naturali - tutti - e non va quindi demonizzata come ha fatto la scienza ufficiale da quando Poincarè nel 1908 aveva già capito tutto diciarando la IMPREVEDIBILITA’ dei fenomeni ben descritti da equazioni ma di complessità superiore a 3 variabili!
La generazione degli scienziati degli anni ‘60-70 ha accettato questo nuovo rivoluzionario paradigma represso dalla scienza positivista e laplaciana.
Da allora la complessità è diventato il linguaggio “naturale” della Natura, e come ogni linguaggio…va studiato, ascoltato e compreso.
Oggigiorno serve una nuova cultura a tutti i livelli (mangeriale, politico, sociale) per ascoltare i “segnali deboli” dei sistemi complessi in evoluzione e lasciar “emergere” le evoluzioni di nostro interesse.
Ecco perchè è nato l’Ambiente di Lavoro Collaborativo in rete www.complexlab.com : proprio per favorire e stimolare l’emersione di Manager, Politici, Sociologi del Futuro!
C’è sempre da imparare per “cavalcare” la realtà complessa, anzichè subirla!
Buona navigazione!
Nicola
www.complexlab.com
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