Via le zavorre del consumismo sfrenato per scongiurare il medioevo energetico. Signori, il petrolio finirà e iniziamo a farci i conti. Questa la ricetta presentata da Luca Mercalli, climatologo e volto noto della Tv. Si badi bene che Mercalli predica bene e razzola meglio avendo già intrapreso con la sua famiglia un percorso di consumo etico delle risorse.
Dunque alla presentazione del suo nuovo libro Prepariamoci (ed. Chiarelettere euro 14 e che leggerò quanto prima) spiega, come riporta l’intervista raccolta da La Nuova Sardegna, che è giunto il tempo di riporre lussi e bagordi in un cassetto e di ripensare alla vita in maniera più naturale.
Prima considerazione: perché non siamo autonomi nella produzione di energia? Dice Mercalli.
Nella prima parte del mio libro analizzo questo dato. Dal fabbisogno di energia a quello della nutrizione. Nella seconda mi interrogo sul che fare. Nulla sarà più come prima. Bisognerà cambiare completamente approccio. Il che non vuol dire finire nel Medioevo, ma tornare ad apprezzare le cose semplici e buone della vita. Mica si deve avere per forza lo yacht o la casa da diciotto stanze per vivere bene. Queste sono cose instillate da una pubblicità che manda il mondo in visibilio con i politici accecati da idee di gigantismo.Bisogna iniziare ad attrezzarci a un futuro con meno energia, a cominciare dalla propria casa, magari con il solare, diventando autonomi. Cosa che qua in Sardegna è possibile da subito, invece chi lo sta facendo? I tedeschi, gli svedesi… Assurdo che l’Italia che aveva tutte le carte per questa transizione sia allo sbando. Dobbiamo così, con fatica, imparare dagli altri. Quando le cose andranno peggio, temo sarà la barbarie.
Rinunciare, rinunciare e rinuciare è questa la soluzione. Ma a cosa? Ovviamente al superfluo che anni di martellante marketing ci hanno convinto essere necessario. Procedere con i tagli gradualmente e non arrivare al punto in cui si dovrà eliminare tutto e subito.
Dice ancora Mercalli:
Quando le rinunce poi sono collettive e immediate si taglia tutto. Invece se sono calcolate e meditate, si salva ciò che merita e si getta la zavorra. O lo fai subito da solo o la nave affonda per tutti.
Veniamo al pratico e al fatto che siamo figli del gas di Putin e del petrolio di Gheddafi. Mercalli invita a darsi una mossa e a percepire che prima diventiamo energeticamente autonomi e meglio è. Siamo o no? o’Paese do’ Sole e dunque sfruttiamolo, perciò rileva:
Mi sorprende non vedere in Sardegna un uso massiccio del solare. Innegabile che per questa fonte energetica il Mediterraneo ci privilegi rispetto agli altri. I tedeschi ad esempio: ci mettono dai tre ai cinque anni in più, rispetto a noi, per ripagare lo stesso investimento. L’ Italia nelle fonti rinnovabili potrebbe giocarsi tanto del suo futuro. Non solo come business ma perchè questo genere di impresa migliora le condizioni di vita dei singoli. Da un lato fai economia e sale il Pil, dall’altro offri la possibilità a ognuno di essere sicuro per il futuro. Il giorno che Putin o Gheddaffi chiuderanno il rubinetto del gas non finirai più nel Medioevo perchè avrai la tua autonomia. Ma per farlo devi investire prima. Cioè adesso.
Via | La Nuova Sardegna
Foto | Flickr
gbettanini
15 ago 2011 - 18:11 - #1Tanto per dirne una… a casa mia essere autonomi con il solare per quanto riguarda l’energia elettrica vuol dire pagarsi di tasca propria un impianto fotovoltaico dotato di un poderoso sistema di accumulo dell’energia elettrica e staccarsi dalla rete.
A casa di chi racconta la ’storia dell’orso’ essere autonomi vuol dire farsi pagare dai propri vicini di casa (attraverso maggiorazione nelle loro bollette elettriche) 2-3 volte il costo dell’impianto in 20 anni e vuol dire rimanere collegati alla rete elettrica per prelevare energia (prodotta da fonti fossili) quando il sole non brilla.
Alla faccia dell’idea di ‘autonomia’.
mattspeen
15 ago 2011 - 22:55 - #2Conti alla mano
Consumo medio di una famiglia di 3 persone : 3.000 kW/h
Spesa annuo : 600 €
Spesa 20 anni : 12.000 € (senza considerare aumenti )
Produzione impianto fotovoltaico da 2,5 kWp : almeno 3.000 kW/h
Costo impianto : meno di 10.000 €
Pertanto anche senza incentivi considerando la vita utile superiore ai 20 anni e anche tenendo conto di calo di rendimento e spese accessorie una famiglia potrebbe già ora risparmiare qualcosa.
tassinarimauro
15 ago 2011 - 23:31 - #3Tanto per dirne un’altra (a Gbettanini)
Chi paga le guerre per il petrolio? (o gas o carbone o uranio)
Chi paga i malati di tumore?
…
Forse il FV conviene.
http://crisis.blogosfere.it/2011/08/peak-shaving-almeno-un-picco-lo-stiamo-sconfiggendo.html
Dr Papè
16 ago 2011 - 07:33 - #4ne dico una grossa: un grandissimo problema è che siamo troppi, troppissimi, su questa terra. secondo me una prima soluzione sarebbe una diminuzione della popolazione. per le altre specie animali esiste una sorta di “equilibrio tra domanda e offerta di risorse”, la legge della giungla. l’uomo con il suo intelletto è riuscito ad aggirare questa condizione, ma adesso si dovrebbe capire che è meglio smetterla di riprodursi il più possibile come gli animali, per conservare la specie, e sarebbe meglio usare l’intelletto anche per questo.
il problema delle rinnovabili, lo sappiamo tutti, è l’intermittenza e la non prevedibilità, ma anche il sistema fotovoltaico che funziona quando vuole lui aiuta a risparmire emissioni, quindi ben venga. in più i maggiori cosumi coincidono con il momento in cui il fotovoltaico funziona. investire sulle rinnovabili è un abbligo e ha ragione l’autore, si dovrebbe cominciare con qualche rinuncia alla vita super comoda che facciamo.
gbettanini
16 ago 2011 - 10:33 - #5@ tassinari
Vero, ma ci sono grandi semplificazioni…. anche considerando i prezzi di picco dell’energia elettrica di luglio hai voglia a definire il FV ‘conveniente’ e poi nessuno parla mai dei costi di sistema per dispacciare l’energia prodotta da fotovoltaico.
gbettanini
16 ago 2011 - 10:36 - #6@ Dr papè
Ha tratto ispirazione dal solito sconclusionato articolo di fondo del Prof.Sartori che compare immutato oramai da anni sul Corriere della sera il giorno di ferragosto?
trapanator
16 ago 2011 - 11:04 - #7@ Dr Papè: puoi iniziare tu. Smettendo di usare luce, ad esempio.
Costi occulti
16 ago 2011 - 11:15 - #8A propostito di costi occulti
http://mondoelettrico.blogspot.com/2011/08/tepco-paga-i-danni-causati-dalla.html
-
@Dr Papè
Hai ragione, ma ora che facciamo?
Ce lo dicevano già negli anni 70 (vedi “Limiti alla crescita”)
sandro-kensan
16 ago 2011 - 15:19 - #9«Ce lo dicevano già negli anni 70 (vedi “Limiti alla crescita”)»
abbiamo perso 40 anni…
Paolo C.
16 ago 2011 - 16:09 - #10Il prof. Mobus sul suo blog continua a ripetere che le rinnovabili non possono compensare il calo dei fossili:
Longtime readers will know that I have a very dim view of the magic of innovation finding some miraculous way around the Second Law of Thermodynamics. And you will also know that I have analyzed the likelihood of scaling up current known technologies such as wind and solar to supply our current and future needs, replacing and supplanting fossil fuels in time to prevent societal collapse, and found it extremely unlikely. All of these pundits are guilty of magical thinking and if they do have a clue, then they are lying through their teeth, telling people what they want to hear, probably just to keep their jobs as pundits.
As long as global net energy is in decline the economy will continue to contract in real wealth terms. We will not be able to generate more net wealth in the future because we don’t have the energy to do so. We will not be able to pay back debt created in the recent past nor being created now (both personal and national). We cannot go on pretending that the paper stuff we print or magically create through debt instruments, or appreciate via increasing demand, means that the GDP is growing. The real wealth of nations is declining and sooner or later, such as when we contemplate repairing or building new infrastructure, we are going to come face to face with this reality. The Chinese are currently working furiously to build some kind of infrastructure before the oil runs out. But even they are hitting limits and their mad rush will be unraveling within a decade I suspect, if it isn’t already.
ecc. ecc.
http://questioneverything.typepad.com/question_everything/2011/08/what-is-going-on.html
^^^^ a f f a r . i n f o ^^^^
16 ago 2011 - 16:26 - #11io sono al 100% d’accordo con chi vuole usare il solare a condizione che non chieda UN centesimo di incentivo statale e non venda l’energia in eccesso a 4+ volte il prezzo di mercato
_GhostRider_
16 ago 2011 - 18:38 - #12Caro ^^^^ a f f a r . i n f o ^^^^
Che bello dare aria hai denti..
Hai cannato e non di poco. L’incentivo potrebbe essere 4 volte qualcosa… Questo qualcosa poi lo dobbiamo ben definire.. visto che la corrente puo’ costare al consumatore finale da:
0.09 €
fino a quasi 0.45 €
Il costo industriale ovviamente è piu basso di 0.09 altrimenti in fascia bassa i produttori andrebbero in perdita.
Gli incentivi partono da 0.38.. quindi scegli di quale tariffa deve essere quattro volte.
Il secondo conto energia ha introdotto un meccanismo di calcolo del prezzo di acquisto che è praticamente ininterpretabile.. probabilmente nemmeno la scrittura cuneiforme è così incasinata. La morale però è stata che l’incumbent più grosso ha frignato fino a che non è stata introdotto il nuovo SSP che permette ad esso o chi per, di comprare da chi ha impianti FV ad un prezzo inferiore a quello di vendita e (ovviamente) di vendere l’energia al primo vicino di casa al prezzo di vendita guadagnando.
tkmatt
16 ago 2011 - 20:37 - #13secondo me qualunque discussione di faccia non si affronta il problema alla base di tutto e cioè il fatto che se vogliamo perpetuare la nostra specie abbiamo bisogno di un mix intelligente/interessante tra energia consumata/energia prodotta/costi ambientali della predetta. Se guardiamo all’energia consumata o caliamo i consumi unitari o diminuiamo le persone. Entrambe le soluzioni sono attuabili e hanno considerazioni economiche e umanistiche a corredo. Se guardiamo all’energia prodotta e ai costi ambientali della stessa possiamo parlare per secoli ma o troviamo un modo pulito di produrre tutta l’energia che ci serve oppure possiamo rimandare l’inevitabile ancora per qualche centinaio d’anni….ma poi? Insomma, per come la vedo io è un ginepraio nel quale districarsi senza farsi male è pressochè impossibile. Secondo la mia opinione la strada “meno dolorosa” è spingersi in avanti con la ricerca a livelli mai raggiunti prima. In questa società, dove l’aspettativa di vita nonostante l’inquinamento dell’aria e degli alimenti è cresciuta e dove ragionevolmente parlando da ora in avanti sarà difficile fare altri notevoli passi avanti (cura del cancro a parte e genetica a parte…) è necessario dirottare tutte le forze di tutti i paesi “industrializzati” nella ricerca di un modo pulito di produrre energia cosi come secondo me, nel frattempo sarebbe necessaria una gestione centralizzata dell’energia con un’autorità macroterritoriale (gestione energia europa occidentale, europa orientale etc etc) Qui intervengono considerazioni macroeconomiche interessanti che si mescolano apertamente con studi antropologici e che portano all’unica verità possibile per una perpetuazione della specie che sia sostenibile, sana ed “efficiente”. Bisogna abbandonare la strada del consumismo che il mondo ha preso dagli anni 40 sel secolo scorso in poi facendo leva sui piu bassi istinti della specie umana per imbroccare la strada della ricerca, della medicina e della sostenibilità interculturale e interraziale. Mettersi una mano sulla coscienza oggi e non decretare la fine della nostra razza con scellerate politiche economiche, energetiche e sociali. Qualcuno diverse decine di anni fa aveva ipotizzato un modello di società evoluta e ci aveva fatto un telefilm ed una serie di film….si chiama stra trek e, se lo volessimo, sarebbe una società alla portata se non dei nostri figli, quantomeno dei nostri nipoti…
boh1
16 ago 2011 - 23:08 - #14Gbettanini…non se ne esce , i governi devono drogare il mercato (anche aumentando le sovvenzioni ) fino a quando il FV diventa realmente conveniente (dopo anni di ricerce e concorrenza )
E’ lunica soluzione fattibile per garantirci un futuro di indipendenza energetica e non vogliamo accettare i rischi del nucleare in un paese dominato dalle P2..P3 ecomafie.
droghiamo il mercato pure nell agricoltura per rimanere indipendenti , non capisco perchè sia così immorale farlo per l energia.
Smettiamola di fare gli integralisti pro nucleare o pro qualcos altro.
il dovere politico, sociale ed ecologico della classe politica è spingere a tutti i costi lo sviluppo del FV , con i soldi delle nostre tasse senza sperperarli in altre mi**iate che non servono a nessuno se non ad ingrassre i conti miliardari delle solite clientele, punti sullo stretto , voragini nelle montagne per una linea ferroviaria che già esiste, nucleare e compagnia bella.
assocosma
17 ago 2011 - 09:52 - #15Il legno, fonte energetica ecologica,rinnovabile ed economica.
Il legno è una fonte energetica rinnovabilepresenta rischi nulli per l’ambiente durante
la produzione, il trasporto e lo stoccaggio.
Consuma un terzo dell’energia grigia richiesta dal gasolio.
Produce, se correttamente utilizzato,emissioni comparabili a quelle del gas
naturale, ma che non contribuiscono a creare l’effetto serra pechè fanno parte del ciclo naturale. Sostiene il miglioramento dei boschi, dato che la raccolta della legna migliora la convenienza economica delle utilizzazioni forestali e la sua corretta estrazione dai boschi avvantaggia l’ecosistema forestale.
Favorisce la cura e il miglioramento delle campagne, con la manutenzione delle siepi campestri, delle fasce fluviali e degli alberi stessi, una fonte energetica facilmente reperibile.
L’ITALIA è un paese ricco di boschi: secondo stime recenti i boschi coprono circa 9.000.000 di ettari, quasi un terzo del territorio italiano, ed ogni anno la superficie dei boschi si allarga in media di 30 milioni di mc all’anno, ne vengono raccolti solo 10 milioni. I boschi possono
essere coltivati per produrre legna da ardere, legna da lavoro ed anche in queste lavorazioni rimangono ingenti quantità di scarti di lavorazione da ardere
. Quando viene attuata una pratica razionale di taglio dei boschi non si applica una attività distruttiva, ma si aumenta il valore complessivo dei boschi.
Oltre ai boschi il legno si può produrre nei campi, le siepi,gli arbusti e gli alberi che crescono lungo i corsi d’acqua, residui di molte culture agricole, potature di alberi, vigneti, dal verde ornamentale, prodotti di rifiuto ecc., una stima realistica fa ammontare a 30.000.000 di mc l’anno di quantità di legno disponibile in Italia che potrebbe essere raccolto ed utilizzabile ai fini
energetici.
Cesare Teccolo
Fumista Assocosma
gbettanini
17 ago 2011 - 18:20 - #16@boh
Posto che in Italia si fa pochissima ricerca non mi è chiaro come la sterile installazione di pannelli Cinesi, Giapponesi, ameicani e tedeschi sul territorio possa rendere conveniente il FV…. a questo punto versiamo direttamente qualche miliardi di euro ai centri di ricerca stranieri. Se il nostro approccio verso il FV è questo tanto vale portare a zero gli incentivi e dotarsi di FV quando sarà conveniente (ovvero tra circa 20 anni) e anche allora con il FV non si potrà certo rendere indipendente il paese ma al massimo coprire i picchi nelle ore di punta.
Chi racconta che il FV è la soluzione racconta la storia dell’orso.
P.S. Il FV installato nel 2010 costerà agli italiani più di 40 miliardi di euro… all’incirca quanto ci costerà la manovra ‘lacrime e sangue’ di Tremonti sia nel 2012 che nel 2013.
_GhostRider_
17 ago 2011 - 21:36 - #17Bettanini.. di solito ti leggo volentieri.. ma ogni tanto cerchi di farla fuori dal vasetto. Sai anche tu che sono 40MLD in 20 anni e non in due, peraltro sterilizzati dell’inflazione e se sei informato come io penso sai anche che entro 10/15 anni il prezzo dell’energia si alzera’ non poco portandosi a spasso l’inflazione.
gbettanini
17 ago 2011 - 21:48 - #18@ Ghost
L’inflazione l’ho già contata altrimenti sarebbero 50. L’inflazione potrebbe impennarsi solo nel caso di uscita dall’euro… cosa piuttosto improbabile e comunque in quel caso il FV sarebbe l’ultimo dei problemi.
Prima di criticare i dati altrui farsi conti e leggere i giornali, la manovra di Tremonti non è da 40 Mld in 2 due anni…. è solo la manovra aggiuntiva che è da circa 45 Mld.
tassinarimauro
17 ago 2011 - 23:01 - #19@assocosma
Fai un calcolo:
Quanta terra bisogna riempire di alberi per produrre abbastanza legno anche solo per scaldarci?
_GhostRider_
18 ago 2011 - 10:02 - #20Bettanini.. la manovra del berluschino e’ di 115 MLD nel triennio 2011-2014. 38MLD annui dividendo bellamente per 3 ma ovviamente spalmati in modo differente per arrivare al pareggio di bilancio. Ti vorrei far notare che l’inflazione e’ al 2.3 % annuo nel 2011 con una forte recessione. La spinta degli energetici e’ stata del 15% abbondante sui carburanti e del 6% su elettricita’ e gas.
P.s. non partire dal presupposto che i tuoi interlocutori siano degli id1oti.
Dr Papè
18 ago 2011 - 18:13 - #21@ gbettarini
non ho mai letto niente di questo signore
@trapanator
quando posso faccio le scale, spengo la luce nelle stanze quanto non c’è nessuno e gratto il formaggio a mano. tu?
@assocosma
sono d’accordo con te sul legno. bisognerebbe vedere se un’economia basata sul legno sia davvero sostenibile e la corretta gestione dei boschi si monitorabile accuratamente, in italia ci sono più porci che persone
assocosma
30 ago 2011 - 22:57 - #22Il legno, fonte energetica ecologica,rinnovabile ed economica.
Il legno è una fonte energetica rinnovabile presenta rischi nulli per l’ambiente durante
la produzione, il trasporto e lo stoccaggio.
Consuma un terzo dell’energia grigia richiesta dal gasolio.
Produce, se correttamente utilizzato, emissioni comparabili a quelle del gas
naturale, ma che non contribuiscono a creare l’effetto serra pechè fanno parte
del ciclo naturale
Sostiene il miglioramento dei boschi, dato che la raccolta della legna migliora la convenienza
economica delle utilizzazioni forestali e la sua corretta estrazione dai boschi avvantaggia
l’ecosistema forestale.
Favorisce la cura e il miglioramento delle campagne, con la manutenzione delle siepi campestri, delle fasce fluviali e degli alberi stessi, una fonte energetica facilmente reperibile.
L’ITALIA è un paese ricco di boschi: secondo stime recenti i boschi coprono circa 9.000.000 di ettari, quasi un terzo del territorio italiano, ed ogni anno la superficie dei boschi si allarga in media di 30 milioni di mc all’anno, ne vengono raccolti solo 10 milioni. I boschi possono
essere coltivati per produrre legna da ardere, legna da lavoro ed anche in queste lavorazioni rimangono ingenti quantità di scarti di lavorazione da ardere. Quando viene attuata una pratica razionale di taglio dei boschi non si applica una attività distruttiva, ma si aumentail valore complessivo dei boschi. Oltre ai boschi il legno si può produrre nei campi, le siepi,gli arbusti e gli alberi che crescono lungo i corsi d’acqua, residui di molte culture agricole, potature di alberi,
vigneti, dal verde ornamentale, prodotti di rifiuto ecc., una stima realistica fa ammontare a 30.000.000 di mc l’anno di quantità di legno disponibile in Italia che potrebbe essere raccolto ed utilizzabile ai fini energetici.
Anche il legno può fare la sua parte come energia alternativa, sicuramente va usata legna dei nostri boschi, incentivandone la produzione.
Molto conveniente anche per i micro impianti , in Veneto oltre 400.000 famiglie usano stufe, caminetti e stufe a pellet per riscaldare la propria abitazione con un consumo medio annuo di 2.000.000 di mc di legna ecc……. dati di una recente ricerca condotta da APAT Lombardia.
Cesare Teccolo
Assocosma