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Decrescita felice e cambiamenti climatici: malintesi e rinnovabili

Pubblicato: 18 ago 2011 da Marina

Commenti dei lettori

decrescita felice o inutile?

E’ sempre un grande piacere leggere Guido Guidi sul suo Climate Monitor. Questa volta ad attrarre la mia curiosità sono due post che hanno per oggetto due malintesi. Il primo riguarda i cambiamenti climatici e decrescita felice e di come le rinnovabili non possano fare, nel mezzo, nessuna differenza. Il secondo malinteso riguarda la sensibilità del sistema Clima alle variazioni esterne, che per ora resta sconosciuta.

Posto che le emissioni di origine antropica sono pari al 4% del totale come possono influire queste, su un sistema seppur altamente sensibile (quanto non si sa, però) come quello climatico? Andiamo all’altro malinteso, il primo, quello sulla decrescita felice e l’uso di rinnovabili. Il mondo occidentale è già in decrescita, a crescere sono i Paesi in via di sviluppo. Scrive Guidi:

Gli RCP sfornati caldi caldi dall’IPCC parlano chiaro: per andare verso una società globale che riduca drasticamente le emissioni di gas serra, occorre perseguire la crescita economica. Deve diminuire l’intensità energetica (meno energia per unità di PIL), ma può raddoppiare o quasi la quantità di energia che useremo. Semplicemente – si fa per dire- essa dovrà arrivare sempre meno dalle fonti fossili e sempre più da fonti alternative. Tra queste, non sembra giochino un ruolo determinante le rinnovabili classiche, cioè eolico, fotovoltaico e geotermico.

Il ragionamento è semplice. In Occidente siamo già alla decrescita e dunque avremo disponibile più energia che proverrà da:

carbone seguito da gas naturale e biomasse. Non decisive, almeno così sembra le risorse rinnovabili.

Colgo dalle due analisi di Guidi, che è uno scettico intelligente, un principio secondo cui nessuno ci capisce seriamente di clima e cambiamenti climatici. Il che detto così ha tutto il sapore di un’amara, sconcertante, ma grande verità che porta in sè anche a una liberazione: siamo tutti sotto il Cielo. Il che se da un lato solleva dall’angoscia dall’altro può portare a uno strafottente menefreghismo ambientale.

Caro Maggiore Guidi il punto è proprio questo il che mi porta ad aggiungere un terzo malinteso ai due già elencati da Lei: essere scettici non vuol dire fregarsene dello stato di salute ambientale del Pianeta. L’aria pulita, il territorio sano, l’uso sapiente delle risorse dovrebbero essere un dovere e non un’opzione nelle nostre vite. So che lei da questo punto di vista è molto più ambientalista di tanti psuedo ambientalisti.

Foto | Climate Monitor

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20 commenti

Commenti dei lettori

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  • Paolo C.

    18 ago 2011 - 11:03 - #1
    1 punto
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    “nessuno ci capisce seriamente di clima e cambiamenti climatici.”

    Questo è purtroppo uno degli slogan preferiti dei deniers, e un alibi per l’inazione. Ma le cose stanno un po’ diversamente:

    http://www.skepticalscience.com/What_we_know_120711.html

  • Mauw

    18 ago 2011 - 11:56 - #2
    -1 punto
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    vero ….le cose stanno diversamente …..
    .
    LE LOBBY POLITICO AMBIENTALISTE stanno raggranellando MILIARDI DI DOLLARI …..con la BAGGIANATA COLOSSALE DEL RISCALDAMENTO GLOBALE .

  • Paol0

    18 ago 2011 - 12:39 - #3
    1 punto
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    ah, sì, certo, lo scioglimento dei ghiacciai e delle calotte polari, la deforestazione e la cementificazione del territorio sono un’illusione ottica. Non esistono. Sono balle delle lobby ecologiste. Parola di petroliere.
    Il fumo fa bene alla salute e la luna è quadrata.
    Una fesseria non è meno fesseria se la scrivi in stampatello.

  • Profilo di gbettanini

    gbettanini

    18 ago 2011 - 13:06 - #4
    -1 punto
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    Guidi è una persona intelligente, ironica ed autoironica che ravvisa che non si sono allo stato attuale evidenze scientifiche tali da giustificare il massiccio spreco di risorse per difenderci da presunti cambiamenti climatici di origine antropica. Ed ha perfettamente ragione.
    Dall’altra parte c’è chi con atteggiamento da ‘portatore della verità’ si illude che esista una linea di demarcazione tra cosa è ‘spreco’ e cosa non lo è e che si possa indicare ad una società come la nostra come ridurre in maniera organica i propri consumi (e quindi in soldoni come controllare dall’alto i consumi di un Paese)…. Anche se a molti la cosa dispiace non si può pensare che l’Italia possa andare avanti con un’economia pianificata di stampo sovietico basata su una ‘decrescita felice’ motivata da una generica lotta contro i cambiamenti climatici, questo pensiero è poco più di una religione new-age, affascinante ma nei fatti irrealizzabile. I consumi sono e saranno limitati dal reddito disponibile. Punto.
    Lo sviluppo REALE che abbiamo visto avvenire nei paesi occidentali negli ultimi 60 anni è dovuto all’iniziativa privata, il cui driver principale è la possibilità per il singolo di arricchirsi. Bisogna anche cercare di farsi una ragione del fatto che in un’economia di mercato, grazie appunto alla libera iniziativa, la ricchezza si può creare da zero e che i ‘ricchi’ non la sottraggono necessariamente al prossimo od ai paesi del terzo mondo… che poi in questi ultimi anni ci siano state speculazioni eccessive, errori di valutazione dei governi nazionali e sovranazionali non ci piove… ma i principi su cui si fondano le economie occidentali si sono dimostrati buoni e produttivi.
    Io a differenza dei ‘decrescisti’ mi preoccupo di quando il modello economico occidentale verrà adottato con completezza in Cina ed in India, in quel momento l’Europa Occidentale e gli Stati Uniti con tutta probabilità perderanno il loro primato.

  • Paolo C.

    18 ago 2011 - 13:31 - #5
    1 punto
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    @bettanini

    Le evidenze ci sono, e mi meraviglio delle uscite del ten. col., che stimavo (anni fa).
    Ma tant’è, a tutto si fa il callo.

    I deniers comunque non hanno da preoccuparsi: anche se a parole i governi sono pronti a riconoscre la realtà dell’AGW, di fatto non fanno e non faranno niente di veramente determinante per scongiurare il pericolo: potremo quindi goderne tranquillamente (si fa per dire) i nefasti effetti. E qui nel Mediterraneo abbiamo poltrone di prima fila…

  • Profilo di tassinarimauro

    tassinarimauro

    18 ago 2011 - 23:33 - #6
    0 punti
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    @Marina
    Forse tu non ci capisci nulla.
    Guidi dice “le emissioni di origine antropica sono pari al 4%”
    Ed allora sappi che variare (=aumentare) dell’4% l’effetto serra è già un disastro.
    Per capire l’importanza ed il peso dell’effetto serra basta osservare l’escursione termica su Marte.
    Invece di inventarti articololi puoi parlare di questo:
    http://blogeko.iljournal.it/2011/sindrome-giapponese-vapore-radioattivo-esce-dal-sottosuolo-di-fukushima/63167?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+Communicagroup+%28Communicagroup%29
    oppure questo:
    http://www.ilgiornale.it/esteri/giappone_tracce_radioattive_45_bambini/18-08-2011/articolo-id=540699-page=0-comments=1

    Quotone a Paolo.

  • Paolo C.

    18 ago 2011 - 23:58 - #7
    0 punti
    Up Down

    Infatti le emissioni antropiche bastano ad alterare l’equilibrio naturale:

    http://www.skepticalscience.com/human-co2-smaller-than-natural-emissions-intermediate.htm

    E c’è la nostra ‘firma’ (il rapporto isotopico del carbonio) ben evidente sul CO2 in eccesso.

  • Guido Guidi

    19 ago 2011 - 09:41 - #8
    0 punti
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    Ciao Marina, rieccoci qua.
    Rispondo prima alla tua analisi.
    Malinteso #1. Mi assumerei volentieri la paternità di quanto riportato su CM se potessi, ma non posso. Né può chi ha scritto l’articolo linkato. Quei grafici vengono dall’IPCC e sono di una chiarezza sconcertante. Per ridurre le emissioni, ovvero rientrare in un Low Emission Scenario (che serva o meno a mitigare l’AGW), serve un elevato livello di crescita che (secondo grafico) ovviamente è accompagnato da un aumento del fabbisogno energetico. Nelle proiezioni IPCC sembra che in quel fabbisogno la quota riservata alle rinnovabili sia molto bassa. Che questa crescita debba essere “sapiente” è scontato oltre che necessario, ma tornando al secondo grafico pare che l’IPCC pensi che in questa sapienza non rientrino (o rientrino poco) le attuali tecnologie rinnovabili. Pragmatismo? Ineluttabilità? Realismo? I dati sono lì.
    Malinteso #2. Le proiezioni climatiche, se accordate con le attuali osservazioni dell’OHC, rsituiscono l’immagine di un sistema fortemente meno sensibile ai forcing di quanto stimato, ergo, ammesso e non concesso che una quota significativa dell’attuale riscaldamento sia di origini antropiche, la quota che il futuro ci riserverebbe è molto meno “preoccupante” di quanto quelle stesse proiezioni dicano non tenendo conto di quello che è realmente accaduto. Anche quei dati sono lì.
    Sin qui il mio post. Ora il tuo, ovvero la tua conclusione, cioè la parte che mi è piaciuta di più. Le dinamiche del clima passate, presenti e future, non hanno nulal a che vedere con la salvaguardia dell’ambiente, non in senso strettamente fisico. E’ ovvio che fonti energetiche più pulite sarebbero più rispettose dell’ambiente, ma è anche ovvio in quanto documentato, che è proprio dove si sono sin qui più massicciamente impiegate le fonti “sporche” che c’è stata, grazie allo sviluppo economico che ne è derivato, la maggiore attenzione alle tematiche ambientali. E qui torniamo al problema del malinteso # 1. Serve uno sviluppo, intelligente ma uno sviluppo, non il suo contrario. Chi affronta con realismo i temi ambientali come mi capita spesso di leggere su queste pagine, sa che quella parte del movimento ambientalista che ipotizza la necessità di una decrescita è in errore. Oggi la nostra aria è più pulita di quella di ieri. Nei paesi occidentali c’è più verde di quanto ce ne fosse ieri. Certo, c’è ancora molto da fare, ma forse proprio per un uso sapiente delle risorse, sarebbe il caso di destinare quel poco che c’è (vista anche la contingenza economica mondiale) a questo genere di interventi piuttosto che ad un fantasioso tentativo di mitigare un clima che non è ancora chiaro se e quanto sia stato modificato. Qualcuno si è mai chiesto perché esista un commercio di quote di CO2 è non ne esista uno di polveri sottili? Per me è un mistero.
    E ora i commenti.
    Usare la versione in inglese del termine “negazionista” non indora la pillola. Se si vuole avere uno scambio di opinioni questi atteggiamenti devono essere evitati. ma qui sono ospite e quindi rispondo comunque.
    Ho notato che si è parlato di evidenze, tra queste la diminuzione della massa glaciale. Bene, quella è evidenza del riscaldamento, non delle sue origini. Se si assume come dogma che le origini siano antropiche il ragionamento regge, altrimenti no. Siccome nella scienza i dogmi ci stanno scomodi io preferisco essere scettico, altri facciano come credono. Si è parlato anche di deforestazione. Devo arguire che deforestare per produrre bio-combustibile come sta massicciamente facendo l’ecologissimo Brasile sia meglio che farlo per coltivare derrate alimentari. E noi tutti contenti compriamo e compreremo grandi quantità di quel combustibile per raggiungere i nostri obbiettivi di impiego di risorse energetiche alternative. Questo è un curioso modo di intendere la salvaguardia dell’ambiente.
    Chiedo scusa per la prolissità del mio intervento e, naturalmente, ti ringrazio per lo scambio di opinioni.
    A presto,
    gg

  • Paolo C.

    19 ago 2011 - 11:16 - #9
    1 punto
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    @Guido Guidi

    “Se si assume come dogma che le origini siano antropiche il ragionamento regge, altrimenti no.”

    Mi perdoni, ma a me sembra che sia lei quello che assume come dogma che il riscaldamento NON sia antropico. Se ha le prove in mano può proporle ad una pubblicazione peer-reviewed. Ma magari prima un rapido ripasso potrebbe esserle utile:

    http://www.skepticalscience.com/docs/Guide_to_Skepticism.pdf

    Distinti saluti

  • Guido Guidi

    19 ago 2011 - 19:49 - #10
    0 punti
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    @ Paolo
    Non è così. La faccenda del “very likely” non me la sono certamente inventata io. Ad ogni modo mi pare ci siano sul tavolo sufficienti argomenti di discussione, su cui mi pare si eviti prudentemente il confronto, e non c’è bisogno di continuare a postare link illuminanti che alla luce dei fatti così non sono, perché come li guardi li guardi, girano sempre intorno al very likely, appunto. Tempo fa su CM abbiamo lanciato una sfida (bonaria ma non troppo) per ottenere la segnalazione di un lavoro (uno) che attraverso la prova sperimentale, ovvero secondo il metodo scientifico e non attraverso l’impiego più o meno disinvolto di simulazioni, dimostri chiaramente l’ipotesi AGW. Niente da fare. E sai perché? Perché quel lavoro non esiste.
    Comunque qui siamo a casa di Marina, e non mi pare il caso di andare oltre. Credo di aver risposto nel merito del post, per tutto il resto possiamo continuare altrove quando vuoi, ma senza link però, con la propria testolina.
    gg

  • Paolo C.

    19 ago 2011 - 20:00 - #11
    0 punti
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    Ten.Col., credo che su quello le abbia già risposto ampiamente la Coyaud ma lei fa orecchie da mercante.

    Mi dispiace che i preconcetti la offuschino a tal punto.

    Mi stia bene.

  • Profilo di tassinarimauro

    tassinarimauro

    19 ago 2011 - 22:00 - #12
    0 punti
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    “Oggi la nostra aria è più pulita di quella di ieri.”
    ???????????????????????????????!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  • Paolo C.

    20 ago 2011 - 10:55 - #13
    0 punti
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    Marina, ti segnalo che negli States si sta giocando una battaglia decisiva per il futuro del clima:

    http://thinkprogress.org/romm/2011/08/19/299697/mckibben-on-tar-sands-action-the-largest-collective-act-of-civil-disobedience-in-the-history-of-the-climate-movement/

    Secondo James Hansen - ottimista come sempre… - se il progetto dovesse passare significherebbe che la partita è chiusa.

  • Guido Guidi

    20 ago 2011 - 14:49 - #14
    -1 punto
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    @Paolo
    Dai link agli starnazzi. Un pensiero tuo si può avere? O devi necessariamente usare i preconcetti altrui?
    @Mauro
    Ieri non e’ l’altro ieri, cioè quando si campava di caccia e bacche. Gli aerosol da combustione in occidente sono diminuiti e anche tanto. Altrimenti chi sostiene l’AGW non sarebbe andato a cercare quelli cinesi e indiani per giustificare il fatto che la temperatura abbia smesso di crescere. Curiosamente, e’ contestualmente esplosa l’aspettativa di vita. Ma capisco che questo possa essere considerato un dettaglio.
    gg

  • Paolo C.

    20 ago 2011 - 17:01 - #15
    1 punto
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    @Guidi

    Si calmi, io aspetto ancora di leggere qualcosa di suo che non riprenda gli starnazzi di Spencer, Watts & BigOil, che dovrei dire?

  • Guido Guidi

    21 ago 2011 - 11:26 - #16
    0 punti
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    No vabbe’ BigOil. Meglio lasciar perdere dai, così non si va da nessuna parte.
    Saluti.

  • Profilo di fabio-a

    fabio-a

    22 ago 2011 - 12:19 - #17
    0 punti
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    @Guido Guidi

    “Oggi la nostra aria è più pulita di quella di ieri. Nei paesi occidentali c’è più verde di quanto ce ne fosse ieri.”

    Mi piacerebbe sapere a quale “ieri” si riferisce Guido Guidi, ed a quale occidente. Riesco a malapena a trattenere una fragorosa risata isterica di fronte a queste affermazioni, per le quali a questo punto mi aspetto che Guido Guidi produca eloquenti dati statistici a supporto.

  • Guido Guidavo

    22 ago 2011 - 14:56 - #18
    0 punti
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    Bene bene.

  • Profilo di filippo-riccio

    filippo-riccio

    23 ago 2011 - 10:47 - #19
    0 punti
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    @fabio-a
    Sinceramente ci siamo rotti le palle di dover riaffermare continuamente cose risapute. L’inquinamento di aria, laghi, fiumi e mari in Italia (e in occidente in generale) è in miglioramento da anni grazie al miglioramento della tecnologia e alla maggior attenzione all’ambiente… Andate a cercarvi i dati invece di dare meni a chi non pronuncia il mantra “l’inquinamento aumenta per colpa del cattivo capitalismo occidentale”.

  • Profilo di filippo-riccio

    filippo-riccio

    23 ago 2011 - 11:49 - #20
    0 punti
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    Per non parlare del miglioramento in Europa dell’est dopo il crollo dell’impero sovietico.