Decrescita felice e cambiamenti climatici: malintesi e rinnovabili

decrescita felice o inutile?

E' sempre un grande piacere leggere Guido Guidi sul suo Climate Monitor. Questa volta ad attrarre la mia curiosità sono due post che hanno per oggetto due malintesi. Il primo riguarda i cambiamenti climatici e decrescita felice e di come le rinnovabili non possano fare, nel mezzo, nessuna differenza. Il secondo malinteso riguarda la sensibilità del sistema Clima alle variazioni esterne, che per ora resta sconosciuta.

Posto che le emissioni di origine antropica sono pari al 4% del totale come possono influire queste, su un sistema seppur altamente sensibile (quanto non si sa, però) come quello climatico? Andiamo all'altro malinteso, il primo, quello sulla decrescita felice e l'uso di rinnovabili. Il mondo occidentale è già in decrescita, a crescere sono i Paesi in via di sviluppo. Scrive Guidi:

Gli RCP sfornati caldi caldi dall’IPCC parlano chiaro: per andare verso una società globale che riduca drasticamente le emissioni di gas serra, occorre perseguire la crescita economica. Deve diminuire l’intensità energetica (meno energia per unità di PIL), ma può raddoppiare o quasi la quantità di energia che useremo. Semplicemente – si fa per dire- essa dovrà arrivare sempre meno dalle fonti fossili e sempre più da fonti alternative. Tra queste, non sembra giochino un ruolo determinante le rinnovabili classiche, cioè eolico, fotovoltaico e geotermico.



Il ragionamento è semplice. In Occidente siamo già alla decrescita e dunque avremo disponibile più energia che proverrà da:

carbone seguito da gas naturale e biomasse. Non decisive, almeno così sembra le risorse rinnovabili.

Colgo dalle due analisi di Guidi, che è uno scettico intelligente, un principio secondo cui nessuno ci capisce seriamente di clima e cambiamenti climatici. Il che detto così ha tutto il sapore di un'amara, sconcertante, ma grande verità che porta in sè anche a una liberazione: siamo tutti sotto il Cielo. Il che se da un lato solleva dall'angoscia dall'altro può portare a uno strafottente menefreghismo ambientale.

Caro Maggiore Guidi il punto è proprio questo il che mi porta ad aggiungere un terzo malinteso ai due già elencati da Lei: essere scettici non vuol dire fregarsene dello stato di salute ambientale del Pianeta. L'aria pulita, il territorio sano, l'uso sapiente delle risorse dovrebbero essere un dovere e non un'opzione nelle nostre vite. So che lei da questo punto di vista è molto più ambientalista di tanti psuedo ambientalisti.

Foto | Climate Monitor

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