Bonificare Priolo e Gela: benefici per 10 miliardi di euro


Priolo e Gela, due siti da sottoporre a bonifica ambientale. Bisogna farlo e farlo al più presto possibile. Sembra un'affermazione ovvia, ma fra le ragioni c'è anche la questione economica. I risultati di una ricerca condotta dell’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche (Ifc-Cnr) di Pisa e della London School of Hygiene and Tropical Medicine dimostrano che le centinaia di milioni di euro necessari ad una completa bonifica ambientale sarebbero meno del 10% di quanto si potrebbe risparmiare in termini di beneficio complessivo per la popolazione.

L'analisi costi-benefici parla chiaro 3,6 miliardi di euro per il sito di Priolo e 6,6 miliardi di euro per il sito di Gela contro i 774,5 milioni di euro necessari per la bonifica del primo sito e i 127,4 milioni di euro per il secondo. Nell'analisi sono considerati, e sarebbe una mostruosità se non fosse così, oltre i costi sanitari diretti ed indiretti e alla perdita produttività, anche i costi non materiali come ad esempio il dolore, la paura e lo stress. Secondo le stime si potrebbero evitare 47 casi di morte prematura, 281 casi di ricoveri ospedalieri per tumori e 2.702 ricoveri ospedalieri per tutte le cause e non ci sono sorprese ricordando precedenti studi sull'impatto degli inquinanti in quelle zone.

Nel 1998 le due aree furono inserite nella lista dei primi 15 siti di interesse nazionale per le bonifiche (SIN), ma ancora oggi non si è arrivati ad un vero risanamento. Quantificare i risparmi economici connessi alle bonifiche, ce lo si augura, dovrebbe rappresentare uno stimolo ad investire per riparare a danni prodotti da decenni di sviluppo industriale dissennato e irresponsabile.

Fabrizio Bianchi, dirigente della ricerca per Ifc-Cnr ha spiegato:

La ricerca non intende monetizzare il rischio e tanto meno il danno alla salute, ma fornire stime economiche basate su dati epidemiologici per definire piani di bonifica di lungo respiro e adeguatamente finanziati che, oltre a rappresentare un beneficio netto per l’ambiente e la salute, potrebbero dare sbocchi positivi sul piano dello sviluppo tecnologico ed occupazionale.

Il pdf con alcuni stralci della ricerca in oggetto è disponibile qui.

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