
Le Tar Sands, la “nuova fonte di petrolio“, le sabbie bituminose che dimostrano la follia del sistema di approvvigionamento di petrolio che ignora i costi ambientali enormi (4 volte le normali estrazioni), suscitano proteste eclatanti negli Stati Uniti. Gli ambientalisti americani si scagliano contro Keystone XL il nuovo oleodotto che dalla regione di Alberta in Canada dovrebbe trasportare a regime 800 mila barili al giorno e che costerà 7 miliardi di dollari.
Non soltanto il petrolio estratto dalle Tar Sands è devastante per l’ambiente, ma la costruzione di questo oleodotto rischia di contaminare anche i terreni di 6 stati americani (Montana, South Dakota, Nebraska, Kansas e Oklahoma fino alle raffinerie texane) e di tre contigui che rischiano di essere coinvolti. Gli ambientalisti stanno mettendo in scena un sit in pacifico di fronte alla Casa Bianca, e hanno in programma di andare avanti ancora per 10 giorni, così la polizia ha iniziato ad effettuare i primi arresti. La decisione finale sulla costruzione di Keystone XL arriverà entro la fine dell’anno, ma dalla burocrazia per ora non è arrivato alcuno stop e il progetto è considerato “a basso impatto ambientale”.
Via | PBS
Paolo C.
01 set 2011 - 11:35 - #1Un bell’articolo sull’impatto delle tar sands sul clima:
http://www.skepticalscience.com/tar-sands-impact-on-climate-change.html
albertoricci
01 set 2011 - 14:26 - #2eppure basterebbe cosi’ poco…
date un’occhiata qui!
http://www.molecularlab.it/omgscience/?p=826
_medo
01 set 2011 - 21:43 - #3Ancora un po’ di anidride carbonica e di metano nell’atmosfera e l’effetto-serra diventa irreversibile. Evvai. Dai industria, dai.
Mauriziosat,9
01 set 2011 - 21:50 - #4MA CERTO …..facciamo a meno del petrolio , del gas , e di tutto il resto ….
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VIVIAMO DI SOGNI E DI BUONI SENTIMENTI ……
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ma crescete un po .
Paolo C.
02 set 2011 - 11:16 - #5@Mauriziosat
Qui nessuno s’illude: si continuerà a sfruttare i combustibili fossili finché sarà possibile. E se ne sconteranno, ovviamente, le conseguenze.
tassinarimauro
02 set 2011 - 14:07 - #6@albertoricci
E vero, le luci (ovviamente) non sono gratis.
Ma quell’articolo è pieno di gravi errori, non lo citare più.
Lo dico anche per te per evitare brutte figure.