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Francesi incazzati con i tedeschi per l'uscita dal nucleare. E gli italiani ci intingono il biscotto

Pubblicato: 04 set 2011 da Marina

Commenti dei lettori

francesi incazzati con i tedeschi per l'uscita dal nucleare

Stimolata dai vostri commenti sono andata a approfondire la questione del calo del PIL tedesco. Come possibile causa viene indicata dal Corriere l’ uscita dal nucleare della Germania. L’articolo del Corriere da voi citato riprende (con comodo) un po’ quanto scritto dalla stampa estera, 24h prima. La notizia di prima mano nonché fonte è del 1° settembre e arriva dal Destatis, l’Ufficio federale delle Statistiche in merito al resoconto dell’andamento economico tedesco del secondo trimestre di quest’anno.

Un giorno prima del Corriere scrive La Tribune:

La moratoria delle sette più vecchie cenrali nucleari decisa da Angela Merkel all’indomani della catastrofe nucleare di Fukushima ha frenato sostanzialmente la domanda del secondo trimestre. E’ questa l’opinione dell’Ufficio federale delle Statistiche contestualmente alla pubblicazione delle cifre del PIL da marzo a giugno.

Mi sono letta il comunicato stampa del Destatis (in inglese) ma la versione data è un bel po’ diversa. Scrivono i tedeschi:

Ha avuto un notevole effetto la ritirata tedesca dal nucleare: poca esportazione e molta importazione per soddisfare la domanda. Nel trimestre di confronto il saldo delle esportazioni e delle importazioni ha avuto un impatto complessivamente negativo sul PIL (-0,3 punti percentuali). Il forte aumento delle importazioni, tuttavia, ha portato anche ad un livello più in alto delle scorte (contributo alla crescita del PIL: +0,7 punti percentuali). Nel complesso, vi è stato anche un aumento di investimenti fissi lordi.

Io ho solo capito che i francesi sono tremendamente incazzati con i tedeschi. L’uscita dal nucleare è una gran rogna politica. Interna, perché costringe (per ora) la Germania a prendere gas da Putin; Estera perché se la Germania potenza economica e industriale, dimostra di riuscire a andare avanti senza energia nucleare che speranza hanno in Francia di continuare a sostenere la loro economia sul nucleare? In effetti La tribunetrancia l’analisi concludendo che se la Germania non si sbriga a trovare alternative energetiche al nucleare avrà problemi di approvvigionamento.

In mezzo noi italiani, che un po’ per interesse e un po’ perché ci piace intingere il biscotto, la buttiamo in caciara e proviamo a sollevare improbabili discussioni e opinioni in questa mezza catastrofe economica che stiamo vivendo: siamo o no il Paese in cui ci sono, assieme a 60 milioni di CT, anche altrettanti Premier?

Foto | Flickr

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8 commenti

Commenti dei lettori

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  • no_alla_mafia

    04 set 2011 - 15:26 - #1
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    Si, dobbiamo andare ASSAI piu’ a fondo, nella questione.
    Anzitutto mi viene assai difficile credere che QUALSIASI decisione possa avere effetti tanto immediati; qualcuno che è svelto di penna piu’ di me potrebbe calcolarsi facilmente quanto davvero HA INCISO (nel trimestre passato) una decisione che avrà in effetti solo valor pratico nel futuro. (Per il momento si sono limitati a NON RIACCENDERE due centrali ferme da tempo).
    Ma la cosa che mi fa tremendamente suonare i campanellini di allarme è l’affermazione, contenuta nello stesso articolo, che le decisioni della Cancelliera avrebbero fatto ‘diminuire il fabbisogno’: opperbacco… non avevo letto che la Merckel andasse in giro a spengnere interruttori! Casomai, per effetto di una decisione come quella di cui si sta parlando, diminuirà la PRODUZIONE, non il FABBISOGNO.
    Tutto l’articolo gronda di faciloneria e sensazionalismo… andiamo a fondo, ne vale la pena.

  • SuperBlog

    04 set 2011 - 16:12 - #2
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    Come al solito, sono necessarie le catastrofi affinché si sistemino un po’ le cose…

  • Profilo di gbettanini

    gbettanini

    04 set 2011 - 19:23 - #3
    -1 punto
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    Questa cosa è talmente positiva per l’economia tedesca che Bayer e Mercedes minacciano di delocalizzare…..
    http://www.economist.com/node/21525970

  • robertok06p

    04 set 2011 - 22:51 - #4
    0 punti
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    Salve:

    per chi volesse controllare in tempo reale quali paesi importano o esportano e da/verso chi… www.entsoe.net . Basta iscriversi (nome utente e password) e poi si possono vedere gli export/import di tutti i paesi UE (e anche altri).
    La Germania e’ passata da essere un esportatore netto di elettricita’ a importatore, e in grande quantita’. Resta solo da vedere cosa succedera’ a dicembre, quando i consumi elettrici sono massimi, le giornate sono corte (e i 20 GWp di FV non producono quasi nulla neanche se c’e’ sole) e il vento puo’ mancare.
    La risposta, ovvia, e’ e sara’: mettere in linea quanto prima possibile una quindicina di GW di potenza elettrica da carbone e gas naturale. L’ambiente ringrazia.

    Roberto

  • robertok06p

    04 set 2011 - 23:31 - #5
    0 punti
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    “Io ho solo capito che i francesi sono tremendamente incazzati con i tedeschi. ”

    Hai capito male, malissimo!
    EDF sta facendo soldi a pa-la-te!

    Da gennaio a luglio 2010 la Francia ha importato (bilancio import/export) dalla Germania 4078 GWh, quest’anno ha esportato sullo stesso periodo di 7 mesi 2138, praticamente tutti da meta’ marzo, quando hanno fermato gli 8 reattori.

    I grandi produttori elettrici tedeschi E.On, Tennet, RWE, etc… sono passati dal vendere ai francesi 4 miliardi di kWh a doverne comprare piu’ di 2, da una ventina di miliardi di Euro di vendite a 10 e piu’ di acquisti!… -30 miliardi di Euro sulla bilancia dei pagamenti del paese.

    E’ chiaro che chi e’ incazzato parla tedesco, non francese… come indica chiaramente l’articolo dell’Economist citato da Bettanini.

    Saluti,

    Roberto

    Link: vedasi nota *** al quadro titolato “ECHANGES CONTRACTUELS D’ELECTRICITE TRANSFRONTALIERS”
    http://www.rte-france.com/uploads/Mediatheque_docs/vie_systeme/mensuelles/2011/apercu_energie_elec_2011_07.pdf

  • Profilo di fabio-a

    fabio-a

    05 set 2011 - 10:56 - #6
    0 punti
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    EDF non può certo produrre più energia di quanta ne producesse 3 mesi fa, ergo se sta facendo “soldi a palate” è solo perché quest’energia la sta vendendo non più tanto sottocosto, di notte, come fa con l’Italia, ma di giorno, alla Germania.

    Rimane il fatto che se l’Europa non è ancora collassata per carenze di energia, l’energia prodotta in Europa è del tutto sufficiente ai fabbisogni dell’Europa stessa, e che quindi quelle centrali non erano necessarie.

    Corrigeretemi se sbaglio.

  • robertok06p

    05 set 2011 - 19:27 - #7
    0 punti
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    Salve:

    correzione a me stesso… ieri sera ho scritto di fretta, prima di andare a letto… errore madornale.

    I numeri, le cifre che ho scritto devono esere divise per 100, ovviamente. Ho fatto i calcoli come se il kWh elettrico costasse 1 Euro… ovviamente costa 5 centesimi.
    Quindi perdite per i produttori tedeschi di 300 milioni di Euro su 7 mesi, cioe’ piu’ di mezzo miliardo di Euro su base annua.

    Roberto

  • robertok06p

    05 set 2011 - 19:29 - #8
    0 punti
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    @fabio-a

    La Francia NON, ripeto N*O*N vende elettricita’ all’Italia solo di notte, questa e’ una leggenda metropolitana perpetuata da certa stampa “ambientalista”, specialmente in periodo referendario, qualche mese fa.
    Se vai sul sito da me indicato, di ENTSOE, vedrai che l’Italia importa direttamente dalla Francia e indirettamente dalla Francia via Svizzera, 24 ore al giorno, 365 giorni anno. Da anni, come puoi verificare facilmente.

    E non lo fa ne’ lo ha mai fatto “sottocosto”.
    La Francia vende l’elettricita’ a prezzi ben piu’ alti di quanto gli costi produrla (il nucleare ha il costo di produzione piu’ basso in assoluto), ovviamente anche con i loro margini di guadagno a noi costa di meno che non produrcela in casa col gas naturale importato dalla Russia o dall’Algeria… non a caso abbiamo la corrente elettrica fra le piu’ care al mondo (secondi solo alla “verde” Danimarca).

    Saluti,

    Roberto

    P.S.: quanto alla sufficienza delle centrali… certo, la Germania ha, come tutti i paesi, un surplus di produzione… ma di che tipo? Centrali a carbone, o peggio ancora a lignite, a 1300 gr CO2/kWh… o a olio combustibile, come accade da noi, con deroghe di emissioni sopra i limiti di legge a patto di generare per meno di tot ore/anno… non lo chiamerei un successo, considerato che il nucleare produce zero CO2 alla centrale, le sole emissioni avvengono per il ciclo del combustibile e in maniera molto minore per la costruzione della centrale stessa. Eppure, mi pareva che ci fosse un mantra “ambientalista” sotto il nome in codice “20-20-20″… che diceva che bisognava ridurre le emissioni di gas a effetto serra entro il 2020… vedrai come NON riusciranno a farlo adesso!