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Elezioni 2014: Green Italia – Verdi europei senza seggio annunciano ricorso

Sebbene in Europa i Verdi abbiano ottenuto un grandissimo successo con 55 seggi, divenendo il quarto partito al Parlamento, in Italia hanno invece perso. Per questo hanno annunciato ricorso al TAR per superare lo sbarramento del 4%

Angelo Bonelli coportavoce dei Verdi italiani con i coordinatori di Green Italia Monica Frassoni e Fabio Granata hanno annunciato che presenteranno ricorso al Tribunale civile di Venezia per ottenere che almeno 1 seggio dei Verdi al parlamento Europeo sia a rappresentanza italiana:

Siamo sicuri che con i nostri ricorsi riusciremo a far saltare lo sbarramento del 4% e a portare all’Europarlamento un rappresentante degli ecologisti italiani che siederà nel gruppo dei Verdi europei. Nei prossimi giorni impugneremo i verbali di proclamazione degli eletti in attesa che la Corte Costituzionale, adita proprio sull’europorcellum dal Tribunale civile di Venezia, si pronunci sulla questione dello sbarramento.

La tornata elettorale per le Europee 2014 ha portato 55 seggi ai Verdi grazie alla guida della tedesca Ska Keller e ponendoli come quarto partito e dunque interlocutore per la coalizione che si andrà a Formare. Il risultato è storico perché dal 2009 la presenza dei Verdi a Bruxelles è stata in continua ascesa. Il partito è molto forte in Germania Paese che ha espresso 11 parlamentari; anche l’Irlanda dopo anni di assenza ha eletto un rappresentante ma il successo è stato ottenuto anche in Ungheria, Croazia e Spagna. A mancare all’appello però la presenza italiana che Verdi Italiani e Green Italia hanno così spiegato:

Le elezioni per il rinnovo dell’Europarlamento segnano per i Verdi europei un risultato globalmente positivo perchè gli ecologisti confermano la loro centralità nel Parlamento di Bruxelles: dunque i candidati alla presidenza della Commissione che vorranno il nostro voto dovranno confrontarsi con le nostre proposte che ruotano intorno al tema del Green New Deal, agli investimenti nelle tecnologie e nelle energie verdi per uscire dalla crisi, al’utilizzo dei fondi europei per avviare bonifiche e processi di conversione industriale, oltre ad una forte spinta alla riforma del funzionamento delle istituzioni europee. In Europa i Verdi ampliano la loro rappresentanza all’Ungheria e alla Croazia, rafforzandosi anche in Germania, in Spagna e nei paesi nordici. In Francia e in Germania il risultato è migliore rispetto a quello delle elezioni nazionali dello scorso anno. In Italia, l’estrema polarizzazione tra Renzi e Grillo e la sostanziale cancellazione, durante la campagna elettorale, dalla maggior parte dei media, ha sicuramente penalizzato la lista Green Italia Verdi Europei. La scommessa vinta da Renzi di gridare al pericolo Grillo e la grancassa mediatica ha annullato ogni dibattito sui temi veri dell’Europa, che pero’ saranno all’ordine del giorno da oggi: revisione dei criteri di Maastricht, energia, OGM, unione bancaria, ma anche le decine di violazioni delle regole in materia di inquinamento industriale, a partire dall’ILVA di Taranto e della Terra dei Fuochi.

A mancare ai candidati ecologisti anche il sostegno economico:

Con una campagna elettorale ‘no-cost’, costata meno di 30 mila euro e una squadra di candidati, volontari e attivisti mobilitati e coesi, nonostante un’oscuramento mediatico fortissimo nei nostri confronti ci sentiamo pronti a ripartire, consapevoli che il potenziale di un soggetto politico ecologista in Italia è ben al di sopra del risultato raggiunto la scorsa notte.

Condivisibili alcuni delle motivazioni che hanno portato a questa nuova disfatta (la precedente è avvenuta alle politiche 2013) ma molte ragioni sono probabilmente da ricercare nei metodi scelti per la comunicazione e per la lontananza dai movimenti grassroots spontanei, che pure sono vivi in Italia (vedi movimenti per l’acqua e no carbone) che si riconoscono piuttosto nel voto ai grillini che non nei rappresentanti dell’ambientalismo storico (o datato?) italiano.

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