Virunga: a Cinemambiente la sporca guerra del petrolio in Congo

Nell’emozionante film di Orlando von Einsiedel, il conflitto fra i ranger del parco congolese e le milizie armate sovvenzionate dall’industria del petrolio che mettono in pericolo la sopravvivenza dei gorilla di montagna

A Virunga si sta combattendo una guerra della quale pochi organi di informazione stanno parlando. I due schieramenti che si trovano l’uno di fronte all’altro sono il paradigma di due concezioni del mondo: quella che sostiene il profitto e il presente e quella che difende la natura e il futuro. Il film Virunga di Orlando von Einsiedel che ha inaugurato Cinemambiente 2014 non è un documentario come tutti gli altri. Non lo è per la capacità di sconfinare fra territori stilistico-argomentativi diversi e non lo è per la disinvoltura nel montare immagini acquisite nelle situazioni e con gli strumenti più diversi.

Perfetta sintesi fra documentario naturalistico e reportage di guerra, Virunga è anche inchiesta giornalistica di altissimo livello con infiltrati che rischiano grosso, in prima persona, per trovare prove sulla sporca guerra condotta dalla Soco per impossessarsi del territorio del parco congolese e avviare un sistema di estrazione del petrolio su larga scala.

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Primo parco nazionale africano a essere fondato nel 1925 e patrimonio dell’umanità dell’Unesco dal 1979, Virunga conserva una delle più ricche biodiversità di tutto il Pianeta, oltre a essere l’ultimo grande rifugio dei gorilla di montagna. Protagonisti di questo conflitto che da alcuni anni insanguina il Paese sono i ranger che tentano di proteggere la fauna e le milizie armate (M23), sovvenzionate dai colossi del petrolio e appoggiate da fronde del governo congolese che tentano di impossessarsi delle risorse naturali che questo territorio di ottomila kmq custodisce.

Sono già 140 i guardiaparco che sono morti nel tentativo di difendere le numerose specie del parco, in particolar modo i gorilla di montagna dei quali rimangono solamente 800 esemplari.

Il bracconaggio degli elefanti fornisce lucro ai cacciatori con la vendita dell’avorio, ma le uccisioni dei gorilla hanno un unico scopo: quella di rendere vana la difesa del parco. Una logica crudele della quale von Einsiedel restituisce tutta la durezza con una pulizia dell’immagine e una maestria del montaggio che coinvolgono lo spettatore quanto e forse più di un action movie.

Incurante delle conseguenze sull’ambiente e della legge congolese che proibisce qualsiasi attività di sondaggio e di estrazione nelle aree naturalistiche protette, la Soco plc promette scuole e servizi, ai contadini la possibilità di coltivare dopo che il parco sarà declassato. Per raggiungere i suoi obiettivi, la Soco corrompe il personale del parco, cerca di mettere i ranger contro il direttore del parco Emmanuel de Merode, finanzia le operazioni di tipo militare del gruppo di ribelli M23.

Lo scorso 15 aprile Emmanuel de Merode è stato colpito durante uno scontro a fuoco. Fortunatamente è sopravvissuto e dopo un mese è tornato a lavorare in prima fila per la difesa della natura, perché la difesa del parco – come dice lo stesso de Merode nel film – è la difesa di tutta la natura del Congo e, in un’ottica di più larga scala, di tutta la preziosità della natura africana:

Se falliamo, perdiamo Virunga ma sicuramente perderemo tutti gli altri parchi in Congo. Tutti gli altri parchi cadranno perché tutti diranno: “Non volete che si estragga petrolio qui, ma lo avete permesso a Virunga”. Se falliamo qui, tutto il settore della conservazione in Congo cadrà. Sarà un disastro,

dice de Merode nel dialogo più intenso del film.

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Virunga, parla il regista Orlando von Einsiedel


Dopo avere raccolto un lungo applauso, il regista Orlando von Einsiedel ha raccontato la genesi del suo film:

Nel 2012, in un breve periodo di pace del Congo, volevo raccontare una storia di speranza, partendo proprio dalla figura dei guardiaparco, impegnati nel ricotruire un paese martoriato da due decenni di conflitti. Dopo sole quattro settimane, però, sono ricominciati gli scontri, sono arrivate le milizie e il film ha preso una piega diversa.

WWF sta conducendo una battaglia a sostegno del Parco di Virunga e il suo ufficio di Goma ha già ricevuto diverse minacce di morte. La denuncia di WWF ha già coinvolto WTO, Unione Europea, il governo britannico e alcuni premi Nobel, la petizione online ha già ricevuto 750mila firme, ma la battaglia va avanti. Soprattutto grazie al coraggio delle persone che von Einsiedel ha incontrato nel suo film:

Sono le persone più oneste e rette che io abbia mai incontrato. Nonostante 20 anni di guerra civile e 140 morti fra i guardiaparco, i ranger continuano a portare ottimismo e speranza nel futuro del proprio paese.

Il regista ha inoltre ricordato come un quarto delle azioni della Soco plc siano di proprietà italiana. Al di là di questo il dibattito su Virunga va ben oltre gli ottomila kmq in cui è circoscritta l’azione del film: allo stato attuale delle cose non c’è niente di più glocal di una qualsiasi battaglia fra profitto e ambiente.

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Foto | Virunga Movie

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