
Nessuno pensava che in questa coda d’estate 2011 arrivassero gli espropri, anzi “comunicazioni di procedimento propedeutico all’espropriazione”, come scrive Eurolink nel suo avviso per avviare le procedure di costruzione del Ponte sullo Stretto. Si attendevano i fondi Cipe che secondo quanto dichiarato dalla Società Ponte di Messina sarebbero arrivati solo a fine settembre. Anzi in quest’ottica di chiaroveggenza anche la Regione Calabria si porta avanti con il lavoro che ci sarà da fare per il Ponte sullo stretto e finanzia con 500mila euro corsi di formazione per le maestranze attraverso Calabria lavoro. Ma come mai se i fondi Cipe non ci sono ancora a 586 cittadini di Villa San Giovanni viene comunicato che dovranno lasciare allo Stato le loro proprietà a favore di opere di Pubblica utilità?
Riporta Il Cambiamento:
l’amministratore delegato dello Stretto di Messina, Pietro Ciucci, ha dichiarato che al fine di mettere a disposizione degli espropriandi su entrambe le coste un percorso chiaro, trasparente, agevolato e vigilato, “con anticipo, rispetto all’approvazione da parte del Cipe del progetto definitivo e la conseguente dichiarazione di pubblica utilità (necessaria per dare l’avvio agli espropri) abbiamo individuato un percorso che privilegia la mediazione ed il confronto fra le parti per raggiungere accordi consensuali con ciascuno espropriato. Il tutto dovrà essere finalizzato ad una tempestiva individuazione del giusto indennizzo in tempi congrui per trovare altre soluzioni abitative o produttive”.
Dunque ragioni economiche alla base dell’anticipato invio. Ma i passaggi istituzionali prevedono che la Società Stretto di Messina invii il progetto definitivo sia al ministero delle Infrastrutture sia a tutti gli Enti coinvolti. Dopo il parere di tutti il Ministero potrà convocare la Conferenza di servizi da chiudersi entro 60 giorni. In seguito il Ministero invierà il progetto definitivo al Cipe e dopo la sua approvazione e la Dichiarazione di Pubblica utilità si darà il via agli espropri.
Per i cittadini di Rete No ponte la realtà è un altra egli espropri nascondono il tentativo di rianimare un progetto, declassato dall’unione europea e che di fatto sta morendo:
È lo stesso Ministro Tremonti, non certo un no pontista, ad aver più volte ribadito che, dopo il previsto passaggio della società di gestione sotto il diretto controllo del Tesoro, responsabile Giulio Tremonti, per il Ponte non si spenderà più neppure un euro: se non siamo alla liquidazione della società - i cui organigrammi verranno tra l’altro sciolti con il trasferimento suddetto - poco ci manca. Invece di prendere atto della situazione e bloccare immediatamente ogni operazione e quindi ogni ulteriore spesa, la lobby rilancia con l’approvazione del progetto definitivo (non esecutivo) e il rilancio di una quanto mai improbabile procedura che dovrebbe portare alla prima pietra nel 2013. Questo rende ancor più evidente quello che noi abbiamo sempre sostenuto: il Ponte non è un’opera ingegneristica, ma una operazione funzionale solo al drenaggio di soldi pubblici. Ai danni dei cittadini che in nome del Ponte subiscono tagli di servizi e aumento delle imposte. Il Ponte è insomma un grande bancomat buono a trasferire i fondi residui ad Eurolink ovvero ad Impregilo, che già imperversa nella nefasta vicenda della ristrutturazione dell’autostrada.
Riporta Scirocco l’intervento di Pasquale Tripodi consigliere della Regione Calabria per il Gruppo misto:
L’Europa ha stoppato nel suo bilancio il Ponte sullo Stretto, cancellando uno dei suoi principali punti di forza: essere visto come il terminale del corridoio Berlino-Palermo, ma la Regione Calabria, per non essere da meno rispetto ad un Governo antimeridionale che usa il Ponte come uno spot elettorale, noncurante dei tanti dubbi che circolano da decenni sulla costruzione di un’infrastruttura che potrebbe essere estremamente invasiva per il territorio, ha fatto di più. Ha pubblicato, attraverso ‘CalabriaLavoro’, un bando per la formazione delle maestranze necessarie per un’opera che non c’é e che l’Europa ha cancellato. L’obiettivo è di ‘creare una piattaforma informatica denominata Desk dedicata al reclutamento delle maestranze per favorire l’occupazione di personale residente sul territorio della Regione Calabrià, anzi specificamente nella provincia di Reggio Calabria”. “Ma è evidente che si tratta di un’operazione puramente clientelare, scissa da ogni utilità pubblica e soprattutto fuori tempo massimo su cui occorre una riflessione urgente in Consiglio regionale, allorquando la giunta regionale deciderà, trovandone il tempo, di tenere una seduta sullo stato delle infrastrutture calabresi. Visto, oltre tutto, che il nuovo scenario prefigurato dall’Unione europea, aldilà del Ponte, taglierebbe fuori la Calabria e la Sicilia, acuendo soprattutto la marginalità della nostra regione che già oggi a Roma e a Bruxelles non conta niente.
Foto | Normanno
boh1
14 set 2011 - 23:44 - #1il simbolo della disfatta, commistione mafiosa tra lobby ed istituzioni , sprechi multimiliardari , della disfatta della società civile e del totale degrado di un paese allo sbando , che ci lascerà come ultima eredità questo governo.
Una cattedrale nel deserto totalmente inutile che non si farà mai. Un progetto che dalle prossime generazioni verrà ricordato come l ultima ipotetica e megalomane opera di uno psicopatico che grazie al monopolio televisivo ed economico è riuscito a prendersi pure il potere politico.
Insomma una specie di ultimo imperatore.
Si domanderanno…ma i nostri vicini antenati come hanno permesso tutto ciò ??
claudio_2
15 set 2011 - 10:00 - #2non capisco.
fatta la premessa della fattibilita’ tecnologica tipo lo Akashi Kaikyō o il Norðoyatunnilin (andatevi a vedere che roba e’ prima di ciarlare come oche)
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il ponte diminuirebbe l’inquinamento. Ed e’ un fatto. Milioni di litri di gasolio bruciati in malo modo sparirebbero.
un’infrastruttura estremamente invasiva per il territorio e per il traffico nautico foriera di incidenti, le decine di traghetti&c, sparirebbero per lasciare al suo posto un silenzioso ponte.
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Vista la litigiosita’ e la quantita di avvocatucoli in itaGlietta e’ necessario portarsi avanti con il lavoro.
non ci vedo nulla di strano.
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Non capisco perche’ quest’opera non piaccia ai verdi, ma forse non piace solo ai verdosky.
devid2g
15 set 2011 - 11:52 - #3Quindi alla fine si costruisce?
_GhostRider_
15 set 2011 - 12:30 - #4Io attendo ancora di sapere da dove arrivano realmente i soldi per la costruzione.
Attendo di sapere in caso di ritardi se ci siano delle penali applicate e chi le paga.
Attendo di sapere in caso di superamento dell’offerta per qualsiasi motivo chi andra’ ad integrare i costi… O vogliamo ricordare la TAV Bologna Firenze dove DE FACTO lo stato si e’ cuccato extra costi e pure i ritardi sulla consegna?
Ricordiamo che non abbiamo i soldi per piangere figuriamoci per il ponte…
boh1
15 set 2011 - 13:13 - #5@2 ma smettila , ma esci di casa un po e vai a vedere realmente new york invece che strombazzare a caso. vai a vedere la differenza tra NEW YORK e…. la SICILIA ahaha
fai troppo ridere…il ponte di brooklin fu inserito in un contesto urbano efficiente , ricco, cittadino , industriale finanziario importante , con un fermento e crescita senza precedenti , e un intero continente da sfruttare. Un simbolo del potere economico , un monumento costruito in un epoca totalmente diversa a fine ‘800 in un contesto totalmente diverso.
sei un povero finto necon “de noantri”..sei come l africano che in mezzo al deserto vuole la sua cattedrale , mentre intorno muoioni di fame ed è pieno di bambini col ventre gonfio..
claudio_2
la litigiosità non c entra niente..è un opera megalomane stupida senza senso…in sicilia e in calabria ( ci sei mai stato ?? )…dire che non esistono infrastrutture è un eufemismo . Sono arretrati di 50 anni, hanno a malapena poche e disintegrate strade e ferrovie dell epoca borbonica . Un opera da primo mondo avanzatissimo inserita in un terzoo o quarto mondo.
Già il fatto che il progetto preveda “record” assurdi e innovazioni tecnologiche che neanche in giappone hanno mai osato tanto , dovrebbe far riflettere e generare grandi sospetti. Un monumento mastodontico per chi o cosa ??
il meridione ha bisogno di un umile, capillare e vera industria ed investimenti seri sulle infrastrutture , non di essere per l ennesima volta schiacciato e schiavizzato con una mega opera pubblica che raccolga intorno a sè migliaia di clientele parassite e quindi migliaia di famiglie asservite col voto di scambio per altri 20 anni ben consapevoli di partecipare all unico evento , all unica possibilità di avere uno stipendio. ( ..oltre al ponte cosa c’è ?? ..niente..un deserto o la mafia ).
Nei paesi normali, avanzati e moderni , prima fanno il “paese” poi i “ponti” da sfoggiare con tutto il mondo. Ma perchè l italia deve sempre fare il contrario di tutto e tutti ??!!!
E’ palesemente l ultimo colpo di coda di un cdx che sta perdendo consensi pure da quelle parti . sicuramente una tattica efficace..da quelle parti fanno la fame e il ponte sullo stretto è a dir poco un ricco bottino da spartirsi.
Dr Papè
16 set 2011 - 08:50 - #6@ boh1
credo che tu abbia un po’ esagerato..
per esperienza personale, visto che sono nato a reggio calabria e ci vivo da 26 anni, non credo proprio che la situazione sia come l’hai descritta.
probabilmente tu della calabria hai visto solo la SA-RC.
è comunque facile notare come, non vorrei giudicarti, è solo un parere personale, sei liberissimo di smentirmi, tu sia contro il ponte per partito preso. sembra che tu sia alla ricerca di un motivo per non costruirlo, più che fare una reale analisi dei costi benefici.
ti dico la mia opinione da ASPIRANTE ingegnere.
il ponte ha i suoi impatti positivi (tanti) e negativi (altrettanti) sul fronte ambientale e paesaggisitico, ma non più di un’altra opera viaria, solo più spettacolare. il problema è che berlusoni ne ha fatto un simbolo e gli antiberlusconiani un antisimbolo, per cui raramente si vede una discussione “sincera”. questo è un paese per campanilisti. io che sto in mezzo e che della politica mi interesso poco ti dico che il vero problema del ponte non è il ponte stesso, o le opere per realizzarlo o altro, il vero problema è che non c’è un sistema viario, come tu hai detto, adatto a sostenere tale opera. intendo che PRIMA deve essere messa l’ultima pietra sulla SA-RC, POI devono essere adeguate le strade e autostrade siciliane, visto che oltre palermo e oltre catania non sono adeguate, e FINALMENTE si potrebbe pensare al ponte.
dico si potrebbe perchè in realtà è un opera che non si può fare, le intromissioni mafiose sono tali e tante che il costo dell’opera sarebbe almeno il doppio di quello reale. esistono delle intercettazioni di esponenti di spicco della criminalità organizzata che si sono messi d’accordo su come spartirsi gli appalti. ‘ndrangheta e cosa nostra sono già in contatto da tempo. e non pensare che la politica possa e voglia farci qualcosa, perchè c’è dentro fino al collo.
prima di avere il progetto definitivo erano già definite le tasche in cui dovranno finire i soldi.
sono d’accordo con te su una questione importante, in un epoca di recessione, affrontare un investimento di questo tipo non sembra molto saggio
Rocco Ruffa
16 set 2011 - 11:52 - #7Il ponte sullo stretto andrebbe inteso per quello che è:
un ponte. (costo stimato, 4,5 miliardi di euro)
Costruire ponti è una cosa nobilissima (non ha caso il papa si chiama Pontefice)
è utile e degno di una società civile costruire ponti.
è utile per l’Italia (che festeggia 150 anni di età) dimostrarsi unita anche sotto il profilo territoriale, ferroviario, autostradale, …
Quale migliore occasione se non la costruzione di un ponte tra due parti del paese?
saremmo un popolo più unito!
Si sono spesi e si spendono DECINE di miliardi di euro per l’alta velocità nell’Italia settentrionale e mai nessuno ha parlato di soldi sprecati (perché mai non se ne possono spendere 5 per due regioni che da sole sono un nono (1/9) dell’Italia???
(sia come estensione sia come popolazione)
Raggiungere la più importante isola italiana, poter raggiungere e far avvicinare tra loro milioni di italiani, … far si che gli italiani che popolano quell’isola possano più facilmente spostarsi, … è necessario! è dovuto!
chi non la pensa così è un idiota
Bellaz897
16 set 2011 - 12:36 - #8#7
Tralasciando il discorso dell’ idiota
Da come parla non sembra che abbia letto i discorsi di Dr Papè e boh1.
Qui non si stà dicendo che i Siciliani debbano restare separati dal resto però come dice lei un ponte è un ponte, e un ponte è un opera infrastrutturale che si deve fare se serve.
Ora, mentre l’alta velocità al nord è dettata dal fatto che vi è una evidente necessità di infrastrutture a sostegno del commercio e dell’ industria dettata dalla saturazione delle vie preesistenti, lo stesso fatto non si riscontra nelle due regioni che sono interessate dal ponte. In particolare, anche se il ponte potenzialmente potrebbe dare dei benefici in termini di riduzione dei tempi di spostamento e del costo del trasporto(privato ovviamente) rimarrebbe un’ opera sostanzialmente sottosfruttata(E i dati sul PIL lo dimostrano).
Inoltre bisogna fare un’ altro paio di considerazioni(che sono state già enunciate da altri).
A) Attualmente il vero collo di bottiglia sono le infrastrutture sulla terra ferma (Vedi SA-RC e autostrade Siciliane, nonchè il sistema ferroviario).
B) In riferimento al punto A e constatando la recessione dell’ economia Italiana, siamo sicuri che quei 5 miliardi non possano essere spesi meglio per altre opere infrastrutturali nella stessa Sicilia e Calabria?(E si, io sono stato in Sicilia e sulla SARC e di cose che ho visto che si potrebbero fare sono molte)
Poi, se in futuro vi sarà un’inaspettata crescita economica della regione, ben venga, ma per ora sembra solo un opera di carità(nel migliore dei casi alle persone che non vedono altro futuro se non essere assunte nella costruzione del ponte, nel peggiore alla mafia) che servirà a poco.
Poi IMHO con i discorsi di stampo nazionalistico non si va da nessuna parte (e allora perchè non fare a questo punto un ponte che collega Toscana e Sardegna o le Tremiti alla Puglia?)
boh1
16 set 2011 - 14:11 - #9@ Dr Papè …credimi il mio non voleva essere un discorso esagerato o irrispettoso, ho usato parole “pesanti” per far comprendere meglio la situazione a certi personaggi che frequentano il blog. Con persone che conoscono molto bene la situazione, come te che ci vivi, non avrei bisogno di certe metafore. Sono d accordo con quello che scrivi, ovvero in condizioni differenti potrei pure essere favorevole al ponte.
@7 Rocco Ruffa tu vivi a topolinia non in italia
Dr Papè
16 set 2011 - 17:58 - #10@ boh1
nessun problema, tra persone intelligenti ci si capisce
claudio_2
17 set 2011 - 10:29 - #11E’ vero il fatto del simbolismo per i polli, poLLitico appunto.
Poi qualcuno tira in ballo il ponte di NY, senza magari averlo neppure visto. Qui non stiamo parlando di UNO DEI ponti che servono la megalopoli jersina MA di un ponte che serve un’intera regione.
Non a caso ho parlato anche delle isole faoer.
non e’ stato seguito il consiglio di andare a vedere che roba e’ prima di ciarlare come oche.
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Un ponte che andrebbe a sostituire centinaia di corse di settimanali di motori a GASOLIO senza fap-egr-marmittone che consumano, BRUCIANO, TONNELLATE di nafta come ridere. Non parliamo poi dei carenaggi.
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In teoria i verdi dovrebbero spingere perche’ anche se non appaga certo il loro gusto estetico il ponte risparmia grandi quantita’ di sostanze inquinanti.
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Altrimenti parliamo di verdosky, quelli che ostacolano il solare e l’eolico perche’ brutti.
Bellaz897
17 set 2011 - 14:34 - #12#11
Già, infatti siamo tutti qui increduli a vedere l’inarrestabile sviluppo economico e industriale delle Faroe dato dalla costruzione delle sue strutture.
Ma per favore! Siamo seri.Certi costi li hanno potuti affrontare solo perchè avevano alle spalle la Danimarca il quale ha costruito, in un epoca in cui ancora ci si poteva permettere di spendere e spandere, molte infrastrutture a causa dell’ impossibilità di navigare tra isola e isola per l’avanzata dei ghiacci per lunghi periodi dell’ anno(cosa che per ora non accade in Sicilia). Dubito che vedendo l’andamento della finanza ORA avrebbero nuovamente fatto degli investimenti che al 100% sicuramente non rientreranno
Inoltre credi che la regione Sicilia abbia un PIL anche solo confrontabile alla regione metropolitana Newyorkese? (Che di fatto è estesa come una regione, e anche la popolazione è superiore a quella della Sicilia) . Mi sa che quello che non sa di cosa parla sei te. Queste cose, come è stato detto se le poteva permettere la futura ‘capitale del mondo’ (un po come Pechino adesso)
Prendiamo un altro progetto europeo assimilabile: l’Eurotunnel.
Costo aggiornato ai tassi attuali: 11 Mld di Euro.
Nonostante all’ epoca dovesse essere la gallina dalle uova d’oro , il ponte che avrebbe unito due tra le nazioni più ricche del mondo.Nonostante tutto la società del ponte è riuscita tra mille difficoltà a rientrare nei costi solo pochi anni fa.
Ora non mi dirai che la ricchezza prodotta dalla Sicilia è confrontabile a quella prodotta dall’ Inghilterra?
Per quanto riguarda l’inquinamento: posto che visto il volume dei traffici il cambiamento è irrilevante; è ampiamente confermato che il trasporto merci via nave comporta solitamente un consumo di idrocarburi minore rispetto al trasporto su gomma.(e comunque il fattore ambientale l’hai messo tu, ergo sei tu il verdosky).
Inoltre prendo atto che svincoli da discutere dell’inadeguatezza del sistema dei trasporti siculo-calabresi e della modesta entità delle attività economico-industriali delle stesse regioni, che poi sarebbe il motivo PRINCIPALE per cui il ponte risulta ad oggi un’ opera sproporzionata rispetto alle esigenze.
Il tutto condito dal fatto che, in un momento in cui la BCE ci chiede di ridurre le spese e la tassazione AUMENTA (checche ne dica il governo), si vuole investire MILIARDI per un ponte che non porterà mai benefici confrontabili(se non ai costruttori), diretti o indiretti.
Bellaz897
17 set 2011 - 15:53 - #13*
Lapsus:Ovviamente quando parlo dell’eurotunnel, parlo di tunnel, non di un ponte
boh1
17 set 2011 - 18:30 - #14@ Claudio_2 …se vuoi fare una discussione seria incomincia a leggerli i post degli altri. Ti abbiamo già scritto 3 volte minimo le ragioni per qui il ponte sullo stretto è un opera stupida e senza senso.
Onestamente poi insisti sul fattore inquinamento così in modo illogico . Come se l inquinamento per il traffico nella tratta sicilia - calabria fosse così rilevante e di prioritataria importanza (manco stessimo parlando del parco auto cinese ) . Tiri in ballo i fap, ma non hai la benchè minima idea di cosa siano , altrimenti non li menzioneresti come specie di panacea per l inquinamento , visto che il fap semplicemente “sposta” l inquinamento altrove , non lo cancella.
Poi quando sostieni con assoluta certezza che il trasporto su nave sia sicuramente più inquinante ed energivoro del trasporto su gomma , stai semplicemente sparando una sciocchezza.
L inquinamento dipende da tante variabili ed in certe condizioni il trasporto su nave ha rendimenti migliori rispetto al trasporto su gomma.
Ma il tuo discorsetto è ancora più ridicolo se inserito nel contesto di costruzione del ponte analizzato.
Visto che mancando infrastrutture al contorno sufficienti , l aumento di traffico su gomma generato dal ponte porterebbe ad ulteriori intasamenti , colli di bottiglia , ovvero: spreco ed inquinamento.
claudio_2
17 set 2011 - 23:58 - #15@ BOh
Mi sa che quello che non ha capito come fuzionano fap e affini sei tu: ti ricordo che si tratta solo di un sistema per ossidare (bruciare diresti tu?) residui carboniosi.
Ovviamente come qualsiasi processo di combustione nulla e’ gratis ma almeno non e’ piu’ come prima. Gia’ chi ha comprato una gasolona non sappiamo gia che dell’ambiente non glie ne puo’ fregar di meno…
.
@ nave/auto
non puoi paragonare ALLA SOLITA MANIERA il trasporto su nave di treni, camion e auto su di una tratta di 5km dove il 90% del consumo delle navi viene fatta in manovra e in banchina. non e’ una tratta tipo Genova Alicante.
Pensaci e vedi che ci arrivi che lasciare acceso tutto il giorno (e forse anche la notte) un motore con una lunga fila di pistoni grossi come una palla da calcio mentre alimenta solo i servizi di bordo forse non e’ furbo.
Non puoi detrarre neppure i 5minuti (60km/h) del transito di quelle 200 auto che puo’ trasportare, queste debbono manovrare per porsi prima sul piazzale e infine in stiva.
Aggiungici che i possessori di molte auto d’estate fanno andare l’aria condizionata durante la sosta….
…e forse corri a fare il ponte SUBITO.
.
Questo per la convenienza ecologica, per quella monetaria (siamo sul sole24?) e’ pur vero che il PIL siciliano fa sch, hem, non e’ propriamente grande o rampante nonostante alcune caratteristiche favorevoli.
Chi e’ contrario a questa operazione puo’ giustamente dire che probabilmente i siciliani non rifonderanno certo con il loro lavoro quest’opera ma il traffico che esiste fra le due sponde e’ veramente a livello di ingorgo, facendo pagare per il transito una cifra sufficiente a uccidere i traghetti ma relativamente alta penso che in tempi molto lunghi si possa ripagare (tenuto conto anche della mautenzione dei superponti).
Bellaz897
18 set 2011 - 00:21 - #16#15
Ma infatti si parlava di trasporto merci, di tratte da/a Napoli e Genova (o un porto X), per il tratto interessato, l’inquinamento prodotto, è IMHO avviso trascurabile(rispetto a molte altre fonti di inquinamento della zona, non si dice che abbia un impatto ambientale nullo, ma che sparisce di fronte ad altro).
Poi, si può pensare che il ponte si ripaghi grazie ai pedaggi(che nel breve periodo saranno proprio ‘gratis’), ma come ho detto, visto la passata storia di megastrutture costruite per collegare sponde ben più celebri, questa affermazioni mi lascia più che dubbioso.
boh1
18 set 2011 - 14:26 - #17claudio_2 ..scusa se insisto. Durante la fase di rigenerazione avviene una produzione di inquinanti paragonabile a quella di diesel normali, anche se lievemente inferiore. Ci sono molte discussioni e controversie. Di conseguenza seguendo la regola del buon senso si potrebbe dedurre che è più un invenzione commerciale e pensata per liberare i centri cittadini dal particolato , ma a livello globale l inquinamento è quasi il medesimo.
Per il discorso sulle navi / camion…ti ho già risposto, ma continui ad insistere con la menata dell inquinamento mah…
Poi ad ogni post aggiungi tesi ed affermazioni tutte un po campate per aria. Sull utilizzo dei traghetti e altre cose. Ma ribadisco, pure ammettendo che tu abbia assolutamente ragione, ovvero : sì i traghetti inquinano di più che i camion, stai toccando un tema assolutamente irrilevante per il contesto di cui stiamo parlando.
Per finire ti contraddici da solo
” non rifonderanno certo con il loro lavoro quest’opera ma il traffico che esiste fra le due sponde e’ veramente a livello di ingorgo ”
appunto !. se adesso è già a livello di ingorgo aumentando il trasporto su gomma senza le infrastrutture al contorno , l ingorgo diventerà l intasamento perenne.
Alla fine siamo tutti d accordo , fare il ponte attualmente è la cosa più stupida da fare :)
claudio_2
19 set 2011 - 22:58 - #18Per il discorso sulle navi / camion Fai tu 2 conticini, io non ho la patente da camion e da nave ma una barca da 22 metri ho provato a portarla (patente nautica da diporto V/M oltre) si e ti assicuro che in un tragitto del genere con il traffico che esiste e’ da folli.
.
Poi io forse ingenuamente do per scontato che insieme al porto facciano le infrastrutture di contorno.
.
Durante la fase di rigenerazione (combustione) avviene una produzione di inquinanti superiore a quella di diesel normali ma per pochi minuti per cui il bilancio e’ sempre positivo.
Poi nulla vieta di usare un motore MOLTO piu’ ecologico come quello a benzina i cui costi sono, per una percorrenza bassa (15.000Km anno), inferiori.
Non tocchiamo l’acquisto di un’auto elettrica: non esistendo gli ecologisti ovviamente non esiste nessuno che voglia comprarle.
Rocco Ruffa
02 dic 2011 - 22:13 - #19@Bellaz897, @boh1 e per i restanti commentatori che vedono nel Ponte sullo Stretto il DEMONIO:
le IGNOBILI FS hanno messo a punto pochi mesi fa (senza che la stampa ne abbia mai parlato) un piano da 27 (VENTISETTE) miliardi di euro per il periodo 2011-2015
Ricordiamo che in passato per fare la AV/AC Bologna-Firenze e Milano-Torino si sono spesi rispettivamente 5 e 8 miliardi di euro e che nessun calabrese/sicialiano ha detto: “CHE SPRECO!!!!”
DOMANDE
Calabria e Sicilia sono o NON sono ITALIA?
FS non è o È 100% (CENTO PER CENTO) del Governo dell’ITALIA?
Se Calabria e Sicilia sono il 12% della popolazione e il 14% dell’estensione dell’ITALIA perché FS non spende in proporzione 3,5 dei 27 miliardi in queste regioni ma ben ZERO miliardi?
Se è incontrovertibile che il ponte sullo Stretto di Messina sarebbe benefico cià non vuol dire che chi governa l’Italia debba limitarsi a fare solo quello.
Oltre al ponte ci sono tantissime altre cose da fare.
I tedeschi per ridurre il divario tra Germania dell’Est e Germania dell’Ovest hanno speso dall’89 a oggi OGNI anno circa 15 miliardi di EURO!!!!!!!! Due ponti sullo stretto all’anno!