I miei due cents sulle elezioni e l'ambiente

Ora non rimane che aspettare. Quale che sarà il nuovo governo scelto dalle urne, è facile previsione dire che questo paese vivrà altri anni complessi e turbolenti a seguire. Voi però non vi allarmate, eco|blog non mancherà certo di seguire quanto la politica italiana farà o non farà in materia di ambiente. Saremo attenti, aperti alla partecipazione e indipendenti come al solito, e daremo cittadinanza a tutte le tesi interessanti che incontreremo sul nostro cammino. Uno degli aspetti che fin ora maggiormente mi ha colpito dei lettori di eco|blog è la capacità di discutere assieme e senza pregiudizi, la voglia di arrivare a conclusioni assennate e condivise al di là delle posizioni politiche di partenza.

Personalmente sono da poco tornato dal seggio in cui ho votato, e non faccio mistero del fatto che sto incrociando le dita nella speranza di una decisa vittoria del centrosinistra. Questi cinque anni sono stati un vero campo di battaglia per la tutela ambientale e ritengo necessario che ministri come Matteoli o Lunardi, vengano relegati nelle file dell’opposizione. Lo dico perché non vedo altre strade che possano realizzare i desideri espressi da tutti quegli ambientalisti che in tutti questi anni continuano a sperare che il protocollo di Kyoto venga rafforzato; che opere come il Ponte sullo Stretto e la Tav Torino-Lione finiscano dimenticate in un cassetto; che la situazione di gestione dei Parchi a suon di tagli e commissariamenti finisca il prima possibile; che le bandierine retoriche e propagandistiche pro-nucleari smettano di sventolare; che la legge Delega venga bloccata e riscritta da capo; che le politiche dei condoni edilizi diventino solo un triste ricordo; che la politica dei rifiuti non si riduca solo a slogan per la costruzione di nuovi inceneritori.
In molti dubitano che la coppia Realacci-Pecoraro all’Ambiente e all’Agricoltura (i due personaggi più papabili per questi ministeri) possa imprimere quella seria svolta ambientale di cui il paese ha bisogno. E nemmeno nelle retroguardie dei partiti di centrosinistra si vedono molte personalità illuminate e dal grande carisma politico. Ma questo è quello che abbiamo, quello che passa il convento, insomma, e almeno sulla carta il programma presentato dai Verdi è valido e di vaste vedute e Realacci viene da un’importante associazione con una lunga tradizione alle spalle.

Ma soprattutto quello che non dobbiamo dimenticare è la nostra possibilità di partecipare e che se il prossimo governo centrerà o meno gli obbiettivi dello sviluppo sostenibile, questo dipenderà in parte anche da noi tutti cittadini ed elettori, dalla nostra capacità di farci ascoltare e di farci coinvolgere nei processi decisionali. E insomma, lo si sarà capito, è mia convinzione che esperienze di giornalismo partecipato come questa che facciamo qui, tutti i giorni su eco|blog, sia una buona formula per essere un pochino più protagonisti e non solo spettatori della politica ambientale italiana.

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