Food design Vs. Cibo ecologico

Via Trashfood ho scoperto che esistono studi di Food Design, come Fooddesign.it (sottotitolo: laboratorio di architettura alimenteare) ad esempio. Il lavoro del food designer è quello di progettare il cibo, disegnarne il packaging, inventare nuove forme, colori e consistenze per creare alimenti innovativi da lanciare sul mercato.

In un certo senso ho l’impressione che questo tipo d’approccio al cibo sia l’opposto dell’approccio ecologico. Il cibo ecologico è orientato alla riduzione degli imballaggi, alla semplicità esteriore del prodotto, accompagnata da un massimo nella qualità intrinseca. Un alimento biologico non si distingue esteriormente da uno convenzionale, ma per caratteristiche non direttamente osservabili come l’assenza di pesticidi e fitofarmaci.


Viceversa

il prodotto creato ad arte dal food designer valorizza al massimo il pakaging che può diventare l’arma vincente per rendere il prodotto un successo (un esempio per tutti potrebbe essere l’universalmente noto Calippo, che se non fosse per la confezione sarebbe un semplice ghiacciolo). La qualità intrinseca del prodotto passa completamente in secondo piano, mentre viene fatto largo uso di sostanze come i coloranti, usati come fossero la tavolozza del pittore. In generale, la forma del prodotto è quello che conta maggiormente (le patatine Pringles, che sono progettate per ricalcare la forma del palato...)


In comune

questi due approcci hanno un ricarico sul costo finale dei cibi ottenuti. In un caso il sovrapprezzo è dovuto al mancato uso delle tecnologie di coltura intensiva, nell’altro al massiccio uso del marketing. Vedete voi cosa preferire.

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