
Futuro energetico della Sardegna non senza problemi alla luce della recente costituzione di alcuni comitati in Gallura per dire No al Galsi. Dell’argomento ce ne siamo occupati recentemente sottolineandone i pro e i contro. Ma andiamo per gradi e cerchiamo di far luce sulla questione, non conosciuta dai più. Infatti, forse pochi lo sanno, ma la Sardegna è l’unica delle Regioni italiane a non avere il metano; tale ritardo crea una situazione di aggravio economico nelle spese energetiche per i cittadini sardi rispetto a quelli della penisola.
Quindi, per risolvere questa disparità (ma non solo ovviamente, dato che in ballo ci sono accordi di valenza internazionale) venne presentato qualche anno fa un progetto, in una seconda fase approvato dalla Regione Sardegna, per la costruzione di un gasdotto (il Galsi appunto). Questo, una volta terminato, collegherà l’Algeria all’Italia e sarà destinato all’importazione di gas naturale.
Negli intenti progettuali quest’opera dovrebbe avere una capacità di 8 miliardi di metri cubi all’anno con entrata in funzione nel 2015. Il percorso del gasdotto, stando al progetto, attraverserà l’Isola da Porto Botte (nelle vicinanze di Sant’Antioco in Sardegna) sino ad Olbia per poi collegare la Toscana attraverso un tratto sottomarino. Una soluzione attesa da tempo e che finalmente potrebbe dare un’alternativa alle centrali a carbone, al momento unica vera fonte energetica programmabile che alimenta la rete elettrica dell’Isola. Eppure, quando sembrava che tutto potesse diventare realtà, ecco nascere una serie di comitati contrari all’opera. Motivo della protesta il fatto che l’ultimo tratto una volta realizzato attraverserebbe una zona (quella della Gallura) ad alto indice turistico.
Ciò che i comitati chiedono è che l’Amminitrazione Comunale di Olbia e la Provincia approvino quanto prima il Piano dei Litorali, in modo da tutelare le coste ricadenti nel perimetro provinciale e fare in modo che venga spostato altrove il percorso del Galsi; una questione quest’ultima poco percorribile secondo i tecnici, dato che un cambio di percorso ritarderebbe di molto l’avvio dell’opera e presupporrebbe modifiche problematiche nei tempi e nella progettazione.
Insomma se da una parte siamo un po’ tutti d’accordo sul fatto che ad una bella centrale a carbone sia meglio una brutta centrale a turbogas, non sembrano pensarla allo stesso modo i numerosi comitati e gruppi nei social network che si stanno costituendo per fronteggiare la costruzione del Galsi. La battaglia è appena cominciata e per il momento l’unica certezza è che per la realizzazione dell’opera il percorso da seguire non sarà dei più semplici.
Mauriziosat,9
05 ott 2011 - 19:00 - #1e la solita storia degli INDIGNATOS DI MESTIERE …..
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i furbetti della protesta …gente che fa carriera politica e giornalistica IMBROGLIANDO i concittadini con lo spandimento abituale di BUFALE , CAVOLATE e veri e propri ALLARMI FASULLI.
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questi personaggi si mobilitano per qualunque cosa .
C’E DA FARE UNA DIGA IDROELETTRICA :::::::::: organizzano una manifestazione per il NO
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C’E’ DA FARE UNA CENTRALE ELETTRICA ? ………tutti incatenati ai cancelli
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UN RADAR ? …………….non sia mai ……potrebbe finire il mondo
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UN CIE ?……………..scandalo ….tutti in sciopero
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UN gasificatore del carbone ?………….NO NO …..
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UNA METROPOLITANA ?…………….sia mai
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UN PORTO TURISTICO ?……………..scempiooooooooo
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UN NUOVO ALBERGO 4 STELLE ?…………..noooooo la cementificazione ……
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poi ci si lamenta ch el’economia va male ed il paese non cresce.
tassinarimauro
05 ott 2011 - 22:11 - #2Dunque
1. Maurizio crede nella crescita infinita
2. Nel 2015 + eventuali anni di ritardo il gas costerà talmente tanto che bruceremo carbone, già stiamo bruciando carbone nell’italia servita da gas.
Portiamo il gas in Sardegna e bruciamo il carbone noi?
Quale logica?
Forse sbaglio ma potrebbe essere come rottamare una vecchia auto per comprarne una nuova euro5… L’inquinamento dovuto alla rottamazione-Costruzione supera il beneficio.
Mauriziosat,9
05 ott 2011 - 22:35 - #3che ci frega degli ingegneri e degli economisti ….abbiamo tassinari il venditore di pannelli solari .
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lui in 5 minuti , mentre scrive fregnacce sui blog fa tutti i calcoli sulla fattibilità di un progetto faraonico di gasdotto italo libico e , avanzandogli tempo ….ha pure scritto un saggio sulla broccoletta romagnola ….
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A TASSINARI ……..MA VAFFA ….
Mauriziosat,9
05 ott 2011 - 22:37 - #4PS . il gas non lo portiamo in Sardegna ….che non se ne farebbe un piffero …LO PORTIAMO IN TUTTA ITALIA .
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bastava guardare il disegnino pubblicato ad inizio pagina ….ma TASSINARO ….HA RICEVUTO LA VERITà DIRETTAMENTE DALLO SPIRITO SANTO …….GLI ARTICOLI NON LI LEGGE NEPPURE.
Pino Scotto
06 ott 2011 - 09:29 - #5Oggi credo sia il caso di spezzare una lancia in favore del resuscitato Mauriziosat! Per la prima volta quoto Maurizio!
Se l’ecologismo significa dire no a tutto significa che non abbiamo capito la realtà…di sole e di vento non si può ancora vivere, mettiamocelo tutti in testa!!
3350
06 ott 2011 - 20:42 - #6Sono d’accordo col Mauriziosat, tuttavia vorrei capire meglio come poseranno questo tubo.
Faccio un esempio: al largo di Rovigo in mare adriatico hanno connesso il terminal gasiero off shore con un tubo interrato che attraversa le lagune fino ad arrivare alla terra ferma, ebbene il tubo sottoterra non disturba nessuno e il turismo nemmeno se ne accorge. Allora se fanno la stessa cosa mi dicono dov’è lo svantaggio?
oracipensoio
07 ott 2011 - 23:10 - #7Tassinari evita dire ca22ate , Maurizio ha ragione da vendere! Questi comitati son peggio dei vari sindacati!