Alberi quotati in borsa

Alberi, borsa e scoiattoliGli alberi crescono del 5% ogni anno, per cui sono un investimento economico "sicuro". Meglio che investire in borsa, anche secondo il parere di chi di finanza se ne intende.

Ad investire i propri risparmi in boschi sono, ad esempio, le università di Harvard e Yale. Lo si leggeva sull'International Herald Tribune (riportato anche da Libero, sabato scorso, in italiano).

Coltivare piante ad alto fusto per farne legname da opera e carta è un investimento a lungo termine (diciamo sui 15-50 anni) e di solito rende bene. Certo, se passa una tromba d'aria son problemi, specie col clima impazzito che abbiamo in questi ultimi anni, ma vale ancora la pena di investire in alberi.

A me sembra un'ottima cosa, dal punto di vista ambientale, perchè gli alberi sono delle spettacolari pompe di anidride carbonica azionate dal sole. La loro coltivazione, per quanto un bosco artificiale con gli alberi tutti uguali, allineati e della stessa età, sia ben distante dalla complessità ecologica di cui il nostro paesaggio ha bisogno, é comunque meglio di un campo di cotone, arato, diserbato e concimato pesantemente ogni anno.

Gli scoiattoli si adattano abbastanza ai pini piantati tutti in fila.

La cosa si complica un pochino se si pensa che, comunque, gli effetti positivi per l'ambiente non sono l'obbiettivo prioritario dei proprietari dei boschi. Loro vogliono far soldi e per ora, vendere legname alle cartiere rende abbastanza da spingere a ripiantare gli alberi abbattuti. Se in futuro diminuisse la richiesta di alberi per fare carta (ad esempio perchè aumenta la percentuale di riciclata), oppure se il mercato immobiliare dovesse diventare "più appetibile" vedremo villette spuntare al posto dei funghi in questi boschi.

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