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Gli Europei temono i cambiamenti climatici, più della crisi finanziaria

Pubblicato: 08 ott 2011 da Nestor Carnevali

Commenti dei lettori


I cittadini europei percepiscono i pericoli del cambiamento climatico come più seri di quelli della tempesta finanziaria che si sta abbattendo in queste settimane sull’economia. L’unico problema percepito come più rilevante e più urgente da risolvere è quello della povertà, almeno stando alle rilevazioni contenute nell’ultimo report dell’Eurobarometer della Commissione Europea.

Gli europei che valutano il climate change un problema molto serio sono saliti dal 64% del 2009 al 68% di oggi ed in una scala da 0 a 10 lo collocano mediamente su un punteggio di 7.4 contro il 7.1 di 2 anni fa. Il messaggio che ci siano benefici anche economici nelle misure prese per ridurre le emissioni climalteranti è passato: 8 persone su 10 pensano che affrontando il problema si possono creare posti di lavoro e dare impulso alle asfittiche economie del Vecchio Continente. Gran parte del campione si dice apertamente favorevole ad un tipo di tassazione che incoraggio l’efficienza energetica sfavorendo i soggetti meno virtuosi.

Questi dati sono ritenuti incoraggianti da Connie Hedegaard, commissario europeo per l’azione per il clima:

Il sondaggio mostra che i cittadini sono consapevole che le sfide economiche non sono le uniche da affrontare. Una netta maggioranza degli europei si aspetta dai politici e dagli industriali una risposta alla sfida dei cambiamenti climatici. Il fatto che più di un tre quarti degli intervistati veda nel miglioramento dell’efficienza energetica un mezzo per creare posti di lavoro è un segnale forte per i decision makers europei. Tutto ciò è decisamente incoraggiante per noi.

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9 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di stever

    stever

    08 ott 2011 - 07:02 - #1
    0 punti
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    mah a me risulta l’inverso, non solo per me ma anche parlando del più e del meno con gli altri …evidentemente in Italia la crisi è peggiore che nel resto dell’EU

  • Profilo di bettogreen

    bettogreen

    08 ott 2011 - 08:50 - #2
    1 punto
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    @stever
    piu che altro in Italia non c’è alcuna comunicazione seria e approfondita sul problema del cambiamento climatico…

  • Profilo di bossanova

    bossanova

    08 ott 2011 - 10:20 - #3
    0 punti
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    lo ripeto chissà che non si sia capito..servivano auto 200Cv per 220km/h che pesano spropositi per girare nel pianeta?
    Dov’era l’UE quando WV Audi Mercedes Porsche Volvo BMW e poi tutto il resto mettevano in commercio carrozzoni da neppure 10km al litro?
    E tutta l’industria del confezionamento che ha prodotto rifiuti da riempire decine di inceneritori?
    Se non erro ora vogliono pure i controlli sui consumi dei climatizzatori..incredibile.
    Qui non solo non si riesce a fare risparmio energetico ( tra cappotto e serramenti 30mila euro partono subito) qui non si compra più casa auto e non si fanno figli. Più risparmio di così?

  • Mauriziosat,9

    08 ott 2011 - 10:30 - #4
    -1 punto
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    AHAHAHHA.
    .
    LA COSA PIU’ RIDICOLA che ho letto questa settimana ………..
    .
    sta gente sta tutto il tempo a criticare i politici che agiscono in base ai sondaggi , che i sondaggi sono fuffa perchè tutto dipende da come si pone la domanda …e che le opinioni del popolino ….TURLUPINATO DALLA TV ……non contano un piffero ….
    .
    e poi …per dimostrare le loro fantasiose tesi e costringere i parlamentari europei a SGANCIARE MILIARDI per la lotta contro l’uomo nero ……si usano le stesse tecniche di marketing .

  • Mauriziosat,9

    08 ott 2011 - 10:31 - #5
    -1 punto
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    provassero a fare la domanda DIRETTA ….
    .
    ti preoccupa di piu’ la crisi finanziaria o il riscaldamento globale …..
    OTTERREBBERO UN 90 % DI RISPOSTE UNIVOCHE …..I SOLDI .

  • Paolo C.

    08 ott 2011 - 11:53 - #6
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    Ma si può crescere puntando sull’efficienza energetica (come pure dovremmo fare)?

    “Sia come sia, l’efficienza ha senso solo se si limita l’accesso alle materie prime dall’alto e questo si sposa male con la nostra economia di libero mercato. Inoltre, l’aumento di efficienza implica una diminuzione del costo di produzione (costo energetico ed anche costo economico) così il valore del prodotto effettivamente non aumenta. Vale a dire, con una limitazione di accesso alle risorse al migliorare dell’efficienza, si forniscono più beni e servizi ma semplicemente perché il costo unitario (economico e di risorse) degli stessi diminuisce. Essenzialmente, un’economia del genere non cresce. E non crescere, ora lo vedremo, è un veleno per il nostro sistema economico. ”

    http://ugobardi.blogspot.com/2011/10/il-perche-di-tanto-spreco.html

    Non vedo come potremo uscirne.

  • Profilo di itr83

    itr83

    08 ott 2011 - 15:02 - #7
    0 punti
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    Chiedetolo ai greci, vediamo cosa rispondono….

  • Mauriziosat,9

    09 ott 2011 - 13:29 - #8
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    INFATTI ….i greci ….SONO COSTRETTI AD UNA decrescita forzata …..E NON MI SEMBRANO AFFATTO CONTENTI .
    .

  • Paolo C.

    09 ott 2011 - 17:39 - #9
    0 punti
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    Viste le premesse, temo che saremo costretti tutti a una decrescita forzata:

    http://ugobardi.blogspot.com/2011/09/la-fine-della-crescita.html