
Mica è da tutti beccarsi una mezza pagina di complimenti sul Financial Times! C’è riuscito l’architetto italiano Stefano Boeri ideatore del grattiacielo Bosco Verticale e le foto in gallery mostrano i primi sette piani del primo edificio, progetto di riforestazione urbana da inaugurare nel 2015.
L’edificio dunque non viene concepito come materia monolitica ma piuttosto come essere vivente che cresce e si nutre con chi lo abita. Le piante non sono solo abbellimento ma parte vitale del complesso e servono a creare un polmone di aria pulita. Leggo dalla pagina di Boeri:
Bosco Verticale è un sistema che ottimizza, recupera e produce energia. Il Bosco Verticale aiuta a costruire un microclima e a filtrare le polveri sottili nell’ambiente urbano. La diversità delle piante e le loro caratteristiche producono umidità, assorbono CO2 e polveri, producono ossigeno, proteggono dall’irraggiamento e dalla polluzione acustica, migliorando il comfort dell’abitare e risparmiando energia. L’irrigazione delle piante avverrà per larga parte attraverso un impianto centralizzato di filtrazione dell’acque grigie. Addizionalmente, una superficie di 500 mq di panelli solari e sistemi che usufruiscono dell’energia geotermica sono alcuni delle innovazione ecocompatibile che presenta il progetto.
La gestione del verde nel Bosco Verticale sarà centralizzata e affidata a una agenzia che avrà uno sportello aperto al pubblico. Ogni “cellula” di manutenzione del verde verticale potrà infatti essere utilizzata per la raccolta di dati e divulgazione utili a valutare nel tempo la funzionalità ecologica del sistema: un know-how tramandabile e divulgabile, che cresce e evolve insieme con il Bosco Verticale.
Via | Inhabitat, Stefano Boeri Architetti
Foto | Stefano Boeri Architetti
Mauriziosat,9
14 ott 2011 - 19:47 - #1a fare disegnini con PAINT sono bravi tutti ……
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tutto un altro paio di maniche è REALIZZARE e soprattutto VENDERE.
arturo T.
14 ott 2011 - 22:24 - #2Preferisco 100 volte un bosco “tradizionale” orizzontale!!
bossanova
14 ott 2011 - 22:57 - #3sai che bello gli alberi che cadono dal 3° piano con una tromba d’aria..ma pensiamo veramente di reinventarci il mondo?
non è forse lui ad aver inventato noi?
poveri illusi..
claudio_2
15 ott 2011 - 00:33 - #4Mi sono fatto raccontare come hanno fatto: sono dei bonsai completamente controventati e e’ tutto fuorche’ una bella cosa.
Scommetto che al primo freddo-caldo schiatti tutto.
SimoneMi
15 ott 2011 - 10:51 - #5Finalmente anche a Milano si ritorna a progettare case con criterio , i giardini pensili li usavano gia’ i romani 2000 anni fa per avere fresco e ombra d’estate (albero con le foglie) e sole che entra d’inverno (albero senza foglie). Nulla di nuovo se non il fatto che finalmente ci si e’ resi conto che soluzioni collaudate che hanno funzionato per migliaia di anni funzionano anche adesso
Mauriziosat,9
15 ott 2011 - 11:11 - #6ahahahaha.
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cos’è che usavano i romani 2000 anni fa ?…….MI SA CHE GUARDI TROPPO VOYAGER ….
Steid
15 ott 2011 - 11:44 - #7E’ la prima volta che mi trovo d’accordo con mauriziosat. Chi l’avrebbe mai detto?!?
Matteo2408
15 ott 2011 - 14:00 - #8Si cementifica tutto e si pensa di poter dare una svolta verde con queste cose….
Portaci un bambino a fare due passi o a tirare due calci al pallone lassù!!!
Sempre più tristezza!
skyvisual
15 ott 2011 - 17:05 - #9Pubblicazione per lavori realizzati DAVVERO.
Ed in prima pagina.
Altro che architettura creativa da dementi!
http://www.nytimes.com/2010/09/29/science/earth/29fossil.html?pagewanted=1
SimoneMi
16 ott 2011 - 17:39 - #10@Mauriziosat … se mi dici che a Voyager dicono cose cosi’ , anche se sono vere allora cambio subito idea , sia mai che dico cose uguali a quelle di Voyager :D :D
eco1
16 ott 2011 - 18:18 - #11ma per favore
tetti verdi al posto delle tegole e recupero di aree dismesse e palazzi fatiscenti
architetti fuori dalla realtà