Lettera di Alfonso Pecoraro Scanio a Ecoblog: "Un ministero dell'Ambiente forte dà fastidio"

alfonso pecoraro scanio

Alfonso Pecoraro Scanio ex ministro dell'Ambiente ci scrive una lettera a commento dell'azzeramento del dicastero che ha diretto dal 2006 al 2008 (con Prodi), di fatto imposto dal DDL Stabilità votato ieri dalla maggioranza.

Lo scorso luglio, quando ci vedemmo per una lunga intervista a Roma, espresse il suo parere in merito al fatto che l'attuale ministro all'Ambiente Stefania Prestigiacomo, non fosse sufficientemente ascoltata e che il dicastero perciò non aveva sufficienti fondi. Quasi a preannunciare l'attuale crisi.

Oggi Pecoraro Scanio nella sua lettera lancia un invito nel paragrafo finale, in cui chiede a cittadini e consumatori, a noi tutti insomma, di esercitare pressioni su Tremonti e sul governo per far avanzare la riconversione ecologica della società e dell'economia. Prodromi per una rentrée?

La lettera dopo il salto.

Al consiglio dei ministri del 14 ottobre Tremonti ha promesso che restituirà un pò di risorse al ministero dell'ambiente e così la legge di stabilità è passata all'unanimità. Purtroppo questa promessa (e bisogna vedere cosa ne resterà) non cambia la sostanza. Dal giugno 2008 è iniziato un continuo indebolimento del ruolo e delle risorse del ministero dell'ambiente. Era già avvenuto tra 2001 e 2006 ma in questa legislatura l'aggressione ,utilizzando in modo spregiuducato la necessità vera di ridurre le spese,non ha limiti.

Nelle finanziarie 2007 e 2008 ,come oggi riconoscono anche i miei avversari più accaniti,avevamo ridato centralità politica e fondi alle politiche ambientali recuperando in Europa un ruolo nella lotta ai cambiamenti climatici. Oggi Stefania Prestigiacomo ricorda di aver ereditato un ministero con 1,6 miliardi di euro in dotazione di cui 1,3 da destinare alle politiche ambientali. Avevamo aumentato i fondi per i parchi,la lotta al dissesto idrogeologico ,la mobilità sostenibile,l'educazione ambientale ,l'efficienza energetica ,le rinnovabili e tanto altro.

Grazie a quelle risorse son stati finanziati i bandi per il solare nelle scuole,negli impianti sportivi ,piste ciclabili, quasi mille cantieri contro frane e dissesti, bonifiche. Erano previsti anche i fondi per riforestare le aree periferiche e dare verde pubblico alle città che ne erano prive ma questi Tremonti li ha tagliati subito.

Ed ancora c'erano i fondi per i controlli di carabinieri dei Noe ,guardia costiera,forestale ,agenzie di controllo. Quindi i tagli ,per capirci ,bloccano tutte le attività. Eppure un ministero dell'ambiente in grado di controlli efficaci ,attento ad una vera valutazione dell'impatto ambientale delle opere pubbliche,capace di promuovere la green economy è un vantaggio non solo per la qualità della vita dei cittadini ma anche per l'economia. Un esempio tra tutti : il conto energia del febbraio 2007, che come ministero ambiente 'imponemmo'anche al perplesso ministero delle attività produttive ( industria) ha prodotto in pochi anni e in piena crisi ben 150.000 nuovi posti di lavoro e ,secondo le previsioni del GSE, a fine anno 12.000 Mw di solare fotovoltaico installato capace di produrre più energia di due centrali nucleari.

E si potrebbero fare tanti altri esempi di multe europee evitate con controlli efficaci ed interventi virtuosi o di rilancio di economie territoriali con la rete dei parchi. In sintesi investire sull'ambiente non è uno spreco ma un vantaggio per uno Stato virtuoso. Certo se invece si vuole favorire la cementificazione del territorio,l'affarismo senza scrupoli,la privatizzazione di beni comuni come la natura,i parchi,le acque etc.allora un ministero dell'ambiente forte dà fastidio ,così come un'ambientalismo davvero indipendente ed efficace che occupa di economia e ha il coraggio di contrastare le lobby.

Questo è un quadro preoccupante di ciò che sta accadendo ma, per fortuna,anche in Italia molte realtà sociali, imprenditoriali, della ricerca e istituzioni locali stanno già operando nella green economy forti anche delle strategie europee al 2020 che sempre più indicano la strada. Facciamo crescere quindi le pressioni su Tremonti e sul governo per difendere le politiche ambientali, ma soprattutto moltiplichiamo le nostre azioni quotidiane come persone, ma anche come consumatori, per quella riconversione ecologica della società e dell'economia che ovunque sta avanzando.

Alfonso Pecoraro Scanio

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