Greenpeace, Renzi #inaccettabile quando dice:"Basilicata e Sicilia meglio del Texas"

Greenpeace lancia l'hastag #inaccettabile dopo l'intervista del premier Matteo Renzi in cui dichiara di voler raddoppiare le trivellazioni in Basilicata e Sicilia

La questione si innesca dopo l'intervista del premier Matteo Renzi a Maria Teresa Meli del Corriere della Sera qualche giorno fa. In quell'occasione Renzi, semmai qualcuno non lo avesse ancora capito, ha ribadito la sua posizione in merito alle politiche energetiche italiane (che è poi la medesima di Prodi e Bersani) trivellazioni e carbone. Lo ha detto alla sua maniera:

È impossibile andare a parlare di energia e ambiente in Europa se nel frattempo non sfrutti l’energia e l’ambiente che hai in Sicilia e in Basilicata. Io mi vergogno di andare a parlare delle interconnessioni tra Francia e Spagna, dell’accordo Gazprom o di South Stream, quando potrei raddoppiare la percentuale del petrolio e del gas in Italia e dare lavoro a 40 mila persone e non lo si fa per paura delle reazioni di tre, quattro comitatini.

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Greenpeace ha ribattuto attraverso i social tanto amati dal premier che la Basilicata e la Sicilia non sono il Texas:

Forse offuscato dalla voglia di fare, Renzi ha dimenticato di analizzare in maniera approfondita i dati, quelli veri. Parla di 40.000 posti di lavoro, prendendo per buoni i dati di Assomineraria (che ha recentemente dichiarato anche che le trivelle in mare fanno bene alla pesca), e dimenticandosi ad esempio di rapporti di Confindustria e sindacati, che evidenziano come il ramo occupazionale legato all'efficienza energetica sia enormemente più ampio e importante. Si potrebbero creare 160 mila posti di lavoro l'anno per dieci anni, senza considerare l'indotto per l'economia e i risparmi per i cittadini.

Riguardo al Texas italiano ha da dire la sua anche Marcello Pittella il Governatore della Basilicata che pure ha risposto con un tweet a Matteo Renzi ricordandogli che la Regione che amministra attende ancora di ricevere i risarcimenti.

E poi Pittella ricorda che non ci sono comitatini ma cittadini che vogliono gli sia reso conto dell'impatto che un eventuale raddoppio delle estrazioni avrà sulle loro vite:

Non siamo certo un comitato». E quindi fa intendere che la questione è ben più complicata essendoci sul tavolo una trattativa ufficiale tra Stato e Regione (la visita del ministro allo Sviluppo Guidi è datata un mese fa) e che si parla della dignità di un popolo intero e di una istituzione.

Intanto Greenpeace prosegue per la sua strada raccogliendo firme contro le energie da fonti fossili e siamo già a 45 mila: caro Premier non è una cifra da 3 o 4 comitatini.

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