Ambiente, l'Italia è un Paese rumoroso con elevato inquinamento nelle aree urbane

L'Italia è un Paese rumoroso a causa dell'elevato inquinamento acustico. E' questa una delle

L'Italia è un Paese rumoroso e l'inquinamento acustico è uno dei problemi ambientali maggiormente diffuso. L'analisi emerge dal report dell'ISPRA Annuario dei dati ambientali presentato a Roma assieme al Rapporto Rifiuti Urbani. Il nostro Istituto Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale ha scattato la fotografia alla situazione ambientale in Italia e il ritratto che ne emerge non è confortante.

Inquinamento atmosferico
Resta un problema delle aree densamente urbanizzate e del bacino padano. Sebbene dal 1990 al 2012 le emissioni di ossidi di zolfo (SOx), ossidi di azoto (NOx) e ammoniaca (NH3) siano diminuite del 62,7%. i valoro di PM10 sono stati superati nel 40% delle stazioni di rilevamento; nel 2012 anche i valori dell'ozono sono stati sforati e solo il 7% delle stazioni di rilevamento ha registrato valori nella norma.

Mare
L'inquinamento del mare è stato registrato sopratutto per la presenza di alghe tossiche come l'Ostreopsis ovata, di origine tropicale che ha attecchito tra 2007 e 2013. Questa microalga è stata riscontrata nel 2013 in 12 regioni costiere. Altro problema ambientale è rappresentato dall'erosione delle costiere dovuta nella maggioranza dei casi a fattori antropici. Infatti, nel 2011 risultavano urbanizzati 731 km2 su 670 comuni nella fascia dei 300 metri dalla riva.

Biodiversità
L’Italia racchiude il più grande bagaglio di biodiversità in Europa contando 58 mila specie animali e 6 mila 700 piante superiore che però rischiano l'estinzione. Il 31% dei vertebrati, più del 15% delle piante vascolari e il 22% di briofite e licheni sono a alto rischio. Paghiamo anche la presenza di specie aliene parti tra animali e piante a oltre 2000.

Cambiamenti climatici
La frequenza degli eventi estremi è in aumento. Alluvioni, siccità e onde di calore si sono registrati in modalità maggiore e nel 2013 si è verificata una temperatura media di +1,04 °C superiore a quella globale sulla terraferma (+0,88 °C). Elevate anche le notti tropicali, ossia con temperatura minima maggiore di 20°C, che per numero medio sono state registrate e pari a circa 10 giorni in più nell’anno.

Siti contaminati
La contaminazione del suolo avviene principalmente a causa delle attività industriali, gestione di rifiuti, attività minerarie, perdite da serbatoi e linee di trasporto degli idrocarburi. A Oggi i Siti di Interesse Nazionale (SIN) sono 39, mentre sono 1135 gli stabilimenti che rischiano un incidente rilevante per lo più presenti in Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia-Romagna.

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Suolo

Le cifre esposte dall'ISPRA sono drammatiche: negli ultimi 50 anni sono stati consumati, in media, più di 7 m2 di suolo al secondo per oltre 50 anni. Oggi siamo agli 8 m2 al secondo e abbiamo perso irreversibilmente circa 22.000 km2. In 15 regioni viene superato il 5% di suolo consumato, sopratutto in Lombardia e in Veneto, in Emilia Romagna, Lazio, Campania, Puglia e Sicilia con valori compresi tra l’8 e il 10%. Ciò fa di noi una nazione a alto rischio geologico-idraulico anche a causa di precipitazioni al di sopra della media registrate proprio nel 2013. Questi fenomeni hanno innescato 499.511 frane.

Agenti fisici:
Rifiuti radioattivi: La maggior parte dei rifiuti radioattivi si trovano in Piemonte 71,6%, in Campania con il 12,75% e Basilicata con il 9,7%. Ma in termini di volumi c'è una maggiore concentrazione in Lazio con il 29,4%, Piemonte (18,6%) e Emilia-Romagna (12,6%).

Inquinamento elettromagnetico
Nel 2012 erano presenti 6.094 impianti SRB Stazioni radio base e 11.382 impianti RTV Radiotelevisivi. Si sono registrati 608 casi di superamento dei limiti di legge per gli impianti radiotlevisivi e 88 per le Stazioni Radio Base

Rumore
l'inquinamento acustico è altamente presente in Italia tanto che il 42,6% delle sorgenti di rumore oggetto di controllo ARPA-APPA hanno fatto registrare almeno un superamento dei limiti. Le fonti di inquinamento sono le attività di servizio e commerciali per il 57,7% e le attività produttive per il 31,5%.

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