Granito cinese scontatissimo

Granito di BavenoFar venire il granito dalla Cina costa meno che comprarlo a 60 km di distanza... sembra assurdo ma una amministrazione locale del lago Maggiore ha giustificato così la scelta di rifare le pavimentazioni pubbliche con materiali di importazione. Gli è stato obbiettato che così facendo si danneggiano le aziende dei cavatori locali, ma l'amministrazione ha preferito dare l'appalto al miglior offerente: i cinesi, pur di risparmiare i soldi pubblici.

A surriscaldare gli animi ci si aggiunga che la regione Piemonte ha appena aumentato le tasse sulle attività estrattive, aumentando il vantaggio competitivo del granito cinese.
Questa politica rischia di vanificare il bellissimo piano di ottimizzazione che prevedeva il monitoraggio, stoccaggio e riutilizzo degli sfridi di cava. Tale materiale ha spesso le caratteristiche tecniche per essere impiegato come inerte nei cantieri di opere pubbliche. In pratica, invece di aprire nuove cave per estrarne pietrame e nuove discariche per smaltire gli sfridi, si macinano gli scarti e li si trasporta dove servono. Il piano avrebbe consentito di risparmiare sia sui costi diretti che su quelli indiretti (ambientali), ma se le ditte di cavatori escono dal mercato il piano fallisce. (L'ho letto su Quarry and Construction: la rivista con le più belle pubblicità di ruspe che abbia mai visto!)

C'è però ancora una speranza, assurda, illogica e paurosa: il lavoro in Cina costa talmente poco che vale ancora la pena, economicamente parlando e senza valutare i costi sociali ed ambientali dell'operazione, di cavare il granito nelle Alpi, mandarlo a lavorare in Cina e rivenderlo in Europa.

» Granito asiatico su Oltre: il periodico dell'imprenditoria cimiteriale.

» Confartigianato locale contro i graniti cinesi

» Granito cinese anche in Baviera da StoneReport

»Architettura di pietra: blog sulle pietre da costruzione

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