Biomonitoraggi scolastici

Educazione ambientaleLe attività di educazione ambientale si stanno evolvendo: una volta si portavano i ragazzini in gita nel bosco e si mostravan loro le differenze tra un olmo e un faggio, oggi li si coinvolge nel monitoraggio della qualità dell'ambiente, chiedendo a loro di distinguere tra ortotteri ed emitteri.

Le scuole che aderiscono alla proposta ricevono una visita degli esperti, che non si limitano a propinare agli studenti una lezione frontale, delle diapositive o delle schede da colorare, ma portano i ragazzi fuori dalla scuola e fanno misurare loro dei parametri ambientali (ad esempio la grandezza dei licheni sugli alberi per la qualità dell'aria), fanno mettere i dati su Internet, insieme a quelli rilevati da altre scuole, e concludono cercando di spingere al cambiamento di qualche abitudine familiare (come farsi accompagnare a scuola in macchina ognuno da solo).

Non servono grandi attrezzature e alcuni indici, come quello di funzionalità fluviale, sono relativamente facili da utilizzare anche per dei bambini delle elementari.

Un bellissimo esempio di questo approccio sostenibile e coinvolgente all'educazione ambientale è il progetto ragnatela di Mowgli, che è una associazione no-profit che lavora nel campo del turismo responsabile e dell'educazione ambientale. La foto viene dal Parco del Serio, altro posto dove i ragazzini possono cimentarsi con la lichenometria.

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