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Calabria, la frana che conferma la regola

Pubblicato: 27 ott 2011 da AlterEco

Commenti dei lettori

frana Maierato Calabria

Dopo gli allagamenti causati dal nubifragio a Roma giovedì scorso, le vittime provocate dall’alluvione in Liguria e Toscana ieri, l’allerta meteo si è spostata sulle regioni centro-meridionali, in particolare sulla Calabria, soggetta a danni con piogge nettamente inferiori a quelle cadute sul versante ligure.

Il 100% dei comuni calabresi è a rischio idrogeologico. La natura c’ha messo del suo. La cementificazione selvaggia, la mancanza di una politica di prevenzione adeguata del dissesto, il disboscamento scriteriato, l’abusivismo edilizio, l’incuria di molti terreni un tempo coltivati hanno fatto il resto. Per questo fa sorridere amaramente che si parli ancora di rischi potenziali per l’arrivo di perturbazioni particolarmente violente e di un’ondata eccezionale di maltempo. Il rischio è tangibile sempre.

Le montagne vengono giù come castelli di sabbia, vedi Maierato, ed alcuni tratti autostradali, come quello all’altezza di Falerna, sono più simili ad un cimitero che ad una strada, dai tanti fiori a ricordo di chi è morto travolto dall’ennesima eccezionale frana.

Eppure, parlare di situazioni d’emergenza, di casi isolati, di precipitazioni di portata eccezionale fa comodo a molti per non intervenire con una pianificazione seria, controllata, a lungo termine. Non che non sia vero, per carità, che i volumi idrici registrati in Liguria sono tipici delle bombe d’acqua, i flash flood di tipo tropicale. Ma in Calabria interi paesi rimangono isolati per molto meno, le strade chiuse per settimane perché dalla montagna crollano fiumi di fango e massi.

E’ una regione che vive in perenne stato d’allerta. Nel senso che i cittadini devono stare sempre attenti che non gli cada un masso addosso dal crinale, sono costretti a liberare da soli i canali di scolo e sono sempre preoccupati di morire quando piove a dirotto. Quindi che si parli di stati d’allerta isolati e di eventi meteo eccezionali è ridicolo. Semplicemente ridicolo. Le amministrazioni, con i fondi che hanno, riescono a malapena a mettere un cartello che su alcune strade ti avvisa che avanzi a tuo rischio e pericolo. Il rischio di frane è di casa, non ha nulla di eccezionale.

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5 commenti

Commenti dei lettori

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  • Lorenzo Denami

    27 ott 2011 - 10:36 - #1
    1 punto
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    Da calabrese non posso che confermare tutto quello che hai detto. Ho la fortuna di abitare in un paesino a moderato rischio idrogeologico in un piccolo altopiano al riparo da possibili frane.

  • AlterEco

    27 ott 2011 - 12:26 - #2
    1 punto
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    già, uno dei pochi al riparo… dove vivevo io lo scuolabus a volte, quando pioveva troppo e c’erano frane, non riusciva a proseguire. L’autista parcheggiava, scendeva e ci accompagnava a casa a piedi. Ti parlo di 15 anni fa e le cose da allora sono peggiorate… :(

  • Profilo di sandro-kensan

    sandro-kensan

    27 ott 2011 - 17:16 - #3
    2 punti
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    A parte i morti, a parte le tragedie familiari di perdere la casa, a parte la perdita di infrastrutture come strade e ponti, mi soffermo su quanto è stato cementificato fin’ora.

    Mi chiedo come mai ci si accanisca così tanto di fronte a qualche ettaro verde in cui si mettano pannelli fotovoltaici e ci sembri normale cementificare migliaia di ettari *dovunque* per costruire tutto il costruibile: case, ospedali, strade, ecc, ecc.

    Lo si fa dovunque e quindi anche dove si allaga per la pioggia, dove il terreno frana e dove le montagne crollano. Manca proprio il senso della misura.

  • Profilo di altereco

    altereco

    27 ott 2011 - 17:22 - #4
    1 punto
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    è vero, oltre alle nuove case costruite su colline decisamente in bilico e prive dei servizi essenziali, stanno spuntando centri commerciali ovunque, tutti uguali, grigi e tristi con parcheggi altrettanto invasivi… per non parlare del fatto che con l’alibi di creare parchi fluviali a misura di pedone e bici stanno tagliando (e vendendo a caro prezzo) alberi secolari che da soli trattenevano dallo sprofondare lotti di terreno immensi…

  • Dr Papè

    28 ott 2011 - 02:25 - #5
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    in calabria non c’è la cultura del rispetto dell’ambiente. la gente se ne fotte. i pecorari incendiano i boschi per fare l’erba nuova e tutto sembra lecito. la gente costruisce ovunque e poi si lamenta delle conseguenze. sono i calabresi stessi ad essere causa dei propri problemi.