Rischio idrogeologico, Prestigiacomo: "Dopo le alluvioni, sbloccheremo i fondi"

disastro Liguria

La tragedia dello spezzino e della Lunigiana servirà a far sbloccare i fondi per il dissesto idrogeologico stanziati nel 2009, una cifra che si aggira intorno ai due miliardi e mezzo di euro, tra finanziamenti statali e regionali. Il piano straordinario per la difesa del suolo è pronto (e fermo, ndr) da due anni. Sono, in sintesi, le parole della Prestigiacomo dopo le alluvioni che hanno travolto la Liguria e la Toscana nei giorni scorsi.

Parole che ci confermano, ancora una volta, che se non ci scappa il morto in questo Paese non si interviene. Specialisti nella gestione delle emergenze, bocciati nella prevenzione. Una politica del post-disastro che ci costa moltissimo sul piano delle perdite umane, non risarcibili ovviamente, e su quello economico.

Sono consapevole, ha detto la Prestigiacomo, che in questi eventi c'è sempre una quota di imponderabile e di imprevedibile. Ma vi sono numerosissime realtà in cui è possibile prevedere ed intervenire in tempo. Se nulla può colmare il dolore di chi ha perso i propri cari, la tragedia dello spezzino e della Lunigiana serva almeno a sbloccare i fondi necessari e far partire subito gli interventi che si possono e si devono fare per cercare di evitare nuove sciagure annunciate.

Quante volte abbiamo sentito promesse simili? Ormai basta cambiare il nome della tragedia nel discorso e la pappa per consolare gli animi è pronta. La domanda è: era proprio necessario aspettare che accadesse un disastro simile per sbloccare i fondi? Se vengono usati per il dopo alluvione non sono più fondi per la prevenzione, caro Ministro.

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