Rapporto finale sulla marea nera nel Golfo del Messico: è il più grave disastro petrolifero offshore

marea nera del Golfo del Messico

La marea nera nel Golfo del Messico, provocata dalla BP nell'aprile del 2010, è il più grave disastro petrolifero occorso ad una piattaforma offshore. Si torna a parlarne in seguito alla pubblicazione del dossier integrale avvenuta il 1° novembre scorso. Ecoblog aveva dato notizia della conclusione delle indagini sulle responsabilità della BP con largo anticipo.

L'esplosione della Deepwater Horizon ha provocato undici morti tra gli operai della compagnia, centinaia di vittime tra gli uccelli marini, le tartarughe ed i cetacei, perdite economiche ed ambientali per 30-40 miliardi di dollari.

Senza contare i danni a medio e lungo termine sugli ecosistemi, al momento incalcolabili. Un vero e proprio ecocidio che poteva essere scongiurato con piani di emergenza adeguati e misure di prevenzione che avrebbero impedito l'esplosione della piattaforma Deepwater Horizon. Esplosione che ha causato la dispersione di quasi 5 milioni di barili di petrolio nel Golfo del Messico.

Il rapporto della Oil Spill Commission punta il dito contro le compagnie petrolifere coinvolte ma anche contro l'assenza di controlli del Governo. Le istituzioni governative e le aziende petrolifere erano impreparate a far fronte ad un incidente di così grave entità in acque profonde. E lo sono ancora, ndr. La OSC chiede l'istituzione di un organo indipendente preposto alla sicurezza delle trivellazioni petrolifere offshore.

Via | Oil Spill Commission
Foto | Flickr

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