Una legge per prevenire i disastri petroliferi offshore, la propone l'UE

piattaforma deepwater horizon

Misure di prevenzione più rigide che mettano al sicuro le acque e le coste degli Stati membri dai disastri petroliferi provocati dalle piattaforme di trivellazione offshore. È la proposta che arriva dalla Commissione Europea.

Un disegno che mira ad escludere dai mari europei le compagnie petrolifere che non possiedono determinati requisiti: piani di emergenza adeguati ad intervenire in incidenti avvenuti in acque profonde, e dunque in condizioni operative estremamente difficili; fondi sufficienti a risarcire danni per miliardi di euro; infrastrutture che non facciano acqua da tutte le parti.

Come ha sottolineato il Commissario UE all'Energia, Günther Oettinger:

Oggi la maggior parte del petrolio e del gas in Europa viene prodotto offshore, spesso in condizioni difficili. I rischi però stanno aumentando perché si opera a profondità sempre maggiori. Per questo prevenire incidenti come quello nel Golfo del Messico e assicurarsi che vengano adottate le migliori pratiche è un dovere indiscutibile.

Le nuove misure entreranno in vigore dal 2014 e saranno valide per le piattaforme già esistenti. In Italia saranno 123 gli impianti offshore chiamati ad adeguarsi, 486 in Gran Bretagna, 181 in Olanda.

Le compagnie saranno responsabili dei danni ambientali provocati fino ad un massimo di 370 km dalla costa contro i 22 km coperti oggi. Secondo le stime UE un disastro di grave entità provocherebbe, in un anno, perdite economiche tra i 205 ed i 915 milioni di euro. Ma quale assicurazione coprirerebbe mai un rischio simile? Risponde Oettinger:

Non parliamo di assicurazione obbligatoria perché il mercato delle assicurazioni per ora non è in grado di farsi carico di grandi incidenti, per questo abbiamo commissionato uno studio sulle ipotesi di fattibilità per coprire il rischio.

Qualcosa ci dice che non sarà così facile proteggere l'Europa da disastri petroliferi e maree nere.

Via | European Commission
Foto | Flickr

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