Logo Blogo

Tetti verdi, vivere a basso impatto con un prato sulla testa

Pubblicato: 03 nov 2011 da AlterEco

Commenti dei lettori

tetti verdi Spagna 1

Per ridurre le emissioni dell’aria condizionata nelle torride estati spagnole, lo studio di architettura Alberto Alarcón y Asociados ha progettato una casa di campagna interamente ricoperta da un tetto verde. La peculiarità di questa abitazione, ubicata a Léon, è il tetto inclinato che simula un dolce pendio ricoperto di erba.

La casa si compone di tre ampie camere tutte collegate tra loro per garantire il massimo della ventilazione naturale. Le grandi finestre assicurano un’illuminazione naturale ottimale.

Il tetto verde, grazie ad una membrana impermeabile, mantiene l’edificio isolato termicamente garantendo un risparmio energetico elevato sia sul riscaldamento invernale che sul raffreddamento estivo.

Tetti verdi Spagna
Tetti verdi SpagnaTetti verdi SpagnaTetti verdi SpagnaTetti verdi Spagna

Via | Plataforma Arquitectura
Foto | Alarcón y Asociados

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (2 Voti | Media: 4 su 5)
condividi condividi
9 commenti

Commenti dei lettori

Nascondi commenti anonimi
  • Profilo di ice

    ice

    03 nov 2011 - 14:56 - #1
    1 punto
    Up Down

    io ero rimasto che il prato era una delle colture meno biocompatibili per l’elevatato consumo di acqua…
    ceto l’evaporazione dell’acqua permete di abbassare ulteriormente la temperatura

  • no_alla_mafia

    03 nov 2011 - 15:16 - #2
    1 punto
    Up Down

    quella ‘barriera impermeabile’ è realizzata con bitume? (antracene e fenantreni sostituiti proprio sopra la testa?), o con polietilene? (a spese di un po’ di petrolio); non è mica per caso sigillata con siliconi polisostituiti con schifezze varie, spero… ; ovviamente la irrigheremo, con acqua potabile o di pozzo, perchè a Leon mi sa che è difficile contare su una pioggerella irlandese; cmq, ogni tanto, una bella diserbata disinferstante e insetticida la spargiamo, non sia mai che si formano zanzare, pappataci e altre schifezze. Per il consumo di territorio invece andiamo bene; 3 stanze su un piano è la dimensione ottimale per accogliere i 12milioni di persone che abitano a Città del Messico… basta distribuirle in un raggio di 400km… tanto ci sono le auto!

  • Andrea R.

    03 nov 2011 - 18:31 - #3
    0 punti
    Up Down

    @ ice
    bisogna distinguere tra prato e tappeto erboso, il secondo se costituito da specie vegetali dette microterme (specie più adatte ai climi del centro e nord europa) ha elevati fabbisogni idrici nel periodo estivo, mentre se vengono impiegate specie macroterme (più adatte a climi mediterranei) la quantità d’acqua che necessita è ridotta di molto; se parliamo di prati invece la questione è differente, sono miscugli di molte specie che comprendono diverse famiglie vegetali, e di solito vengono scelte specie che vivono nel luogo, quindi adatte al clima.
    Per i tetti verdi non calpestabili (come mi sembra il caso proposto dall’articolo) nella maggior parte dei casi vengono impiegate piante resistenti a periodi di siccità (o almeno in un progetto sensato). Sono molti i tetti che non prevedono l’impianto di irrigazione.
    Aggiungo che di solito in tetto verde prevede anche il recupero delle acque piovane, o se non previsto, limita comunque di molto la quantità d’acqua che viene riversata nelle fogne e che in teoria dovrebbe venire depurata. Incrementare la superficie permeabile è una cosa molto importante nelle città d’oggi ormai rivestite di cemento, si potrebbero evitare molti allagamenti improvvisi.

  • Andrea R.

    03 nov 2011 - 18:31 - #4
    0 punti
    Up Down

    @ no_alla_mafia
    ci sono diversi tipi di impermeabilizzazioni utilizzate, bituminose, polivinili, polietilene e molte altre, più o meno le stesse che vengono utilizzate nell’edilizia classica, ma personalmente preferisco avere sopra la testa fogli bituminosi ricoperti da da 20 cm di terreno che limita di molto il suo riscaldamento e di conseguenza i vapori, piuttosto che guaine catramate ricoperte da 5 cm di ghiaia se va bene, come si fa normalmente. Ovviamente stiamo parlando soprattutto di tetti piani, e mi vengono in mente le vallate colonizzate da capannoni incatramanti che arrivano a temperature di oltre 50°C. Vale la pena dire che una normale copertura catramata deve essere sostituita in media ogni 15-20 anni, mentre se coperta dal terreno (quindi non soggetta alla luce del sole e con minori sbalzi di temperatura) può resistere bene anche per 80 anni e più, ovviamente per tetti verdi cotruiti con criterio. C’è un tetto verde in svizzera realizzato agli inizi del ‘900 ancora un buono stato di funzionamento.
    Per quanto riguarda l’acqua credo di aver già risposto nel commento precedente. Per il diserbante, gli insetticidi e io aggiungo anche i concimi, vale più meno come per un normale giardino o orto, ci sono ottimi rimedi a impatto zero o minimo, primo tra tutti il buonsenso, ci sono tetti a cui viene fatta solo una piccola concimazione e potatura annuale; non discriminiamoli a prescindere, … se poi vogliamo parlare della superficie occupata dalle tre stanze o dall’impatto estetico della struttura con il paesaggio, credo sia un altro discorso.

  • Profilo di skyvisual

    skyvisual

    04 nov 2011 - 09:08 - #5
    0 punti
    Up Down

    Ho un tetto verde di 140 mq dal 2006 e va benissimo. E’ di tipo inclinato e, nonostante qualche errore nella scelta iniziale della vegetazione, ora va bene e consuma poca acqua.
    Se ci si pianta il sedum lo si tiene vivo con poco e l’effetto è come avree in casa un sistema di raffrescamento.ù
    L’ho fatto io, qualche errore ci poteva anche stare…
    Doppia guaina antiradice, sistema di drenaggio delle acque a celle in plastica con “aria” di 6 cm, rete zincata, tessuto non tessuto e 10 cm di terra.
    Il sistema di contenimento è in legno non trattato. Appena le piante hanno radificato la terra la tengono loro.
    Finitela con i tetti convenzionali, questo è nettamente superiore.

  • Profilo di ice

    ice

    04 nov 2011 - 11:08 - #6
    0 punti
    Up Down

    @ #5
    hai qualche sito di riferimento?
    io ho trovato molta incompetenza in materia anche da parte di professionisti
    a casa ho un serra verticale (la tecnologia che dovrebbe servire per fare lo sesso effetto del manto erboso dei teti anche sulle pareti) , ma dopo fari interventi, a oltre 8 mesi dall’installaizione, mi sta ancora dnado delle grane

  • Andrea R.

    04 nov 2011 - 12:23 - #7
    0 punti
    Up Down

    @ ice
    in italia abbiamo l’AIVEP (associazione italiana verde pensile) ha un sito è un po’ scarno, ma c’è una piccola bibliografia (e sitografia), il libro che ritengo più completo è:
    Paolo Abram, Giardini pensili, coperture a verde e gestione delle acque meteoriche, 2004, Sistemi editoriali Esselibri Simone.
    Recentemente è stata redatta la norma UNI U32035470 che è un codice di pratica per la realizzazione delle superfici continue a verde.

    se vuoi maggiori info sui sistemi brevettati più importanti puoi trovarne qui:
    http://www.daku.it/
    http://www.harpo-group.com/verdepensile/
    http://www.optigrun.it/
    http://www.perlite.it/edilizia.asp

    questi sono i sistemi base che poi tutte le altre ditte più o meno riprendono.

    per le pareti verdi i metodi sono un po’ differenti, più difficili da realizzare e mantenere, la Reviplant ha brevettato REVIWALL®, un sistema modulare facilmente applicabile e sostituibile, già piantato. In sostanza è un doppio strato di tessuto non tessuto trapuntato in modo da creare delle sacche, che verranno riempite di torba, o altro substrato. Il problema poi sarà la scelta delle piante più idonee per offrire una copertura ottimale e duratura.

  • Profilo di go-seo

    go-seo

    07 nov 2011 - 10:41 - #8
    0 punti
    Up Down

    mi accontenterei di vedere qualche pianta nel mio ufficio…

  • EcoGlobo.it

    19 nov 2011 - 13:51 - #9
    0 punti
    Up Down

    Ho scritto un interessante articolo sulla casa green costruita con materiali riciclati..muri di pneumatici e bottiglie di vetro…
    http://www.ecoglobo.it/home-slideshow/earthship-la-casa-ecosostenibile-bioarchitettura-earthship-costruire-una-casa-ecosostenibile-con-materiali-riciclati/