Alluvioni Genova e Torino e dissesto idrogeologico: colpa di rigidità ambientaliste?

il fiume po

A leggere il titolo so già che molti di voi saranno sorpresi e per spiegare quelle "rigidità ambientaliste" devo fare un passo indietro e raccontarvi della bella trasmissione radiofonica L'indignato speciale in onda su RTL stamattina. Il programma è condotto da Andrea Pamparana (vicedirettore del TG5), Davide Giacalone e Fulvio Giuliani. Il trio si è interrogato sulle cause dell'alluvione dell'altro ieri a Genova, sulle attuali emergenze del Po a Torino e e in genere sulla tutela del suolo e sul dissesto idrogeologico in Italia.

Le telefonate del pubblico hanno aiutato a fare un po' di informazione a fronte di quella cronaca di pancia che purtroppo invade oggi il nostro mainstream. Dunque le considerazioni del radioascoltatore Luca, Vigile del Fuoco a Genova:

Con Allerta 2 il 4 novembre i genovesi erano in strada, a piedi, in auto o addirittura motorino. Sebbene le scuole aperte in sè non siano state un atto grave il fatto che i genitori siano scesi in strada per andare a riprendere i figli a scuola, ha creato notevole disagio a chi come Protezione civile e vigili del Fuoco doveva intervenire sulle emergenze.


Il Comune di Genova, dal canto suo, ha sì diramato il comunicato di Allerta 2 ma piuttosto che diffonderlo via radio, tv locali o per le strade ha preferito affidarsi al web attraverso il sito istituzionale e twitter. Si sperava forse nel passaparola? Di fatto non ha funzionato, poiché sempre Luca spiega:

Ho fermato una signora nel bel mezzo della pioggia e le ho chiesto che ci facesse per strada con un Allerta2. Mi ha risposto: "Non so cosa voglia dire".

Nella discussione un altro radioascoltatore ha sollevato il problema che la mancata manutenzione di alvei, boschi, fiumi e torrenti è dovuta, oltre che a una endemica mancanza di fondi anche a una malsana legge protezionistica della fauna e della flora (credo si riferiscano alla L.18/3/1989 n.183 NdR). E qui sono stati tirati in ballo quegli ambientalisti che per eccesso di protezione hanno impedito, ad esempio, ad un contadino che ha un terreno confinante con un torrente o un fiume di tenere pulito un alveo. Per procedere, infatti deve essere fatta richiesta e poi espressamente autorizzata dalle autorità preposte, in primis la Guardia forestale. Diversamente fioccano le multe. Subito dopo la telefonata di una Guardia forestale conferma l'impossibilità per chi intende effettuare manutenzione di fiumi e torrenti di muovere anche una pietra senza autorizzazione. Non solo, ma nei casi in cui è possibile intervengono associazioni ambientaliste a difesa del territorio e del suolo impedendo anche l'ordinaria manutenzione. Il che porta a incuria del territorio e del suolo.

Accuse, queste, sparate nel mucchio delle associazioni ambientaliste? O considerazioni che meritano di essere approfondite?

Qui il progetto Libera Fiumi del WWF del 2001.
Gli atti del Convegno rischi idrogeologici degli habitat fluviali di Legambiente del 2005.

Foto | Flickr

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