Milioni di uccelli migratori uccisi con la colla in Spagna ma è solo un tragico errore

uccello morto con la colla in Spagna

Tra i tanti ostacoli innaturali che incontrano gli uccelli migratori quando sorvolano i cieli europei, il primato per la crudeltà va alla Spagna. Gli attivisti di SEO/BirdLife denunciano infatti la presenza di migliaia di trappole "discutibili" a Castellón (e non solo), nella Spagna orientale.

In pratica si formano delle trappole con rovi e rami cosparsi di collanti e si attirano gli uccelli con richiami vivi o elettronici. Tordi ed altri uccelli finiscono dalle trappole (parany o barraca, ndr) alle tapas, bocconcini fritti che vengono serviti nei locali spagnoli da secoli.

Anche se la caccia non è illegale, gli attivisti contestano i metodi cruenti usati per la cattura: gli uccelli catturati sono infatti condannati ad una morte lenta e dolorosa con le ali incollate, prima di essere finiti rompendogli il collo o schiacciandogli la testa.

Inoltre nelle trappole non finiscono solo i tordi, ma anche pettirossi, capinere e persino i gufi cadono nel tranello. Due uccelli su cinque tra quelli che restano incollati non sono tordi.

Miguel Angel Bayarri dell'associazione dei cacciatori Apaval, fiero di quella che è una tradizione millenaria, si difende dalle accuse, affermando che solo se le trappole sono usate male ci finiscono dentro anche uccelli diversi dai tordi. Insomma, pare sia tutta colpa di qualche cacciatore maldestro.

Sarà, sta di fatto che gli uccelli delle altre specie rimasti incollati e recuperati dai volontari, anche quando vengono ripuliti con dei solventi, spesso non ce la fanno e muoiono. E chi glielo spiega poi che è stato un tragico errore?

Via | SEO/Birdlife
Foto | Caza Ilegal Ves

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